Sea Può Fare, grandi cuochi stellati e Francesco Martucci per l’educazione al mare in tre Istituti Alberghieri

30/4/2021 911
Tonino Mellino, Nino Di Costanzo
Tonino Mellino, Nino Di Costanzo

di Antonino Siniscalchi

«Sea Può Fare», il progetto del Centro di Educazione Ambientale del Parco Marino, in corso con Did-didattica integrata a distanza, coinvolge 3 istituti alberghieri, il Liceo scientifico Salvemini e le scuole elementari, ha proposto una passerella particolarmente qualificata dalla suggestiva location del ristorante Quattro Passi di Nerano.

L’appuntamento, realizzato in streaming, ha aperto «Una finestra sul mare», con il confronto tra grandi cuochi. Nella passerella dei piatti si sono succeduti una «alice mbuttunata»  di Mimì alla Ferrovia proposta da Salvatore Giugliano; un «mare nostrum», con fritti e marinati di Nino Di Costanzo; «tubetti rigati con alici, burro, asparagi di mare e limone»  di Salvatore Elefante e Andrea Migliaccio; Francesco Sodano ha proposto un ricordo di un viaggio in Perù con un «cevice di pesce azzurro, rapano e mela verde»; Francesco Martucci due pizze tipiche a tre cotture (vapore, fritta e forno), una alla marinara con alici e scarola riccia, l’altra con pomodori confit, bottarga di tonno e stracciata di bufala; il padrone di casa Fabrizio Mellino si è lasciato ispirare dai prodotti del territorio con «wafer di triglia arancia e rosmarino».

Fabrizio Mellino
Fabrizio Mellino

All’appuntamento sono intervenuti in streaming anche Antonino Cannavacciuolo e Mario Vitiello, general manager del «Comandante», il ristorante dell’hotel Romeo. «Grazie alla collaborazione di Nino di Costanzo, Francesco Martucci, Salvatore Elefante e Andrea Migliaccio, Francesco Sodano, Salvatore Giugliano e Mario Vitiello – spiega Fabrizio Mellino – abbiamo dimostrato che è possibile cucinare con gusto in maniera sostenibile, salvaguardando l’ambiente e rispettando la stagionalità». Il progetto «Sea Può Fare», finalizzato al consumo di pesce povero, eccedentario, per conservare la biodiversità e tutelare specie minacciate dalla pesca eccessiva, avvicinare i giovani al mondo della ricerca, con la Citizen Science.

«Sea Può Fare», il progetto realizzato dal Centro di Educazione Ambientale dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella e dal Flag Approdo di Ulisse. Coinvolti 3 Istituti Alberghieri, un liceo Scientifico e classi delle scuole primarie. Promosso dalla Regione Campania e finanziato con i fondi Feamp (Fondi Europei per gli Affari Marittimi e la Pesca) si sta svolgendo in Dad in diverse scuole superiori.

Francesco Sodano e Fabrizio Mellino
Francesco Sodano e Fabrizio Mellino

«Sea Può Fare, un gioco di parole anglo italiane per esprimere un concetto: si può consumare pesce e allo stesso tempo tutelare la biodiversità del mare e le specie più a rischio – sottolinea il presidente del Parco Marino, Lucio Cacace – Si può conciliare la fruizione con la conservazione. Basta adottare i comportamenti giusti e fare le scelte più appropriate. Ognuno può contribuire con le sue azioni quotidiane. Ai consumatori chiediamo di acquistare maggiormente pesce eccedentario, come quello azzurro, lo sgombro e altre specie che possono aiutare anche la piccola pesca artigianale e orientare le attività dei pescatori stessi. A questi ultimi chiediamo, invece, di limitare determinati tipi di pesca che possono ridurre e compromettere gli stock ittici».

Il progetto, coordinato da Carmela Guidone del Cea Punta Campanella e da Fortunato Della Monica del Flag Approdo di Ulisse, è articolato in 3 moduli e ha l’obiettivo di formare studenti in grado di comprendere i legami tra scienza e società, in modo da diventare, in futuro, cittadini consapevoli delle proprie azioni nei confronti dell’ambiente che ci circonda. Il primo modulo, la “Citizen Science”, cercherà di ridurre la distanza tra cittadini e mondo della ricerca, in modo da rendere la scienza un patrimonio di tutti.

Con il secondo modulo, “Farmacia sottomarina”, l’ambiente marino sarà svelato come risorsa per il benessere dell’uomo attraverso la chemiodiversità delle molecole organiche degli organismi marini. Il terzo modulo, “Vivere sotto le onde”, mostrerà quanto le risorse marine e gli stock ittici non siano illimitati e, se non adeguatamente protetti, a lungo andare potrebbero esaurirsi. Di qui l’importanza di consumare specie eccedentarie che si trovano in abbondanza nei nostri mari, e limitare invece la pesca e il consumo di specie a rischio.

L’obiettivo è quello di creare futuri chef ma anche consumatori, attenti nella scelta del pesce da cucinare e mangiare. Coinvolti 3 istituti alberghieri: il “De Gennaro” di Vico Equense, il “San Paolo” di Sorrento e il “Pantaleone Comite” di Maiori. L’obiettivo dichiarato è creare futuri chef ma anche consumatori, attenti nella scelta del pesce da cucinare e mangiare. Previsto anche un concorso culinario tra i tre istituti alberghieri; gli studenti, infatti, alla fine del corso saranno chiamati a preparare un “piatto blu” che sarà giudicato da chef di levatura internazionale.
Il progetto prevede anche un concorso culinario tra i 3 istituti alberghieri che dovranno cimentarsi nella preparazione di un piatto “sostenibile” a base di pesce. Previsto anche un concorso per la realizzazione di un brand. L’iniziativa proseguirà nelle prossime settimane.

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