Spaghetti con le vongole e la ricetta di una volta fatta in casa

9/12/2016 10.2 MILA

spaghetti alle vongole in bianco

Non esistono più le vongole di una volta. Non solo perché procedimenti irrituali le trasformano da frutti di mare in frutti di acqua dolce, ma anche perchè la maggior parte è una specie introdotta dall’Asia che cresce più rapidamente.
Ecco allora una ricetta classica, saporitiella come si dice, con aglio sfritto in olio che gli regala un buon allungo fumè. Volendo, potrete usare anche un cucchiaino da caffé di colatura di alici per restituire un po’ di mare

Spaghetti con le vongole

Ricetta di Luciano Pignataro

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Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di spaghetti
  • 500 g di vongole
  • olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • peperoncino
  • prezzemolo fresco
  • sale

Preparazione

In una padella fate soffriggere aglio, olio e peperoncino.

Aggiungete le vongole ben lavate e fatele cuocere finché non si aprono tutte a fiamma alta e con coperchio.

Nel frattempo, cuocete la pasta al dente e, una volta scolata, passatela in padella con il sugo preparato dal qualche avrete tolto e messo una parte delle vongole che servono per guarnire i piatti con un po' di prezzemolo sminuzzato.

Vini abbinati: Biancolella d'Ischia

4 commenti

    Sandro

    (29 luglio 2016 - 23:52)

    Ma lei ha mai cucinato? Se ha preparato almeno una volta questo piatto, allora si sarà accorto che c’è un’elevata probabilità che dalle vongole fuoriesca sabbia. Questo costituisce un inconveniente di non poco conto, che rende la ricetta sbagliata…

    Giuseppe

    (30 luglio 2016 - 10:41)

    Nessuno sbaglio, questa è la ricetta per un buon piatto di spaghetti a vongole che io personalmente cucino almeno due-tre volte al mese. Il trucco è, dopo averle lavate, far risuonare le vongole su un ripiano o un piatto: quelle piene di sabbia emettono un suono sordo.
    Un altro sistema è quello di preperare un fondo di aglio, olio e peperoncino a parte, far aprire le vongole, senza condimento, in una padella coperta per pochi secondi, scartare le vongole che non si aprono (probabilmente sabbiose) e aggiungere il fondo bollente. Delizioso, da provare.

    gustovale

    (9 dicembre 2016 - 20:57)

    le vongole sono poche
    io ne metto mezzo chilo a testa
    non so se rendo…
    poi, è chiaro, la colatura dà una mano. Ma quella è una variante.

    luca

    (10 dicembre 2016 - 12:28)

    1 Sulla qualità organolettica condivido il discorso del post. Se è possibile prendere la vongola verace mediterranea anche se la filippina è la più diffusa.
    Non condivido invece l’aggiunta di colatura per migliorare il piatto. La colatura è una mitologia da sgonfiare: ormai la mettono dappertutto al posto del prezzemolo.
    2 Importantissimo, in questa preparazione,(e Sandro ha fatto bene a richiamarlo), è che siano eliminate le vongole con sabbia, morte e vuote. Sulla sabbia concordo con Giuseppe e sul web ci sono più ampie spiegazioni e video. Veramente dovrebbe essere chi vende a fare un’attenta selezione ma non sempre è così.
    3 Le vongole devono stare il meno possibile a contatto con il calore. In questo senso nella ricetta vongole e baccalà(v relativo post) si legge di 3 o 4 minuti oltre a quelli di apertura delle vongole: secondo me sono troppi e si può fare diversamente.
    4 Sulla quantità concordo con Gustovale: 120gr di vongole per 100 gr di pasta sono pochi. Già 300 gr sono buone ( lo stesso discorso andrebbe fatto, a maggior ragione, con la pasta ai ricci di mare dove si vedono piatti, in alcune recensioni, con pochi ricci e … stralodati)
    5 La mantecatura finale è un altro passaggio delicato di questa preparazione per ottenere quella che più piace secondo il gusto personale. Perché non esiste un grado di mantecatura che va benissimo per tutti.

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