I nove ristoranti Tristellati sul web? Solo due promossi a pieni voti, la metà bocciati

6/7/2018 1.7 MILA
La sala dell'Osteria Francescana
La sala dell’Osteria Francescana

di Leo Ciomei

Leggo su Repubblica Sapori un interessante articolo di Eleonora Cozzella su come i ristoranti di fascia alta abbiano un rapporto non troppo felice col web e con i social, non sfruttando le opportunità che la rete dà.
Non starò certo ad analizzare perchè questo accada. Ci sono esperti che ne possono disquisire per pagine intere. 
Voglio invece dare un’occhiata ai siti web dei più importanti ristoranti italiani per capire chi è IN, chi è “così così” e chi invece è proprio OUT.
 Ma cosa richiede essenzialmente il cliente medio di un ristorante di alto livello?
a) indirizzo e mappa per arrivare: sembra una cosa da niente ma vedere al volo dove è situato il locale predispone bene.
b) telefono: fondamentale, meglio se in calce di ogni pagina.
c) giorno di chiusura: benedetti ristoratori, quando capirete che è una delle informazioni basilari? e pure il periodo di chiusura per ferie aiuta, eh!
d) foto foto e ancora foto: il cliente vuole vedere tante foto e descrizioni, soprattutto dei piatti e che siano belle e luminose. Foto tristi e scure hanno un effetto dieta povera casalinga.
e) prenotazione online: oggi è fondamentale avere un modulo (semplice, per carità) dove poter prenotare. Importante è che il ristoratore verifichi giornalmente queste prenotazioni altrimenti…
f) menù con i prezzi: anche se vado in un locale dove spenderò 300 euro lo voglio sapere prima. Magari perchè offrirò al mio commensale o magari perchè forse sceglierò dalla carta e mi piace vedere prima la spesa che affronterò. Idem per la carta dei vini, di solito molto ampia da consultare a tavola.
g) compatibilità con i cellulari: oggi l’80% dei clienti guarda i siti dal cellulare e la mancanza di ottimizzazione per mobile crea problemi di visione delle pagine.
Vediamo i migliori. Tre stelle Michelin:

Piazza Duomo– Alba IN *****


Ottimo sito web, ben fatto e con tutte le informazioni ben visibili. Bonus per l’inglese, indispensabile a quei livelli e con la tipologia di clientela langarola. Esaustive le notizie sul locale e sullo chef Enrico Crippa, compreso i riconoscimenti delle guide di settore. La sezione per le prenotazioni è semplice e intuitiva nonostante richieda molte informazioni. Completa anche la sezione contatti e funzionale la barra per i social (Facebook, Instagram). 
Menù e carta dei vini perfette e dettagliate. Utile e ricca, per gli addetti ai lavori, la sezione download, dove si trovano le belle foto dei piatti. In verità l’unico appunto che possiamo fare a Piazza Duomo è proprio la mancanza di foto dei piatti nelle pagine principali.

La sala di Piazza Duomo
La sala di Piazza Duomo

Da Vittorio – Brusaporto IN ****

Anche questo sito è un’ottima presentazione per il gruppo Cerea. Doppia lingua pure qui e molte notizie sulla famiglia. Forse un po’ troppo semplice la prenotazione, manca la corposa carta dei vini (ci sono invece le proposte cocktail) e pure qui latitano le foto dei piatti. In compenso sono ricchissime le altre sezioni compreso catering, caffè e gift-shop, news e appuntamenti.

La sala del Da Vittorio
La sala del Da Vittorio

Dal Pescatore – Canneto sull’Oglio OUT **



Un po’ vecchio stile sia come impostazione sia come caratteri il sito web della famiglia Santini, benchè sia in tre lingue. Avrebbe necessità di una rinfrescata. Per conoscere i giorni di chiusura bisogna andare sulla sezione prenotazioni perchè manca nei contatti. Non esistono in pratica fotografie dei piatti (capisco l’amore per i cani ma se vengo sul sito di un ristorante preferisco vedere cibo), la sezione news è aggiornata al 2013, mancano menù e carta vini e di conseguenza i costi relativi. Interessante la sezione con la storia della famiglia ma dai grandi Santini vogliamo di più (e il sonoro che parte e non si ferma più è deleterio e porta alla chiusura anticipata del sito).

La sala del Pescatore
La sala del Pescatore

Le Calandre – Sarmeola di Rubano IN *****

Monumentale il sito web degli Alajmo e non poteva essere altrimenti per il numero dei locali e delle attività di famiglia. Il livello è simile a quello di Piazza Duomo ma qui abbiamo anche (belle) foto e un’applicazione intelligente per consultare la vasta carta vini. Le varie parti del sito descrivono tutto l’universo Alajmo e ciò vale anche per gli altri ristoranti del gruppo. Tre lingue, completo, tutto perfetto e funzionale. Bravi!

La sala de Le Calandre
La sala de Le Calandre

St. Hubertus – San Cassiano = ***

Sembra esserci tutto nel sito web della struttura inserita nell’hotel Rosa Alpina, regno del fresco tristellato Norber Niederkofler. Scrivo sembra perchè nell’insieme non mi dà sensazione di completezza, vedo il tutto come un compitino fatto bene ma senza cuore. Carta dei vini completa (ma nel 2018 un file Word trasformato in .pdf?), foto chiare ma un po’ a casaccio, costo e dettaglio dei menù degustazione ma manca la carta (esiste, vero?). Buona invece la sezione prenotazioni. Diciamo che per un grande ristorante come questo vorrei qualcosa di più accattivante.

