Shalai Resort: dimora storica con ristorante stellato a Linguaglossa


Shalai Resort
Via Marconi, 25
Linguaglossa (CT)
Tel. 095 643128

Shalai, il palazzo

di Carmen Autuori

Gli alberghi sono un po’ come le persone: non si definiscono solo per ciò che mostrano in una brochure, ma per l’attenzione ai dettagli, dall’accoglienza al benessere a 360 gradi. Un benessere che passa anche dalla tavola.

Sono proprio questi i principi che hanno ispirato il progetto dello Shalai Resort a Linguaglossa, sul versante nord dell’Etna, nato dalla visione della famiglia Pennisi.

La famiglia Pennisi

Tutto nasce con Saro Pennisi, prima pastore e poi macellaio punto di riferimento sia per la comunità di Linglaglossa sia, nel corso degli anni, anche per le zone limitrofe. Le ragioni del successo sono da ricercarsi innanzitutto nella maniacale attenzione alla materia prima, tutta proveniente dal territorio, poi dalla spiccata attitudine all’accoglienza del cliente, tratto distintivo che accomuna tutti i membri di questa grande famiglia, formata da figli, cugini e nipoti. In mezzo secolo di attività, i Pennisi sono un solido punto di riferimento per la gastronomia di qualità e per la valorizzazione dei prodotti legati al territorio etneo.

Negli anni Ottanta, Saro Pennisi decise di acquistare un palazzotto signorile di fine Ottocento lungo via Marconi, che un tempo rappresentava l’arteria principale del paese. In seguito allo sventramento del centro urbano, la strada è rimasta defilata rispetto all’attuale via principale che conduce alle piazze del piccolo borgo etneo. Col tempo, questa posizione si è rivelata un valore aggiunto: pur trovandosi ai margini del centro cittadino, la zona gode infatti di una piacevole tranquillità, lontana dai rumori.

La struttura, prima casa di villeggiatura di una nobile famiglie catanese e poi anche sede del Municipio, dalla metà del secolo scorso era stata lasciata in stato di totale abbandono. Con l’acquisto dell’immobile, nasce l’idea di trasformarlo in resort, mantenendo però intatte le caratteristiche di un’antica dimora di famiglia siciliana.

L’accurato restauro conservativo degli ambienti, a cui si sono affiancate anche interpretazioni moderne soprattutto per la parte del ristorante e della piccola ma curatissima Spa, è durato quasi cinque anni, fino a giungere all’apertura nel 2009.

Shalai, Luciano Pennisi con lo chef Giovanni Santoro

Oggi a guidare l’albergo c’è Luciano Pennisi, figlio di Saro, con alle spalle una lunga gavetta tra banco e macelleria. Un’esperienza che gli ha insegnato sul campo il valore del servizio e del rapporto con la clientela, concetti questi che non si possono apprendere soltanto sui libri. Luciano Pennisi ricopre da diversi anni anche il ruolo di vicepresidente de La Sicilia di Ulisse, a conferma del suo impegno nella valorizzazione dell’ospitalità e dell’enogastronomia del territorio.

L’albergo

Shalai”, nel dialetto siciliano, indica gioia profonda, benessere autentico: una sensazione avvolgente che unisce il piacere del corpo alla serenità dell’animo.

È proprio questa l’emozione che i Pennisi continuano a voler trasmettere tra le mura dell’antica dimora storica, dove tutto si riassume, già all’ingresso, in una semplice frase: benvenuti a casa.

Shalai, il benvenuto

Il palazzo in pietra mantiene intatta la struttura esterna originaria, valido scudo per contrastare le torride estati siciliane, ingentilita da deliziosi balconcini in ferro battuto.

Shalai, il balcone

Il piano terra ospita il ristorante i cui arredi essenziali s’inseriscono, nonostante il tono contemporaneo, con grande equilibrio nel resto della struttura.

Shalai, la sala ristorante

Magnifico l’atrio arredato con tavoli in ferro e piante che riportano ad un tempo che fu che si intravede dalla hall e dalle camere che affacciano su di esso. Angoli di suggestiva bellezza che, verosimilmente, due secoli fa furono scenario di incontri romantici, ma anche teatro di decisioni legate agli assetti di potere politico del paese.

Shalai, un angolo dell’atrio

Accanto si trova una piccola ma ben attrezzata area benessere, completa di sala massaggi, sauna, vasca idromassaggio e un angolo dedicato agli infusi, pensato per offrire un’esperienza di relax totale.

Shalai, la Spa

Shalai, il bagno turco

Shalai, la tisaneria del centro benessere

Le tredici stanze situate al piano superiore, insieme a un salotto un tempo di rappresentanza e oggi dedicato al relax intimo degli ospiti tra libri d’arte che raccontano la Sicilia più autentica, conservano tutto il fascino dell’antica dimora grazie agli affreschi e agli arredi recuperati con cura certosina. Il bianco è il colore predominante, sia nelle pareti che nella raffinata biancheria delle camere.
Vi si accede tramite una magnifica scala rivestita in maioliche siciliane, che ne anticipano con eleganza lo stile.

