Roma: 10mila presenze alla prima serata della Città della Pizza

7/4/2018 1.7 MILA
Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro e la loro Carbonara
Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro e la loro Carbonara

di Floriana Barone
Boom di presenze ieri sera per la serata inaugurale della Città della Pizza, che si svolgerà fino a domenica 8 aprile presso il Guido Reni District: circa 10mila i partecipanti all’evento, giunto alla seconda edizione e organizzato da Vinòforum, in collaborazione con Ferrarelle.

Forni roventi e lunghe code alle 12 postazioni dei maestri pizzaioli, che hanno raccolto molti consensi e hanno lavorato incessantemente dalle 18 fino a mezzanotte circa. I pizzaioli delle tre giornate sono stati selezionati da un comitato speciale composto da Emiliano De Venuti, ideatore de La Città della Pizza e CEO di Vinòforum e dai giornalisti Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli, Tania Mauri e dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari.

Oltre le 12 “case”, suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Al taglio” e “Fritta”, è stato installato anche uno stand speciale dedicato ai “Fritti all’italiana” che ieri sera era occupata da Franco Gallifuoco della Pizzeria Franco(categoria “Fritti all’italiana” // Napoli).

Alle postazioni, per la prima serata, c’erano Giancarlo Casa de La Gatta Mangiona( categoria “All’italiana” // Roma), Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi(categoria “Fritta” // Napoli), Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro di 180g Pizzeria Romana(categoria “All’italiana” // Roma), Edoardo Papa di In Fucina (categoria “A degustazione” // Roma), Marco Rufini di Casale Rufini(categoria “All’Italiana” // Roma), Marco e Antonio Pellone della Pizzeria Ciro Pellone (categoria “Fritta” // Napoli), Lello Ravagnan di Grigoris (categoria “All’italiana” // Mestre, Venezia), Graziano Monogrammi de La Divina Pizza(categoria “Al taglio” // Firenze), Davide Fiorentini di O Fiore Mio(categoria “A degustazione” // Faenza), Angelo Rumolo  di Grotto Pizzeria Castello(categoria “Napoletana” // Caggiano, Salerno), Ivano Veccia di Da Ciccio (categoria “Napoletana” // Ischia, Napoli) e Petra Antolini del Settimo Cielo(categoria “A degustazione” // Settimo di Pescantina, Verona).

Sul menu di Giancarlo Casa era presente anche La Romana (8€) che, a suo giudizio, rappresenta  la pizza più buona de La Gatta Mangiona, condita con fiordilatte a crudo di Morolo, filetto di pomodoro di Agricola Paglione,  filetti di acciughe e origano pugliese. L’impasto è il suo mix classico di 80% di farina bianca e 20% di due integrali “vere” fatte con grani antichi.

La Gatta Mangiona
La Gatta Mangiona
La Romana di Giancarlo Casa
La Romana di Giancarlo Casa

Prese d’assalto anche le due “case” riservate alla pizza fritta” di Marco e Antonio Pellone e di Ciro Oliva.

Marco e Antonio Pellone
Marco e Antonio Pellone

La Tradizionale (7€)dei Pellone è il fritto classico napoletano, con ricotta, cicoli, provola, salame, pomodoro e pepe, preparata con latticini di Agerola e cicoli del beneventano, con un impasto di farina 00 e o lievitato 12 ore.

La pizza fritta dei Pelone
La pizza fritta dei Pelone

Ciro Oliva ha presentato con orgoglio la sua Partenope con ricotta di bufala, ricciola affumicata, alghe di mare disidratate, zeste d’arancia e pepe (7€), che rappresenta il suo rapporto con la cucina e l’amicizia che lo lega ai grandi chef nazionali ed esteri, come Bottura, Don Alfonso, Gennaro Esposito, Herman e Kresios. I romani hanno apprezzato molto anche la Totò (8€) con ricotta, pecorino, pomodoro Scarpariello e basilico. In totale, le sue pizze fritte in postazione sono state 500.

Ciro Oliva
Ciro Oliva
La pizza fritta di Ciro Oliva
La pizza fritta di Ciro Oliva

Mirko e Jacopo Mercuro hanno portato sul piatto la tradizione romana più amata: scenografica e richiestissima la loro Carbonara (9€) con mozzarella, guanciale Dol, pepe nero e crema salata di tuorlo e pecorino. L’impasto è stato realizzato con un mix di 00 medio forte e farina di tipo 2 di Molini Pivetti, che rende la pizza croccante e scioglievole, con biga al 100% senza rinforzi e una lievitazione di circa 20 ore.

Interessanti contrasti cromatici e ingredienti eccellenti sulla Contadina (12€) dello chef e pizzaiolo Marco Rufini, preparata con provola di Agerola, patate viola di Avezzano, coppa artigianale e pecorino abruzzese.

Marco Rufini
Marco Rufini
La Contadina di Marco Rufini
La Contadina di Marco Rufini

Graziano Monogrammi ha puntato sulla elevata qualità dell’impasto, con farina macinata a pietra, grani italiani semi integrali e integrali e lievito madre, olio extravergine d’oliva biologico e prodotti selezionati nei condimenti. La più richiesta della serata è stata il suo Cioccolatino (10€) con crema di carciofi, sopprassata di maialino vissuto felice e scorza di limone.

Il Cioccolatino di Graziano Monogrammi
Il Cioccolatino di Graziano Monogrammi

Tra le proposte di Edoardo Papa, è piaciuta particolarmente la sua Edoardo (10€) con speck cotto affumicato, crema di patata cotta al forno a legna e mozzarella di bufala Barlotti: una pizza molto gustosa e di carattere.

Edoardo di Edoardo Papa
Edoardo di Edoardo Papa

Lunga la coda anche per le proposte di Ivano Veccia, che ha portato all’evento la sua Lasagna Povera (6€) con pomodoro aromatizzato all’aglio, crema di grana, grana 12 mesi, origano d’Ischia, olio evo e basilico. Il nome non è stato scelto a caso: l’effetto prodotto dalla crema di grana in forno ricorda, infatti, la classica bruciatura superficiale della lasagna.

La lasagna povera di Ivano Veccia
La lasagna povera di Ivano Veccia

La Città della Pizza
Guido Reni District,

via Guido Reni, 7

Giorni e orari di apertura:
sabato 7 aprile ore 11.00 – 24.00 / domenica 8 aprile ore 11.00 – 23.00

Ingresso gratuito
Per tutte le info e le prenotazioni www.lacittadellapizza.it
Per le pizze, i fritti e le bevande si devono acquistare i gettoni. 1 GETTONE = 1 EURO

3 commenti

    friariello

    (7 aprile 2018 - 16:52)

    Lasciamo perdere.

    virginia

    (7 aprile 2018 - 17:04)

    Friariello, che cos’è che non ti convince?

    friariello

    (7 aprile 2018 - 22:34)

    Le pizze in effige.De gustibus.Nulla di grave.

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