Tra branding e prodotto: perché Butter Burger funziona
Butter Burger
Via Carlo Poerio, 4, 80038 Pomigliano d’Arco Na
di Christian Cutino
Oltre che di tradizioni, la storia della cucina, e in particolare quella della ristorazione, è fatta di mode. Come ogni fenomeno di tendenza, c’è chi le crea, chi le subisce e chi riesce a cavalcarle. Ma sono davvero pochi quelli capaci di trasformare una moda in un vero asset, strutturando l’offerta in modo tale da diventare un’eccezione destinata a durare anche quando l’hype inizia a calare. La nuova ossessione gastronomica del momento sono gli smashburger, un trend che ha conquistato rapidamente pubblico e social, ma che spesso rischia di rimanere intrappolato nella superficialità delle mode passeggere. In passato ho provato qualche smashburger senza però restarne particolarmente colpito, e forse anche per un pizzico di “gastrofighettismo” ho sempre rivolto la mia attenzione verso altre tipologie di cucina. Incuriosito, ho deciso di mettere alla prova una delle realtà più chiacchierate del momento, Butter Burger a Pomigliano d’Arco.
Ci sono andato di sabato, probabilmente il giorno più caotico possibile per testare un locale del genere. Un’ora di attesa, sì, ma senza lamentele tra i clienti in fila, all’ingresso un personale gentile e sorridente e un’atmosfera generale decisamente positiva. Già dalle ricerche preliminari ero rimasto colpito dal fatto che Butter Burger fosse un locale con un un progetto identitario ben costruito, un’immagine fresca, giovane e coerente. Pochi tavoli, uno spazio curato nei dettagli, con richiami a un’estetica americana vintage ben interpretata. Dalla mascotte alla grafica dei menù, fino allo stile complessivo del locale tutto contribuisce a creare un’esperienza riconoscibile. All’interno un servizio attento e cordiale che ci accompagnerà per tutta la serata, un elemento non scontato in un contesto solitamente abituato a format take away.
Ho scelto di iniziare con dei chicken strips e proseguire con un Onion Smash. Gli strips si sono rivelati un ottimo inizio con una panatura ai cereali tecnicamente impeccabile, croccante fuori e succosi all’interno. Passiamo al vero protagonista, il panino, un Onion Smash con doppio hamburger e cipolla smash, cheddar, bacon, cetriolini e senape. Decisamente all’altezza delle aspettative. Il pane, un potato bun, spesso punto critico in questo tipo di panini, si rivela invece una scelta vincente. Facilmente questo prodotto tende ad assorbire eccessivamente i succhi della carne e le salse, qui mantiene una consistenza soffice ma elastica, con una struttura solida che accompagna il morso e regge gli ingredienti.
La carne, ben “smashata”, rimane saporita e l’equilibrio complessivo degli ingredienti è centrato. Anche le dimensioni generose giocano un ruolo importante e il risultato è un panino decisamente appagante. A chiudere l’esperienza, un conto competitivo, elemento che inutile girarci attorno contribuisce sempre a definire il ricordo complessivo di una cena, e lascia un sorriso prima di uscire dalla porta. Il giorno successivo, però, alcune curiosità continuavano a frullarmi in testa. Così, ho deciso di contattare Umberto Velardi, uno dei due proprietari, per capire cosa si cela dietro Butter Burger. Mi racconta che tutto nasce dall’idea di costruire qualcosa nel mondo del food insieme al fratello Simone. Dopo aver chiuso la loro agenzia di marketing, il giorno di Santo Stefano del 2022 nasce Butter Burger, cogliendo la potenzialità di questo prodotto. È proprio qui che entrano in gioco le competenze di Simone, che cura tutta la parte grafica e di branding dando forma ad un’immagine coerente e riconoscibile. Ma essere tra i primi non significa avere la strada spianata, come racconta Umberto, all’inizio molti clienti cercavano un prodotto “napoletanizzato” più vicino ai gusti abituali, magari con contorni classici come friarielli o melanzane a funghetto. La scelta è stata di restare fedeli alla propria idea, una decisione tutt’altro che scontata.
Forti del loro background nel marketing e convinti della qualità del prodotto, i due fratelli hanno continuato a lavorare su una nicchia precisa senza snaturarsi. Hanno introdotto il servizio al tavolo, elemento che a mio parere è stato vincente, e puntato su una cucina senza prodotti gelo e con preparazioni realizzate su misura. Dal potato bun fino all’hamburger, ottenuto da carne 100% bovina proveniente da una piccola macelleria locale, ogni dettaglio contribuisce a costruire l’identità del brand. Il risultato di questa coerenza oggi è evidente, da un lato il riconoscimento di pubblico e critica, dall’altro, una crescita da realtà emergente a progetto in espansione con una nuova apertura programmata per il prossimo 1 Giugno accanto alla sede principale. È proprio questo il vero segreto di Butter Burger, non aver inseguito la moda, ma aver interpretato con visione e coerenza prima di molti altri un prodotto con potenzialità.




