Da Giannino ad Agerola: il luogo del cuore di Marco Contursi

18/11/2016 5.9 MILA
Giannino
Giannino

di Marco Contursi

Qui è nato tutto. Parlo della mia passione per il buon cibo, parlo di Agerola. In questa ridente cittadina dei monti Lattari, famosa, per i biscotti di grano, i salumi e i latticini, venivo io da bambino, 30 anni fa, a casa di mio zio, che l’aveva eletta a suo buen retiro per depurarsi di una settimana convulsa,tra aule giudiziarie e personaggi di ogni risma, che purtroppo quando fai il penalista sono il tuo pane quotidiano.

Da Giannino, Salvatore
Da Giannino, Salvatore
Da Giannino, la sala
Da Giannino, la sala

E mio zio amava la buona tavola quanto la sua professione di avvocato e riusciva a far sedere al suo desco imbandito una umanità varia che altrove mai si sarebbe incontrata. Ho assaggiato qui i miei primi salumi artigianali, il fiordilatte appena fatto, i sottoli casalinghi, e tante altre bontà che i contadini della zona gli regalavano quando ancora l’avvocato era un punto di riferimento di un intero paese.

Da Giannino, fiordilatte
Da Giannino, fiordilatte

Ci mancavo da circa 10 anni e tornarci ora che mio zio non c’è più mi ha provocato una profonda malinconia, e la consapevolezza che il tempo scorre inesorabile e troppo spesso maligno. Ero però alla ricerca degli stessi sapori genuini e andare da Giannino è stata la scelta giusta. Sia chiaro, non aspetttatevi “e cape d’angelo” ma una cucina schietta e generosa, come il sorriso di Giannino che campeggia nella foto all’ingresso e di suo figlio Salvatore, cuoco capace e attento alle materie prime,  che oggi gestisce il locale, ma se c’è bisogno di una mano Giannino accorre subito.

E molti si ricorderanno del suo viso baffuto essendo ormai da 20 anni l’uomo immagine della azienda De Luca di Salerno, specializzata in forniture alla ristorazione. Basta aprire la pagina del sito aziendale ed ecco apparire Giannino, in divisa da chef con a fianco un giovanissimo Salvatore che dal padre, chef e professore di cucina all’alberghiero per tanti anni,  ha appreso segreti e amore per questo mestiere.

Si inizia con l’antipasto della casa, che prevede salumi di una macelleria locale, latticini, molto buoni, del caseificio del fratello di Salvatore, verdure in varie preparazioni e qualche croccante bruschetta con olio tartufato.

Da Giannino, salumi
Da Giannino, salumi

 

Da Giannino, caponata
Da Giannino, caponata

Si beve uno sfuso locale, frizzante o un aglianico del vulture per chi vuole un bicchiere più corposo.

Da Giannino, il vino
Da Giannino, il vino

Girelle di pasta fresca ripiene, e una ricca pasta e patate con pancetta, sono i primi da scegliere per gustare i sapori genuini delle giornate di festa.

Da Giannino, girella di pasta
Da Giannino, girella di pasta
Da Giannino, pasta e patate e pancetta
Da Giannino, pasta e patate e pancetta

Carni locali per secondo, per i più golosi con una fettina di lardo sopra, magari accompagnate da verdure, sempre coltivate in zona.

Da Giannino, bistecca lardiata
Da Giannino, bistecca lardiata
Da Giannino, tracchia al sugo con carciofo fritto
Da Giannino, tracchia al sugo con carciofo fritto

Una torta caprese fatta bene, concluderà un pasto gustoso, reso ancora più piacevole dalla cordialità di Salvatore, che ti trasmette tutto il suo amore per la sua terra e il suo mestiere.

Da Giannino, caprese
Da Giannino, caprese

Si spendono 30 euro circa per un pranzo completo. E poi fatevi un giro per il paese, vi capiterà ancora di incontrare pecore a passeggio o di sentire il muggito di qualche mucca. Non saranno più i monti Lattari di una volta, quando la pastorizia era l’attività principale, ma qui c’è ancora chi alleva, chi coltiva la terra, chi produce artigianalmente, chi cucina il prodotto locale con una passione che si tramanda di padre in figlio.

Ristorante da Giannino
via Villani 56 Agerola (Na)
tel 3333658566

5 commenti

    luca

    (18 novembre 2016 - 11:04)

    “…non aspetttatevi “e cape d’angelo…” (dal post)
    Per mangiare bene non occorrono e’cape d’angelo specialmente se si ama la semplicità.
    Ma viviamo in un’epoca in cui non è molto apprezzata e va di moda l’arzigogolo:
    in cucina(nei ristoranti ecc… assistiamo a giri contorti nella preparazione di piatti nati per stupire) e nel racconto del cibo sui media, web compreso, in cui prevale l’enfasi retorica e il contorsionismo dell’argomentazione)
    Arzigogoli cari ai sofisti che attraggono, comunque, un pubblico sempre più vasto annoiato e sempre in cerca di nuove sensazioni.
    Un bel post nella sostanza e nelle parole, anche nostalgiche.

    Marco Galetti

    (18 novembre 2016 - 11:16)

    Un post sul cibo e sul vino non potrà mai essere solamente una recensione per essere apprezzato appieno, le parole diventano racconto quando vissuto e fantasia muovono tastiera e sentimenti, quel che si degusta ha bisogno di un contorno, come l’arrosto delle patate, i ricordi di chi scrive o di chi cucina, rendono quasi tangibile quello che per altri è asettico food porn

    Marco contursi

    (18 novembre 2016 - 11:46)

    Che bei commenti….grazie Luca e Marco……sicuramente c è un plus nostalgico nelle mie parole ma come avete scritto non si può andare a mangiare solo con la Bocca essendo il mangiare stesso un atto molto più cerebrale di quanto si pensi,Giannino va vissuto così,di testa e di pancia,in modo asettico invece non piacerebbe ai gastrofighetti che cercano la forma più che la sostanza.

    Marco Lungo

    (18 novembre 2016 - 12:30)

    “sicuramente c è un plus nostalgico nelle mie parole ma come avete scritto non si può andare a mangiare solo con la Bocca essendo il mangiare stesso un atto molto più cerebrale di quanto si pensi”
    Hai scritto quello che è per me tante volte l’andare a mangiare ed il cibo.
    Evocazione.
    Il contenuto evocativo che c’è in ciò che hai scritto è quello che tante volte ricerco io nei posti del mio passato.
    Bello, complimenti Marco, questa tua sensibilità è bellissima.

    Andrea

    (18 novembre 2016 - 12:55)

    Il migliore di agerola senza ombra di dubbio…

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