Tavolo imperiale al Vinarium per l'azienda pugliese Santa Lucia


di Giulia Cannada Bartoli
Decisamente il format del tavolo imperiale, conviviale, ma allo stesso tempo tecnico e utile alla comunicazione del vino sta funzionando alla grande.
Dopo l’esperienza semi internazionale della settimana scorsa con i vini di Milena Pepe e i francesi Chablis e Bordeaux presentati da Antonella Bevilacqua, ieri sera siamo scesi decisamente a Sud.
Destinazione Puglia, in compagnia di Roberto Perrone Capano , professionista napoletano e vigneron   per passione a Corato (Ba) dove conduce l’Azienda Agricola Santa Lucia.
Roberto vinifica solo da vitigni autoctoni: fiano, bombino nero, negroamaro e uva di Troia.
La serata si è svolta con un programma già collaudato con Roberto l’anno scorso, vini in degustazione e cena di territorio con prodotti arrivati direttamente dalla Puglia: il pane, l’olio di produzione di Roberto a base di coratina, straordinariamente profumato, non filtrato e naturalmente piccante; bruschette con crema di broccoli, orecchiette di grano arso di Pietro Zito con le cime di rapa; un’intrigante quanto delizioso ortaggio locale , gli spunzali simili a cipollotti bianchi lunghi cucinati alla griglia e conditi con olio a crudo; spezzatino di manzo (napoletano) con spunzali stufati e in chiusura un grande pecorino canestrato pugliese stagionato 6 mesi.
I vini? Grande sovraffollamento ma egregiamente gestito: en primeur 2008 per fiano Gazza Ladra e Negroamaro, comparati alle versioni 2007. intermezzo con rosato da bombino nero 2008 che ho subito adorato, non ancora completamente espresso, un bel colore buccia di cipolla non troppo carico, profumi di frutta non ancora del tutto espressi, buona freschezza, anche qui campione da vasca. Poi , Nero di Troia Vigna del Melograno 2006 e 2007 e finale di eccellenza Riserva Le More 2003 e 2004. Chiusura dolce con l’Aleatico Gazza Rubina 2005 in strepitosa forma abbinato a cioccolato di Modica Don Puglisi, offerto da Massimo Capuano di Vinosphaera Italia. Il pubblico molto eterogeneo: il gruppo storico di quelli del Vinarium, professionisti appassionati, curiosi, ma non fanatici e poi una manciata di addetti ai lavori compresa un’importatrice olandese. Torniamo ai vini: il Fiano 2008 Gazza Ladra mi ha molto soddisfatta, si tratta di campione da vasca, non filtrato, ancora in maturazione dove avverto la feccia non completamente ripulita, tuttavia promette benissimo in quanto a freschezza, struttura e persistenza aromatica, ovviamente profumi di mandorla ancora un po’ chiusi. Il 2007 è invece compiuto, profumatissimo, giallo dorato, sensazioni di mandorla piu’ dolce e di vaniglia, meno fresco e piu’ alcolico (13,5°) e morbido rispetto al 2008, annata piu’ ricca e omogenea. Questo si sa è quello che è accaduto a tutti i bianchi 2007 del sud, non abbiamo quasi avuto inverno, fioritura anticipata e poche escursioni termiche a discapito dei profumi. Il Negroamaro 2008 è un’esplosione di frutto, anticipatrice di un’ottima annata, tannini non ancora svolti e sostenuti da una buona acidità, tutte premesse in direzione di un vino equilibrato, ma semplice e beverino come è tradizione per questo vitigno. Piu’ complesso il 2006, morbido, note speziate di frutti di bosco e cioccolato al naso , è in ottima forma e puo’ ancora andare avanti. Sullo spezzatino e sul canestrato passiamo ai tannini seri del Nero di troia di Vigna del Melograno 2007 , il tannino è discretamente svolto, il frutto è abbastanza in forma, considerato il fatto che nel 2007 abbiamo avuto tanta frutta bruciata. Al naso amarena e frutta sotto spirito e una nota appena balsamica. Il 2006 si presenta piu’ fresco ed equilibrato con rotondità del frutto e dei tannini e una bella speziatura, va alla grande sullo spezzatino. La riserva Le More 2003 presenta una buona e intrigante complessità, un po’ ammaliante e ruffianella, mentre la 2004 è piu’ austera ed elegante e promette grande longevità. Chiudiamo in bellezza con il Gazza Rubina Aleatico passito 2005 vino aromatico, di buona acidità, equilibrato. Abbinamento di scuola con il cioccolato.