Tenute Monteti a Capalbio


di Fabiola Pulieri

A poca distanza dal mare, in quella zona meravigliosa che è la Maremma Toscana, poco conosciuta per i vini e molto più per la bellezza della costa e la gastronomia dell’entroterra, si nasconde un’azienda vitivinicola che è nata quasi venticinque anni fa dall’intuizione di una coppia appassionata che si è innamorata di un luogo incontaminato e unico, un’azienda che ormai da anni cresce con l’intento di fare vini di qualità e farsi conoscere per questo. L’azienda è Tenuta Monteti e i vini che produce sono solo tre: il Monteti, il Caburnio e il TM Rosè e proprio di recente al Concourse Mondial de Bruxelles 2022 due di questi vini hanno ottenuto la medaglia d’oro. Ad aggiudicarsela sono stati il Monteti e il Caburnio, entrambi nella categoria dei rossi, in una sfida che ha visto in gara più di 7000 vini provenienti da 45 Paesi con un parterre di 310 giudici selezionati in tutti i Continenti.

La storia di Tenuta Monteti è incominciata nel 1998 quando Gemma e Paolo Baratta hanno dato vita al sogno che avevano sin da ragazzi. Dopo anni di ricerca infatti hanno finalmente trovato un angolo di Toscana nella bassa Maremma, a 15 km dalla Costa d’Argento, in cui piantare vigneti e produrre ottimi vini. La zona fino ad allora vergine e incontaminata è un anfiteatro protetto dal colle Monteti il monte che difende dagli sbalzi climatici, incanalando i venti forti del mediterraneo, e crea un microclima ideale per le piante e i vigneti. Il monte che ha dato il nome alla Tenuta.

Tenuta Monteti - Paolo Baratta e Gemma Bracco

Tenuta Monteti – Paolo Baratta e Gemma Bracco

Gemma e Paolo hanno intuito subito lo straordinario potenziale di quel territorio nel produrre vini, ma il lavoro da fare era davvero immenso e la sfida era grande perché non c’era davvero nulla, solo terreni e una casa diroccata. Hanno beneficiato dell’aiuto di Carlo Ferrini, enologo produttore e consulente e, affidandosi alle sue conoscenze e ai suoi studi, hanno scelto di piantare Petit Verdot, Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Alicante Bouschet vitigni che hanno subito trovato una loro espressione.

I terreni durante i lavori di preparazione con le ruspe sono stati liberati da giganteschi massi estratti con grande cautela e sistemati in giro tra viali e vigneti, diventati poi il simbolo e i guardiani della Tenuta stessa, quelli più piccoli invece sono stati utilizzati per il drenaggio del suolo. L’area di circa 28 ettari, con una esposizione sud-est e sud-ovest a un’altitudine media di 145 mt. s.l.m., è stata poi suddivisa in 4 parti a loro volta ripartite in 24 parcelle di un ettaro ciascuna e all’interno di ciascuna parcella, come in una scacchiera, sono stati impiantati i diversi vitigni.

Da ciascuna parcella si raccolgono uve con caratteristiche uniche, lavorate separatamente nella cantina per la vinificazione e la maturazione e solo quando ciascuna esprime a pieno il suo carattere, si dà il via alla complessa operazione di assemblaggio che dà vita ai vini da imbottigliare. La costruzione della cantina, moderna all’avanguardia e perfettamente integrata nel territorio, fu affidata all’architetto Sergio Bracco e completata nel 2004, anno della prima annata prodotta.

Nel 2010 la direzione dell’azienda è passata ad Eva, figlia di Gemma e Paolo, affiancata dal marito Javier Pedrazzini, responsabile commerciale e supervisore alla produzione. Entrambi oggi portano avanti la filosofia di produzione iniziale con un gruppo di lavoro composto da Roberto Rossi, responsabile agricolo fin dal principio, Christian Coco, entrato come operaio di cantina nel 2008 e divenuto enologo responsabile nel 2012, e 12 operaie e operai specializzati di campo e di cantina. Enologo consulente è ancora oggi Carlo Ferrini.

Tenuta Monteti - Eva Baratta e Javier Pedrazzini

Tenuta Monteti – Eva Baratta e Javier Pedrazzini

L’azienda nell’arco temporale di questi quasi venticinque anni ha sviluppato una sempre crescente attenzione al rispetto dell’ambiente in tutti gli aspetti del processo di produzione e nel 2017 ha ottenuto il certificato di “Vino sostenibile” per Caburnio e Monteti, nell’ambito del programma V.I.V.A. “Vitivinicoltura Sostenibile” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La densità in vigna è di 6.600 piante per ettaro e l’impianto è a cordone speronato. La vendemmia è rigorosamente manuale e una severa selezione è la chiave della qualità. L’uva selezionata già in campo viene infatti nuovamente selezionata in cantina sia prima che dopo l’entrata nella diraspatrice. Le uve scivolano lungo proboscidi di acciaio dal tetto in cantina fino nei tini sottostanti, destinati alla fermentazione. Delicate follature vengono eseguite ogni 6/8 ore per estrarre il massimo dalle bucce.