La sala del St. Hubertus
La sala del St. Hubertus

Osteria Francescana – Modena = ***
Da “King Bottura” cosa ci aspettiamo? il meglio. E infatti il sito de La Francescana, novello Top nei 50 Best, esteticamente è bellissimo. Molto semplice. Forse troppo? la storia del suo chef/titolare è racchiusa volutamente in quattro righe, solo per i riconoscimenti non sarebbero bastate due pagine. Diciamo che anche nel low-profile lo chef/titolare si fa riconoscere. I piatti sono illustrati tramite dettagli e non con le canoniche foto dall’alto. Cosa manca? Innanzi tutto la carta dei vini. Poi qualche parola sullo staff, importantissimo. Conoscendo The King è pure strano perchè lui menziona sempre i suoi collaboratori e ne ha grande stima, dal lavapiatti al maitre/sommelier. Purtroppo le prenotazioni sono macchinose ma la grande richiesta fa sì che non sia semplice come altri.

Enoteca Pinchiorri – Firenze = ***



Bello e completo il sito web del ristorante fiorentino ma non troppo comodo per vedere le svariate sezioni che lo compongono. E’ necessario sempre scorrere la pagina per accedere alle molte informazioni (lodevole la dettagliata presentazione dello staff). Manca la carta dei vini ma in questo caso, vista la vastità, possiamo perdonare Mr. Pinchiorri… Non ci sono molte foto di piatti e quelle visibili sono piazzate qua e là, manca forse una gallery di foto che raccolga molte delle belle foto disseminate nel sito. Completa la sezione social anche se aggiornata al 2017. Semplice la prenotazione online.

La sala dell'Enoteca Pinchiorri
La sala dell’Enoteca Pinchiorri

La Pergola – Roma OUT **

Il sito del locale dove officia il grande Heinz Beck risente purtroppo dell’essere inserito nell’hotel Rome Cavalieri. Tutte le informazioni sul ristorante sono infatti un corollario a quelle del grande albergo romano. Ci sono i dettagli principali di contatto, le chiusure, la presentazione dello chef e del sommelier, il menù degustazione (ma per vedere la carta dobbiamo essere attenti). Manca però la carta dei vini, un modulo di prenotazione, le foto dei piatti, ecc.. Tutto molto pratico e americano ma da un grande gruppo come Waldorf Astoria mi aspetterei altro.

La sala de La Pergola
La sala de La Pergola

Reale – Castel di Sangro = ***

Completo il sito del locale di Niko Romito ma freddo. Ci sono le foto (piccole e non stupende, in verità), la carta (manca quella dei vini), tutte le indicazioni per arrivare e i riferimenti per prenotare (nascosti però in un pulsante in alto a dx poco intuitivo) ma sarà per quel fondo bianco o sarà per il carattere di scrittura molto piccolo che il sito non invoglia alla visione. Interessanti le altre sezioni dedicate alla stampa, al Laboratorio, all’Accademia e ai Progetti. Sembra quasi che il ristorante sia un’appendice a tutto il resto invece di essere l’attrattiva principale. Consiglierei una revisione del sito per arrivare al livello dei colleghi tristellati.

La sala del Reale
La sala del Reale

4 commenti

    Nelli

    (6 luglio 2018 - 20:47)

    Gran bell’articolo complimenti. Apprezzo e condivido quanto da te detto. Bravo!
    Ci sono un paio di carenze che non hai citato. Dal punto di vista della visibilità su Google, dell’usabilità, nonché responsiveness un paio di siti che tu “salvi” hanno appunto queste piccole lacune.
    La più grave riguarda il sito https://www.dalpescatore.com/
    L’uso del Flash è anacronistico nel 2018. Sia Google che tutti i dispositivi Apple penalizzano questa tecnologia.
    Inoltre sia questo sito che http://www.davittorio.com/ hanno la vecchia impostazione con le bandierine in home page per scegliere la lingua. Questa pratica che andava di moda qualche anno fa, è fastidiosa per gli utenti che sono costretti sempre a fare un click in più. E lato SEO non aiuta.
    Onestamente dispiace leggere quello che scrivi (ma non mi sorprende). Da ristoranti di altissimo livello quali quelli in oggetto ci aspetteremmo una comunicazione via web adeguata (sui social pero’ Da Vittorio si muove bene).
    Mi piacerebbe vedere un’analisi simile anche per le aziende vinicole più famose… eheh

    leo ciomei

    (7 luglio 2018 - 09:46)

    Grazie Elena!! detto da una professionista mi fa ancora più piacere! non volevo infierire troppo sul Pescatore che in effetti sembra fermo al 1999. Ho parecchi dubbi anche sul web-master di Romito: perchè adottare quel font e tutto quel fondo bianco?

    Marco Galetti

    (7 luglio 2018 - 10:53)

    @Leo, mi complimento , un argomento affrontato raramente eppure il problema è quotidiano. come il pane.
    Due considerazioni, tristellati e bistellati sono frequentati da turisti attenti provenienti da tutto il mondo, un motivo in più per cambiare registro in tal senso, facilitando scelte e decisioni all’utente e, probabilmente, invitando i giovani e i timorosi ad “annusare” qualcosa sopra media, secondo consuetudini e cultura di stampo francese.
    Il capitolo prezzi è, per quel che mi riguarda, evidenza di correttezza, indipendentemente dalla disponibilità TUTTI vogliono e devono sapere sia il prezzo di una pizza che quello di una cena o di un vino da un tristellato.

    Virginia

    (7 luglio 2018 - 14:46)

    ottimo Leo! proporrei a Pignataro di pubblicarlo a cadenza mensile :)

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