Rocco Catalano: Sulle Orme di Veronelli, Ampelos Edizioni


di Alfonso Sarno

«La critica non è mai stata un monologo solitario. Se oggi si parla della crisi della critica tradizionale, è forse proprio perché è venuto meno quel senso collettivo che ne era il cuore pulsante. La critica gastronomica, intesa come dispositivo collettivo, si nutre di dialogo, di confronto, di comunità. In quanto dispositivo collettivo, la critica diventa pratica di condivisione: un processo che coinvolge produttori, consumatori, comunicatori, studiosi, e persino territori per essere luogo dove si intrecciano sapori diversi, dove si costruiscono narrazioni plurali e si negoziano valori e significati».
Parole, queste, che fanno capire con forza a chi legge quale sia il filo rosso che attraversa le pagine del libro di Rocco Catalano “Sulle orme di Veronelli. Viaggio nella critica enogastronomica tra passato, presente e visioni future”, edito da Ampelos. Il volume è arricchito dalla prefazione di Robert V. Camuto, dai contributi di Alessandra Molinaro, Alessandra Piubello, Leila Salimbeni, Alessandro Torcoli, Angelo Peretti, Andrea Grignaffini, Luciano Pignataro, Matteo Gallello, Francesco Sottile, Francesca Ciancio e dalle interviste a Gabriella Pezzi della Fattoria “Paradiso” di Bertinoro, a Gian Andrea Ferrari del Circolo Anarchico di Reggio Emilia, ad Ernesto Iaccarino del ristorante “Don Alfonso 1890” di Sant’Agata sui Due Golfi e ad Igles Corelli. Spazio poi agli animatori de “Il Veronelli”, l’esposizione permanente ospitata nell’ex convento carmelitano di Bariano, in provincia di Bergamo, e nata per rendere omaggio all’«anarchenologo».

Rocco Catalano

Il termine, coniato dalla redazione della rivista anarchica, fotografa alla perfezione la personalità di Luigi Veronelli. Uomo geniale, curioso della vita e dall’multiforme ingegno, è stato il protagonista indiscusso, per quasi 50 anni, del mondo enogastronomico italiano attraverso articoli, libri, direzione di tesate giornalistiche, fortunate trasmissioni televisive come “A tavola alle 7”, in onda su Rai1 dal 1974 al 1976; un format pionieristico dedicato al mondo del food dove ebbe come compagna di lavoro la bravissima Ave Ninchi, attrice nota per la sua passione per i fornelli.
Il programma, grazie anche alla presenza tra gli ospiti, di personalità del mondo dello spettacolo incontrò il favore del pubblico e consolidò la fama di Luigi Veronelli che, sulla scia di Mario Soldati, si dedicò a raccontare i piatti proletari, a valorizzare come scrive Rocco Catalano «la sapienza contadina, un patrimonio immateriale di gesti, intuizioni e conoscenze tramandate per generazioni, che si erge come un baluardo inespugnabile contro le maree montanti della standardizzazione e della mercificazione- Questa sapienza non si trova nelle aule universitarie o nei manali patinati, o non solamente.
Risiede spesso, nelle mani sporche di terra di chi conosce il ciclo delle stagioni meglio di ogni calendario, nell’occhio attento che distingue le sfumature di una vite, nell’orecchio che ascolta il mormorio del vento tra le spighe». Già, ed a ragione Catalano ci invita a ritornare alla terra ed alle sue verità, a ripercorre le orme di Luigi “Gino” Veronelli; farlo non è una operazione di nostalgia ma un vero e proprio atto di resistenza culturale, desiderio di riscoprire il mito della Grande Madre, simbolo di fertilità e trait d’union tra l’umano ed il divino.
Trasformare il vino ed il cibo in ideali strumenti di lotta – proprio come ha fatto l’«anarchenologo» per opporsi con forza alle logiche del capitalismo, della globalizzazione e dello strapotere delle multinazionali – ci ricorda una grande verità. Dietro un calice, un bicchiere di vino od un piatto ci sono sempre un uomo o una donna, una “persona” secondo la definizione del Codex di diritto romano, un paesaggio o un monumento da difendere, una scelta etica o politica da affermare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.