Ristoratori Uniti: Coronavirus i quattro metri in sala sono solo una bufala

10/5/2020 1 MILA
Consegnate al sindaco 1500 chiavi dei Ristoratori Toscana

Una volta si giocava al gioco del gessetto, mosca cieca, 4 canti. Oggi si gioca con il metro,1, 2, 3, 4.

Quando si parla di lunghezze una possibile associazione è con il complesso di Edipo.

L’autoreferenzialità e la tutela delle posizioni, l’inesistente motivazione e la resistenza al cambiamento sono possibili cause sociali della “Bufala dei 4 metri”.

Cerchiamo di fare chiarezza condividendo qualche semplice riflessione

Per gli autocandidati alla genialità

IL COME PIU’ IMPORTANTE DEL COSA e proprio il come ce l’hanno già detto OMS, UE, ISS, INAIL e i protocolli firmati da Organizzazioni sindacali e Ministeri competenti.

La ristorazione secondo i contenuti del “protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali” definisce la ristorazione a basso rischio, mentre il personale di contatto è medio alto.

Come ha fatto l’Inail ha calcolare il rischio?

  1. Usando lo stesso metodo che ogni consulente aziendale usa per il DVR, valutazione del rischio, con l’inserimento di 3 nuove variabili: esposizione, prossimità e assembramento.
  2. Usando questo schema

Alcuni punti fermi e inopinabili:

Durante il blocco totale alcune aziende (dove ci sono lavoratori, utenti/clienti, fornitori e datori di lavoro) hanno lavorato, basti pensare a Ospedali (con relative mense) e all’industria agroalimentare che riforniva la GDO.

La risposta alla domanda è: dobbiamo fare come hanno fatto loro, con il vantaggio che in questo momento (fase 2) la curva Covid-19 è in fase discendente e ogni cittadino, ogni impresa ha il dovere/diritto di attivarsi affinchè questa curva non riprenda quota.

Sulle bufale:

1) responsabilità del datore di lavoro nei confronti dei lavoratori: la responsabilità civile e penale l’abbiamo sempre avuta e l’abbiamo gestita con la valutazione dei rischi (DVR)

2) responsabilità del datore di lavoro su Covid-19:

Se diamo lavoro a medici, infermieri e a personale a diretto contatto allora dobbiamo contestualizzare il rischio (DVR) e porre in essere, procedure, processi e fornire i dpi.

Nel ristorante e nei bar, gelaterie, pasticceria ci lavorano cuochi, camerieri, chef, maitre, sommelier, pasticceri, cioccolatieri, gelatieri, l’obbligo ricade nella prevenzione che significa 3 cose:

a) informare (opuscolo informativo)

b) almeno 1 mt di distanza per lavoratori e clienti, (rivedere e rimodulare organizzazione, fasi, procedure e processi – chi ha molto spazio ha meno problemi)

c) fornire igienizzante in mancanza di agevole e facile e frequente possibilità di lavarsi le mani con acqua e sapone o rafforzandolo, e fornire le mascherine chirurgiche.

Co Fondatore Ri.Un.

Vincenzo Butticè