“Terenzuola” quando il Vermentino di Luni sfida il tempo
di Monica Bianciardi
I Colli di Luni, territorio caratterizzato da suoli particolari, influenzato dal mare e dalle montagne condizioni che danno luogo a vini con forte acidità, freschezza e capac
ità di invecchiamento. Un progetto ambizioso che oltrepassa la linea della fruibilità e immediatezza a favore di vini che trovano le sue migliori espressioni dopo alcuni anni di affinamento in bottiglia, l’obiettivo è valorizzare il Vermentino come vitigno di grande qualità, paragonabile ad altre importanti varietà italiane. Terenzuola apre la strada a questa idea pionieristica di esaltare le migliori caratteristiche del Vermentino di Luni attraverso anni di monitoraggio dei vigneti e dei vini prodotti.
Una realtà che crescendo ha dato lustro all’immagine dell’intera dell’area restando tuttavia fedele ad una immagine definita che non segue le mode, e che contemporaneamente mantiene un forte legame con una pura caratterialità legata al vitigno.
Iniziata con pochi vigneti negli anni ’90 è il frutto di una visione intrapresa con coraggio sperimentazione e molti sacrifici che hanno coinvolto tutto il team che segue la produzione dalla vigna alla cantina. Collaborazione diventata parte integrante aziendale che da anni condivide aspetti pratici ed ideali. Un assist che ha affrontato sfide climatiche tra svariate annate il cui lavoro è soprattutto quello di accompagnare il vino senza stravolgerlo. Una gestione che ogni anno in base alle caratteristiche climatiche e maturazioni delle uve adegua gli interventi in base ad osservazione ed esperienze precedenti. La parcellizzazione dei vigneti rende il lavoro più complesso perché ogni parcella deve essere interpretata singolarmente. Il Fosso di Corsano frutto di selezioni massali e anni di sperimentazioni. La degustazione con il confronto tra diverse annate sottolinea il potenziale
evolutivo del Vermentino, le annate confrontate 2024, 2023, 2022, 2021, 2020, 2017, 2015, 2013 evidenziando come clima, siccità o piogge influenzino aromi, struttura e maturazione. In particolare, il Vermentino con l’invecchiamento sviluppa note minerali e idrocarburiche, dimostrando di poter evolvere nel tempo come altri grandi vini bianchi.
I Pini di Corsano, piccola produzione di Vermentino (circa 1000–1500 bottiglie) proveniente da una specifica parcella vicino a due grandi pini. Il progetto “I Pini” nasce con l’idea di ottenere un Vermentino più profondo e longevo, capace di esprimere in pochi anni quello che altri vini mostrano solo dopo molto tempo, dimostrando il grande potenziale del territorio dei Colli di Luni.
Tasting Notes
Una scelta aziendale innovativa quella dell’utilizzo di tappi a vite, motivata da ragioni tecniche, ecologiche e pratiche, riduce il rischio di difetti, conservazione nel tempo, facilità di uso per ristoratori e clienti.
Fosso di Corsano 2024 Annata fresca e piovosa, vino vivace e trasparente che trasuda di energia, agrumi appena raccolti, pompelmo e limone, erbe aromatiche spontanee, mentolo. In bocca vivido e sapido, ha tratti di pienezza fruttata e molta acidità. Pini di Corsano 2024 Una versione dettata da maggior concentrazione che aggiunge un frutto ancora più incisivo con kumquat e pompelmo. Vigore e affilatezza per un sorso deciso idratante e profondo che dura a lungo nel palato.
Fosso di Corsano 2023 Annata complessa, con prolungate fasi di caldo umido. Una leggera nota idrocarburica apre un bouquet caratterizzato da frutti gialli disidratati, mandorla, ginestra, rosmarino. In bocca caldo, salino, contrastato da pieghe morbide. Pini di Corsano 2023 Ritorna la nota idrocarburica ma meglio integrata nella complessità del bagaglio odoroso. Resina, ginestre, nocciola tostata, pepe bianco, agrume. Avvolgente ha carattere tonico e vena sapida, chiusura con freschezza balsamica .
Fosso di Corsano 2022 Annata con punte di calore e periodo siccitoso. Fiore giallo carnoso, melone bianco, cenni iodati, erbe, il gusto ha ingresso di morbida piacevolezza e generosità che sfuma in una saporita scia salina. Pini di Corsano 2022 Tratti speziati, senape, cumino, iodio, lime, frutto tropicale. La maturità del frutto è compensata da una beva piacevolmente voluttuosa dalle sfumature aromatiche, sapide, accattivanti.
Fosso di Corsano 2021 Il colore ha sfumature dorate, l’olfatto inizia ad avere caratteristiche date dalla fase evolutiva in cui il frutto ha pienezza e rotondità, resina, salmastro. Struttura e calore sono mitigati da vena fresca compressa nei richiami balsamici e marini. Nei Pini di Corsano 2021 risultano in modo più evidente le tonalità balsamiche con rosmarino, erbacei spontanei, l’agrume candito, in cui la parte alcolica si fonde con le doti carnose e dolci del frutto spinto dalla sapidità.
Fosso di Corsano 2020 La primavera è stata caratterizzata da una buona quantità di piogge che hanno aiutato a mantenere il terreno ben irrigato. L’estate, invece, è stata calda, ma con buone escursioni termiche. Un vino che ha raggiunto un buon equilibrio tra la parte data da morbidezza e sensazioni fresche. Pini di Corsano 2020 Segue la linea data dall’andamento stagionale raggiungendo però una maggiore ampiezza aromatica con le sfumature di resina, unite a frutta secca , pinoli, mandorla dolce rimanendo nel complesso più amalgamato e compatto.