Shalai, una delle camere

Shalai, il salone di rappresentanza

Shalai,la scala con le maioliche siciliane

Il ristorante   

Sin dalla nascita dell’albergo, Luciano Pennisi ha immaginato una cucina che fosse meta del viaggio, coinvolgendo lo chef Giovanni Santoro nella costruzione dell’identità gastronomica del ristorante. Una scelta che si è rivelata vincente, tanto da portare al conseguimento della stella Michelin nel 2015, da allora mantenuta con continuità.

Shalai, Giovanni Santoro

Santoro, originario di Linguaglossa, dopo una lunga formazione presso le cucine di importanti alberghi come il Mercure e La Gradisca di Rimini e un significativo periodo alla Giara di Taormina, ha accolto con entusiasmo la proposta, cogliendo l’occasione per fare ritorno nella sua terra d’origine.

L’idea di cucina dello chef è stata sempre molto chiara: oscilla tra la materia prima di terra che proviene dai suoli vulcanici etnei, dai funghi alle erbe, alle carni di grande qualità della macelleria Pennisi ed il mare, essendo Linguaglossa a soli pochi chilometri dal pescoso mare di Acitrezza.

<< Quando è stato inaugurato l’albergo, il fine dining era ancora una novità per il territorio – spiega Santoro – e i primi anni non sono stati semplici. Il vero trampolino di lancio è arrivato grazie alle aziende vitivinicole che, sull’onda del successo dei vini dell’Etna, hanno scelto la nostra struttura per le degustazioni. La stella Michelin, conquistata nel 2015, ha rappresentato un traguardo importante non solo per noi, ma anche per Linguaglossa, un borgo di montagna entrato così nei circuiti internazionali.

Oggi proponiamo circa 25 piatti in menù, tutti costruiti attorno a materie prime straordinarie: dalle bacche di ginepro alla nocciola di Linguaglossa, dai porcini bianchi che crescono sotto la cenere – dal profumo e dal gusto inconfondibili – fino alle erbe spontanee, senza dimenticare il pescato del nostro golfo. Con una dispensa così ricca, mantenere un alto livello gastronomico diventa naturale: basta rispettare i prodotti, senza stravolgerli con inutili virtuosismi>>.

La cura per l’ospite, fulcro del progetto della famiglia Pennisi, si percepisce fin dal primo momento della giornata, a partire dalla colazione: niente buffet, ma un servizio al tavolo che valorizza ogni dettaglio, con prodotti preparati interamente in casa. In altri termini, alla colazione viene data la stessa importanza del pranzo e della cena. Lo chef, in questo caso, si avvale della collaborazione di due bravi pasticcieri. I croissant sono di stile francese, farciti con confettura home made oppure con crema di ricotta, nel più puro stile siciliano. Anche le fette biscottate, servite con burro francese montato, e la piccola pasticceria -straordinaria la pasta di mandorla – vengono prodotte ogni giorno, come la focaccia con pomodoro e origano, omaggio alle colazioni salate di una volta. Da bere, oltre alle classiche bevande calde, succhi di frutta biologici e una vasta scelta di infusi.

Shalai, la colazione

Shalai, il croissant

Shalai, fette biscottate con burro montato

Shalai, la piccola pasticceria a colazione

Shalai, la focaccia

La stessa attenzione prosegue nel percorso gastronomico, articolato in cinque menù degustazione: Sentieri, Genti di Mare, Leggende di Terra, Mongibello, Fai tu Giovanni.

Dal menu à la carte abbiamo scelto una selezione di piatti rappresentativi dell’identità della cucina.

Shalai, amuse – bouche

Abbiamo iniziato con il piatto signature dello chef: vitellina a punta di coltello, fonduta di formaggi siciliani e bacche di ginepro essiccate, affumicata agli aghi di pino. Un piatto che anche nei colori racconta l’Etna: il bianco delle stagioni delle nevi, il rosso delle eruzioni, i sentieri grazie alle bacche di ginepro essiccate e il pennacchio di fumo che dà il buongiorno a chiunque ne guardi la cima, rappresentato dagli aghi di pino bruciati.

Shalai, vitellina con fonduta di formaggio

A seguire rombo al burro con foglie di limone cotto in cocotte chiusa da un disco di pasta di pane, cicoria selvatica e ristretto di vongole. Il piatto s’ispira alla sogliola alla mugnaia, il limone è stato sostituito dalle sue foglie, la farina dalla pasta di pane, il ristretto di vongole regala un’interpretazione ancora più marina, mentre la cicoria selvatica è il consueto omaggio alla campagna etnea.

Shalai, rombo al burro

Sempre mare e monti nel crudo di gambero rosso, impreziosito da cetriolo all’acqua di mare, succo di pomodoro datterino e spuma di burrata.

Shalai, gambero rosso

Per dessert millefoglie con crema alla vaniglia preparata al tavolo.

Shalai, la millefoglie

Una sosta allo Shalai Resort è assolutamente consigliata a chi ama l’ospitalità curata nei minimi dettagli e una cucina di fine dining che non ha smarrito la bussola dell’autenticità, il tutto immerso nella splendida cornice del territorio etneo.

Prezzo medio dei 5 menu degustazione 140 euro circa.

Foto credit: Paola Licciardello

Shalai Resort
Via Marconi, 25
Linguaglossa (CT)
Tel. 095 643128

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.