Ristorante Tosca, stella Michelin italiana a Ginevra

3/10/2018 2.9 MILA
Tosca, Ginevra – Il sous chef Luca Crostelli e la brigata di cucina

di Barbara Guerra 

Saverio Sbaragli, solida certezza nel firmamento europeo Michelin, dopo aver lasciato il Lago del Four Season di Ginevra dove lo abbiamo conosciuto qualche anno fa, apre il ristorante Tosca, sempre nella fascinosa città sul Lac Léman, per vedersi riconfermare subito la stella sulla giacca. Insieme a lui il suo sous chef Luca Crostelli, vincitore del contest di LSDM I Dedicati di Olitalia.

Saverio, di origine toscana, con orgoglio fa ruotare la sua cucina intorno all’olio extravergine di oliva della sua regione e ne è divenuto sostanzialmente un vero divulgatore. Il suo lavoro si caratterizza in generale dall’utilizzo di materia prima d’eccellenza, dalla conoscenza della tradizione dalla valorizzazione degli elementi cardine della Dieta Mediterranea. Con questi assi in poco tempo ha creato una bella clientela al suo Tosca che apprezza le sue doti creative abbinate allo stile italiano.

TOSCA, non è solo un nome ma è un acronimo che dedicato alla sua terra ispiratrice: Toscana, Omaggio, Sensibilità e Scoperta, Cucina ed Arte. Così tre uomini (Saverio Sbaragli, Jean-Jacques Ghelfi e Marco Borgianni), uniti dall’amore per la Toscana e il Bel Canto, con la voglia di trasmettere il loro pensiero di qualità italiana, hanno disegnato e cucito questo incantevole posto che si caratterizza per la sua eleganza e ricchezza della proposta. Come quasi tutti i grandi ristoranti metropolitani, per accompagnare gli ospiti anche nel lunch quotidiano al Tosca è abbinato il bistrò Puccini, uno spazio dedicato alla cucina meno tecnica e più di tradizione, sempre di ispirazione toscana.

Una sala che gira alla meraviglia, le esperienze internazionali di tutti i componenti del team restituiscono un’esperienza complessiva di grande piacevolezza e benessere. Questo l’obiettivo dello chef, far star bene gli ospiti e coccolarli, partendo da un aperitivo divertente, passando da piatti creativi che lasciano spazio a qualche sorpresa come la Caprese 2.0 e rassicurando con la tradizione, giusto attualizzata, dello spaghettone aglio e olio o dello gnudo  con salsa al pomodoro. Si chiude con una pasticceria raffinata e precisa che non stanca, grazie alla ricerca di note fresche. Il cannolo è un concentrato di bontà.

In generale la cucina di Saverio Sbaragli è diretta, incentrata sulla materia con  le tecniche classiche al servizio dell’ingrediente che rispetta e valorizza al massimo. Un vero ambasciatore del Made in Italy.