Spaghetti alla chitarra con baccalà e tartufo bianco del Sannio

17/8/2018 3.9 MILA

L’idea di questa ricetta è quella di legare il tartufo al mare. Non lo facciamo con il pescato, ma con il baccalà, un ingrediente che unisce davvero tutta l’Italia e che fino a non molto tempo fa era l’unico modo per mangiare pesce. Anche in città come Napoli. Il gioco è anche quello di unire un ingrediente della cucina povera al tartufo bianco. Il sapore del baccalà, deciso, è abbinato al tartufo con un risultato di buon equilibrio e bilanciamento dei sapori.
La ricetta è di facile e rapida esecuzione.
Provare per credere!

 

160 gr di Spaghetti alla Chitarra

300 gr di filetto di baccalà

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato

1 noce moscata

pepe nero da macinare al momento q.b.

200 ml di latte intero

tartufo bianco del Sannio a piacere


 

Spaghetti con baccalà e tartufo bianco

Ricetta di Luciano Pignataro

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Ingredienti per 2 persone

  • 160 gr di Spaghetti alla Chitarra
  • 300 gr di filetto di baccalà
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 noce moscata
  • pepe nero da macinare al momento q.b.
  • 200 ml di latte intero
  • tartufo bianco del Sannio a piacere

Preparazione

Riscaldate l'olio a fuoco lento in una piccola padella
Tagliate a cubetti il baccalà e lasciatelo cuocere per 3-4 minuti
Aggiungete il latte e il parmigiano precedentemente emulsionati e continuate a cuocere per altri 3 minuti
Quando la salsa inizia a rapprendersi spegnete e aggiungete la noce moscata grattugiata al momento.
Pepate leggermente
Nel frattempo avrete messo a bollire l'acqua per la pasta, con solo un pizzico di sale.
Scolate gli spaghetti alla chitarra al dente e lasciate mantecare nella salsa con il baccalà per uno-due minuti.
Prima di servire in tavola aggiungete le lamelle di tartufo bianco.
La salsa al latte leggermente speziata servirà ad addomesticare la sapidità del baccalà e a raggiungere un buon punto di equilibrio con la delicatezza del tartufo.

Vini abbinati: Greco di Tufo

3 commenti

    monica

    (21 ottobre 2011 - 05:27)

    Cerco sempre un modo differente per cucinare il baccalà e quest’idea del tartafo è illuminante!
    La sorella di mia nonna, famosa per il suo baccalà, lo lasciava sempre a riposo nel latte per alcune ore prima di cucinarlo. Il gusto è ingentilito e la carne risulta molto più tenera :)

    Virginia

    (21 ottobre 2011 - 13:43)

    a mio modesto parere il tartufo nero va anche meglio

    Giancarlo Moschetti

    (22 ottobre 2011 - 08:49)

    Vorrei sapere dall’autore se bisogna spellare il baccalà o i cubetti sono comprensivi della pelle. Grazie

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