I ristoratori che non pagano, dietro tante stelle a volte solo stalle

15/2/2018 8.7 MILA

di Marco Contursi

“Defraudare la giusta mercede a chi lavora”, questo uno dei 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.

Purtroppo sento ancora troppo spesso di attività di gastronomia, ristorazione o pizzeria famose che non pagano i propri dipendenti o fornitori. E questo è assurdo. Si va dal titolare di una pizzeria che non paga le birre, fingendo non siano state mai ritirate, al ristoratore che dice che le cose vanno male per ridurre lo stipendio ai dipendenti e poi si compra l’auto nuova, passando per chi per pagare una fattura deve essere sollecitato ennemila volte e pregato, quando pagare il dovuto è un suo dovere.

Ma può uno degli imprenditori più ricchi campani e titolare anche di una gastronomia non aver ancora pagato una fattura di 600 euro di vini per una cerimonia privata di maggio?

O un altro, aprire una nuova attività quando ci sono ancora migliaia di euro di debiti della precedente dichiarata fallita.

O ancora una pizzeria non pagare 200 euro di formaggi, costringendo il titolare del caseificio a recarsi lì davanti e a minacciare di fermare chi entra?

Credo che ogni cantina potrebbe raccontarne di belle, magari in anonimato se ritiene dannoso il parlarne. Perché l’assurdo è proprio questo, si tace per paura di passare per uno scassambrella e perdere i clienti. Ma che cliente è uno che non paga?

Finchè a farlo è uno che versa in cattive acque, non lo si giustifica ma almeno se ne comprendono le ragioni, anche se nessuno dovrebbe far pagare ad altri i propri errori o sfortune. Ma quando a farlo sono attività che vanno bene, allora è schifoso senza se e senza ma.

Il recupero crediti per piccole aziende è una perdita di tempo immane e tempo sottratto alla produzione. Per le medio-grandi un costo aggiuntivo.

Non sarebbe molto più semplice che ognuno comprasse solo quello che può permettersi? Ma alcuni, denarosi o non, ci nascono con l’indole truffaldina.

E hanno la faccia come il culo. Non si vergognano di camminare per strada pur conosciuti da tutti come dei pagatori fraudolenti. Almeno saltassero fuori i nomi, che il cliente perbene si terrebbe alla larga da questi soggetti.

Perché ogni fornitore non pubblica la lista di chi non lo paga? I clienti onesti non dovrebbero temere nulla, anzi lodare chi, facendo i valere i propri diritti, tutela anche loro da concorrenti disonesti, poiché se non pago la merce o i dipendenti , posso uscire a un prezzo inferiore rispetto a chi paga tutto.

Perché tutto deve essere detto a pugni e denti stretti in camera caritatis?

Perché è così difficile essere onesti?

Chi ci racconta qualche aneddoto?

 

7 commenti

    paola riccio

    (15 febbraio 2018 - 14:03)

    io di aneddoti da raccontare ne avrei infiniti, solo che non si puo’ perchè i lestofanti sono tutelati dalla privacy, invece gli onesti vignaioli no, in nessun modo. Il caso del ristoratore che ha aperto con una nuova denominazione, acclamato da tutti , dai benpensanti e dalle guide e che però ha lastricato la sua strada di fatture non pagate è il più schifoso, perhè nonostante si sapese quello che era successo tanto il caso è stato eclatante, tutti hanno fato a gara per fornirli di nuovo e non parlo solo del food and wine ma anche di servizi con ufficio stamta etc… Il patron , cioè il fallito della precedente amministrazione, viene invitata e riverito e destra a manca, con posti riservati in prima fila e si prende gioco di tutti noi , pensando come l’ha svaccata alla grande, non so come sia possibile che ancora nessuno gli abbia messo le mani addosso visto quanto è sfacciato.
    Insomma è una delle tante schifezze italiane , ma forse ancora di più Campane. Però bisogna dirla tutta, se questo andazzo è possibile è anche perchè c’è una slealtà fra operatori, ovvero aziende stesse, agenti di commercio etc. Se ci fosse maggiore denotologia anche da parte nostra e un cattivo pagatore venisse additato come tale ed emarginato, forse avremmo un’economia più reale e più sana.

    paola riccio

    (15 febbraio 2018 - 14:09)

    io di aneddoti da raccontare ne avrei infiniti, solo che non si puo’ perchè i lestofanti sono tutelati dalla privacy, invece gli onesti vignaioli no, in nessun modo. Il caso del ristoratore che ha aperto con una nuova denominazione, acclamato da tutti , dai benpensanti e dalle guide e che però ha lastricato la sua strada di fatture non pagate è il più schifoso, perhè nonostante si sapese quello che era successo tanto il caso è stato eclatante, tutti hanno fatto a gara per fornirli di nuovo e non parlo solo del food and wine ma anche di servizi come ufficio stamta etc… Il patron , cioè il fallito della precedente amministrazione, viene invitato e riverito e destra a manca, con posti riservati in prima fila e si prende gioco di tutti noi , pensando a come l’ha svaccata alla grande, non so come sia possibile che ancora nessuno gli abbia messo le mani addosso visto quanto è sfacciato.
    Insomma è una delle tante schifezze italiane , ma forse ancora di più Campane. Però bisogna dirla tutta, se questo andazzo è possibile è anche perchè c’è una slealtà fra operatori, ovvero aziende stesse, agenti di commercio etc. Se ci fosse maggiore denotologia anche da parte nostra e un cattivo pagatore venisse additato come tale ed emarginato, forse avremmo un’economia più reale e più sana.

    Giustino Catalano

    (15 febbraio 2018 - 14:14)

    Io avanzo da unp chef crediti arrivati a pignoramento per un totale attuale di circa 20.000 euro. Ha tenuto la serata del lancio del nuovo menu tra le attrezzature e i tavoli pignorati. Che faccio?

    Francesco Mondelli

    (15 febbraio 2018 - 15:03)

    Grande Marco.Queste storie sono” noiosamente” sempre uguali da quando ho iniziato a muovere i primi passi in questo mondo,che come ha detto giustamente Paola potrebbe essere,con un po’ di lealtà,il paradiso in terra,invece diventa un inferno quando per recuperare qualche centinaio di euro devi investire tempo ed energie sottratte inevitabilmente al propio lavoro.Purtoppo per te questa lucidità di coscienza ,che per me è tanti altri ti fa onore,ti procurerà di sicuro antipatie se non problemi,ma sappiamo il tuo valore per cui non possiamo che dirti di andare avanti così costi quel che costi.Ad maiora da FM.

    Cdl

    (16 febbraio 2018 - 08:40)

    Una volta Al quarto tentativo di riscossione , dopo 6 mesi e ritiro della merce invenduta ho ricevuto un assegno di 30€ ma solo dietro cessione di quietanza con timbro! Meglio vendere poco e subito che rincorrere i crediti nei tribunali

    alberto

    (16 febbraio 2018 - 12:35)

    per favore nomi e cognomi!!!!
    stiliamo una bella lista :EVITIAMOLI come la peste bubbonica!!!!!!

    Marco contursi

    (16 febbraio 2018 - 21:54)

    Sarebbe una soluzione:una lista pubblica dei pagatori fraudolenti,quelli che scientemente non pagano.E si credono furbi.

I commenti sono chiusi.