Qualcosa da sapere prima di bere l’ultima edizione dello Champagne Krug

4/6/2021 488

Come nasce lo champagne Krug?

Grande Cuvèe Krug
Champagne Krug edizione 169

Vi piace il Krug? È appena uscita la 169a edizione. Già, perché la prima cosa che bisogna imparare quando stappiamo questa bottiglia leggendaria è che non si contano gli anni ma le uscite. Una edizione di recente presentata alla stampa in remoto ma con le prelibatezze di Ciccio Sultano da abbinare ad una bottiglia davvero super, segno dei tempi per la sua assoluta freschezza, l’irruenza iodata, il ritmo sapido e il finale amaro di uno Champagne che alimenta la sua fama di anno in anno.

Entriamo dentro il mito spiegando che Krug Grande Cuvée nacque dalla idea di Joseph Krug di offrire il migliore Champagne ogni anno, indipendentemente dalle variazioni climatiche. Dal 1843, la Maison Krug ha mantenuto questa visione con ogni nuova edizione di Krug Grande Cuvée.
Qualcosa che in Italia siamo ben lontani dal fare: il tema è infatti, più che esprimere le annate, fissare un profilo gastronomico e degustativo che renda la Cuvèe (termine per indicare l’unione di più vini e/o di più annate) assolutamente riconoscibile al cliente e fidelizzarlo. È il tema delle grandi maison: Krug Grande Cuvée è il primo e unico Champagne de Prestige ricreato ogni anno, che va al di là della nozione di Millesimato. L’arte di assemblare vini da annate diverse dona a Krug Grande Cuvée la sua pienezza di profumi e aromi, impossibile da esprimere con vini di una sola annata. Insomma, un grande sforzo di razionalizzare l’irrazionale, volontà di dominio della natura, come i giardini di Versailles che si definiscono in riferimento a un disegno progettuale umano a cui tutte le piante sono destinate a piegarsi.

La chef de Cave Krug Julie Cavil

Ecco perchè la Grande Cuvèee è un assemblaggio di ben 146 vini selezionati da 11 annate differenti, il più recente del 2013, il più vecchio del 2000: 43% Pinot Noir, 35% Chardonnay e 22% Meunier. Questa la proporzione delle tre uve tipiche dell’assemblaggio a cui segue un elevamento di sette anni. La 169esima edizione di Krug Grande Cuvée è stata creata a partire dalla vendemmia del 2013, un’annata che ha espresso magnificamente l’unicità di caratteri di alcuni appezzamenti iconici della Maison.
La stagione è iniziata con un inverno apparentemente infinito seguito da una primavera piovosa e fresca. Fortunatamente l’estate è stata calda e soleggiata, anche se segnata da grandinate, che hanno preso il sopravvento nei vigneti. I vini dell’anno sono stati generosi, espressivi e ricchi di profumi.

La chef de Cave Krug Julie Cavil
La chef de Cave Krug Julie Cavil

Nel creare questa Édition, la Chef de Caves ha accentuato la pienezza e la eleganza aromatica dell’anno con vini di diversi appezzamenti e da dieci annate differenti.
In totale, i vini di riserva dell’ampia collezione della Maison costituiscono il 40% dell’assemblaggio definitivo, un contributo che apporta l’ampiezza e la rotondità irrinunciabili per ogni edizione di Krug Grande Cuvée. Il numero dell’Édition identifica una specifica creazione di Krug Grande Cuvée. Corrisponde al numero delle volte in cui è stato ricreato il sogno del fondatore presso la Maison Krug. La storia completa di ogni Édition viene rivelata online tramite il Krug iD, ovvero il numero di sei cifre presente sull’etichetta posteriore.
Ogni anno, la Chef de Caves Julie Cavil e il Comitato di Degustazione iniziano il processo creativo con una serie di degustazioni in cui provano oltre 400 vini, tra cui 250 dell’annata e 150 vini di riserva di circa 20 annate diverse, nel pieno rispetto dell’individualità di ciascun appezzamento di viti.
«Siamo orgogliosi di presentare – dice Carola Braggio, brand manager del Krug – il primo capitolo internazionale della serie Krug Encounters, che per la prima volta è digitale. Un’esperienza musicale immersiva mai creata prima per scoprire il legame tra Krug e la musica in modo ancora più profondo, in omaggio all’ultima ricreazione del sogno di Joseph Krug: Krug Grande Cuvée 169ème Édition. L’ascolto di alcune delle diverse “voci” della regione Champagne, registrate con un sistema audio binaurale, che dà quindi il senso dello spazio, consente di comprendere pienamente la cura e l’abilità artigianale di Julie Cavil, Chef de Caves della Maison, chiamata ogni anno a scegliere quelle più adatte tra esse per realizzare una nuova édition».

Un commento

    Mondelli Francesco

    Sono un mescolatore di vini amava ripetere Giacomo Thachis.D’altra parte è facilmente intuibile.Uno strumento solista per quanto possa essere suonato divinamente non potrà mai competere con la complessa sonorità di una grande orchestra con ottimi strumentisti ed un grande direttore.FM

    4 giugno 2021 - 10:16Rispondi

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