Fosso di Corsano 2017 Annata particolarmente siccitosa e caldissima L’evoluzione inizia a mostrarsi nelle note di cera d’api, pietra focaia, molteplici tostature, lime candito, in bocca ha conservato caratteristiche di completezza e salinità iodata. Il vigneto storico Pini di Corsano 2017 ancora una volta conferma un’intensità inaspettata, concentrazione dei profumi speziati, burro fuso, mandorla tostata, e tratti balsamici evidenti. La materia aggiunge alle note evolutive un bagaglio vigoroso con una sensazione di leggera tannicità sul finale di bocca.
Fosso di Corsano 2016 Un’ottima annata in grado di offrire vini con ottimo potenziale che trova conferma in entrambe le bottiglie. Sia nel Fosso che nei Pini di Corsano, colpisce la fragranza dei profumi la cui composizione agrumata delicata e floreale ha molteplici declinazioni per un sorso che riempie il palato di vitalità dimostrando una capacità evolutiva di prim’ordine.
Fosso di Corsano 2015 Andamento stagionale che nell’immediato ha scatenato molto entusiasmo in tutta la Toscana e gran parte d’Italia. I vini di quest’annata forse assaggiata dopo una strepitosa 2016 hanno una tenuta nel tempo che soddisfa in parte. Tratti maturi con miele e cera d’api, una beva soffice che malgrado abbia tratti di grande piacevolezza possiede minor profondità.
Fosso di Corsano 2013 Un andamento stagionale che ha messo a dura prova i nervi del team, un’annata tardiva, una maturazione lenta che ha richiesto una costante sorveglianza dei vigneti. Nei Pini di Corsano la terziarizzazione è contenuta e ottimamente integrata in un ammaliante bouquet di resina di pino, miele, frutta secca e iodio vanno di pari passo con l’agrume giallo candito, carattere e persistenza i suoi punti di cardine, finale lunghissimo.
Alla degustazione ha seguito un pranzo
A cura di Giacomo Devoto
Chef del ristorante “Locanda de Banchieri” 1 stella Michelin
Durante il pranzo vengono presentati anche prodotti dell’azienda: olio, burro montato e pane a lunga lievitazione. Viene poi servito il testarolo sarzanese, piatto tradizionale locale fatto con acqua e farina e cotto su testo di ghisa, accompagnato da pesto di erbe dell’orto, fiori di rucola, senape selvatica, oxalis e Parmigiano Reggiano affumicato con aghi di pino marittimo. A seguire un piatto di mare con Tagliolini di farina pontremolese, zuppa di pesce, ricci e muscoli di La Spezia.
Coniglio farcito con salsiccia di San Terenzo Monti, i suoi fegati e salsa royale.
Le verdure servite sono state raccolte la mattina stessa dall’azienda agricola. La produzione segue principi biodinamici (anche se non certificati), favorendo la fioritura naturale delle piante per diffondere semi e biodiversità. Tradizione e semplicità degli ingredienti, mostrando come anche piatti e vini molto semplici possano raggiungere grande profondità grazie alla qualità delle materie prime e alla conoscenza del luogo.
Durante il pranzo è stato servito il “Vigne Basse”, nato alla fine degli anni ’90 quando, dopo il successo del vino Fosso di Corsano, ha cercato nuovi vigneti in un’area con terreni di origine glaciale per ridurre i costi e sperimentare. Il nome indica vigneti posti ai piedi della montagna, coltivati con filari bassi nello stile mediterraneo.
“Cinque Terre” Una piccola realtà nel territorio di Vernazza, primo vino Cinque Terre prodotto nel 2011. Proviene da un territorio particolarmente difficile dove viene richiesto un lavoro manuale durissimo sui terrazzamenti. Con pochi giovani disposti a coltivare e con scarsi aiuti statali, esiste il rischio che questi vigneti vengano abbandonati, nonostante il grande valore storico e paesaggistico.
Cinque terre primo vino prodotto nel 2011, da un territorio particolarmente difficile dove viene richiesto un lavoro manuale durissimo sui terrazzamenti. Con pochi giovani disposti a coltivare e con scarsi aiuti statali, esiste il rischio che questi vigneti vengano abbandonati, nonostante il grande valore storico e paesaggistico.
“Permano” Vino dedicato al padre del produttore e simbolo della memoria dei vitigni autoctoni. È un vino macerato ma equilibrato, pensato per esprimere il territorio e la biodiversità tradizionale.
La Nerine Vermentino nero. L’azienda lavora da anni su vinificazioni diverse (acciaio, cemento, grappolo intero) per valorizzare vitigni difficili come il Vermentino nero, arrivando dopo molti anni di tentativi a uno stile convincente.
Per finire in dolcezza la Spuma di zabaione allo Sciacchetrà & biscuit alle mandorle.
Sciacchetrà (Bosco, Vermentino, Albarola and Ruzzese) Vigneto terrazzato a picco sul mare situato nel Comune di Riomaggiore. L’estensione totale è di circa un ettaro, frammentato in circa sedici appezzamenti a pergoletta con impalcatura a circa un metro da terra e densità di circa 5.000 ceppi per ettaro per gli impianti ormai di ottant’anni. Un gioiellino che rischia di diventare una rarità.