Dal 2007 la fermentazione delle uve pigiate avviene per via spontanea, grazie ai lieviti indigeni presenti sugli acini e nell’aria, senza necessità di aggiunte di lieviti non autoctoni. Le terrazze di vegetazione di cui è circondata la cantina, contribuiscono ad arricchire l’aria di buoni lieviti naturali dando risultati significativi in termini di complessità aromatica.

La lavorazione parcellare richiede molto tempo e impegno da parte di tutto lo staff. Si vendemmia una parcella (un ettaro circa) di vigneto al giorno e ad ogni parcella vendemmiata, corrisponde una vinificazione separata in un tino dedicato. Il prodotto è tenuto separato anche durante l’affinamento in legno o in acciaio fino al momento di comporre il blend. L’importanza della lavorazione parcellare è che consente di avere in cantina per ogni annata diversi tipi di Petit Verdot o Cabernet Sauvignon secondo le diverse parcelle di provenienza, come se fossero dei “sotto-cru” e avere quindi al momento della creazione dei vini una straordinaria gamma di possibilità. Più che una tenuta di 28 ettari, Eva e Xavier amano definirla “una tenuta di 28 volte un ettaro”.

In cantina sono molto prudenti per quel che riguarda l’uso del legno. Selezionano infatti esclusivamente barriques di rovere francese diverse per foreste di provenienza e tostature, ricercate tra quelle che meglio si adattano ai vini prodotti. Dopo un anno di maturazione separata in barriques di primo o secondo anno o in acciaio, viene composto il blend e nascono così il Caburnio e il Monteti. Il Monteti torna in barrique per altri 6/8 mesi. Il Caburnio viene imbottigliato. Fondamentale è il successivo periodo di affinamento in bottiglia: minimo due anni al buio e a temperatura controllata per il Monteti, uno per il Caburnio.

Tenuta Monteti - Caburnio 2017

Tenuta Monteti – Caburnio 2017

Il Monteti è il vino di bandiera. Prende il nome, come la Tenuta, dal colle che protegge i vignetidai forti venti del Mediterraneo.

E’ composto da Petit Verdot (con percentuali che possono variare, a seconda dell’annata, dal 40 al 55%), Cabernet Franc (tra il 30 e il 25%) e Cabernet Sauvignon (tra il 15 e il 20%).

Matura per 18 mesi in barriques di rovere francese di media tostatura, nuove per il 70%. Affina in bottiglia per 24 mesi prima di essere messo sul mercato.

Il Monteti è l’emblema e la individualità del territorio, la Maremma, con la sua complessità ed eleganza. Il Petit Verdot è la personalità, il cavallo ribelle, il Cabernet Sauvignon porta la struttura e la longevità, il Cabernet Franc è l’elemento femminile che abbraccia e ingentilisce entrambi.

Il Caburnio deve il suo nome ad un refuso in una trascrizione di un passaggio della Storia della Natura di Plinio il Vecchio, scritta tra il 23 e il 79 d.C., in cui nell’illustrare la viticoltura in epoca romana nella provincia della Gallia Narbonense compare per errore “vitis Caburnicam” in luogo di “Narbonicam, Narbonensis”.

E’ composto da Cabernet Sauvignon (dal 60 al 50% a seconda dell’annata), Alicante-Bouschet (30-20%) e Merlot (20-10%). Per 12 mesi il 50% matura in acciaio e l’altra metà in barriques e tonneaux di rovere francese di media tostatura di cui solo il 25-30% sono nuovi.

Affina poi in bottiglia per altri 12 mesi prima di essere messo sul mercato. Si tratta di un vino rotondo ed elegante al contempo dotato di freschezza e ottima bevibilità.

Il TM Rosé è nato nel 2014 ed è una piccola produzione di rosé con un colore davvero unico e particolare definito dagli stessi produttori “pelle di cipolla pallido”. Delicato e fresco, è dotato di una struttura gentile ed elegante che lo rende perfetto sia come aperitivo sia per accompagnare piatti a base di pesce. È composto da un 80% di Merlot e da un 20% di Cabernet Franc precocemente vendemmiati a mano dall’alba a mezzogiorno. Le uve vengono sofficemente e brevemente pressate, e fermentano poi in tini di acciaio a bassa temperatura per preservare freschezza e aromi. Stabilizzazione tartarica a freddo prima di essere imbottigliato.

Tenuta Monteti - TM Rose' 2021

Tenuta Monteti – TM Rose’ 2021

Nel 2018 Tenuta Monteti ha acquisito la vicina proprietà, al di là della strada e alle pendici del colle Monteti, incorporando così oltre 5000 piante di olivi a regime biologico, nuovi boschi, e 6 ettari di campi su cui piantare nuovi vigneti. Restiamo dunque in attesa di nuove sperimentazioni vitivinicole e anche di una nuova produzione di ottimo olio extra vergine di oliva in continuità con la filosofia qualitativa dell’azienda e in ottemperanza ai profumi e al gusto che il territorio maremmano è capace di offrire in campo olivicolo.