Trattoria Lu Frate a Terni, una vera trattoria


Trattoria Lu Frate

di Marco Contursi

In un mondo in cui nemmeno le Guide sanno più cosa è una trattoria, io ne ho scovato una genuina. Perché Non si può chiamare trattoria un posto dove un primo piatto costa 28 euro e un secondo 40. Perché Non si può chiamare trattoria un locale con una carta dei vini di mille e passa etichette. Perché Non si può chiamare trattoria un luogo in cui il cliente è solo uno scontrino, da far salire il più possibile.
E non metteteci la parola “moderna” vicino, perché prezzi alti e ambiente formale non sono sinonimi di modernità ma solo una presa per culo al cliente.
A me, piace questa definizione di trattoria, che credo sia quella che tutti si aspettano: “Una trattoria è un pubblico esercizio a conduzione familiare dove si consumano pasti completi della cucina tradizionale locale e casalinga in un’atmosfera informale e con prezzi moderati”.
La trattoria è quindi un luogo caldo e accogliente, dove sei trattato con semplicità, dove il cibo è goloso e a prezzo buono, dove il vino si beve senza menate su calici e regole di servizio. Un posto dove non si va per fare una esperienza ma per mangiare, soprattutto a ora di pranzo, quando sei, per lavoro, lontano da casa e hai bisogno di una pausa per ristorare lo spirito, prima ancora che lo stomaco. E chi viaggia spesso per lavoro, sa cosa voglio dire..
Ma le trattorie vanno scomparendo. Perché la gestione deve essere familiare, altrimenti con dipendenti, buste paga e contributi mica ci stai dentro coi costi. Perché i gestori, spesso anziani, non stanno sui social, che oggi sembra essere la condicio sine qua non per lavorare, visto che i clienti sono sempre più lobotomizzati da Tik tok e Instagram. Perché oggi si mangia sushi, smash burger e bistecche frollate due secoli, e non trippa, braciole di cotica e gnocchetti alla collescipolana.
Ecco, io proprio quelli volevo….

san valentino

Trattoria Lu Frate è un locale semplice, alla periferia di Terni. E’ ora di pranzo, sono di ritorno dalla basilica di San valentino e ho fame. Chiariamo subito, non è il posto del pasto della vita ma sedersi qui, ti riporta ad un tempo in cui tutto era più semplice e verace.

basilica di san valentino

Innanzitutto, le persone. Entri in quella che a tutti gli effetti sembra una casa e ti accoglie una giovane signora, mentre l’ordinazione la prende quello che credo sia il suo papà, un uomo con capelli e baffi grigi e l’aria da persona buona.

Trattoria Lu Frate – l’ingresso

Pochi piatti, sapori semplici, magari se invece di declinarli a voce, avessero portato un foglio con stampati i nomi delle pietanze e i prezzi, sarebbe stato una carezza ulteriore per il cliente, ma, in fondo, il conto è veramente basso, come scoprirò alla fine.

Trattoria Lu Frate – ambiente semplice ma accogliente

Subito arriva una fetta di pane abbrustolita e condita con abbondante olio di queste colline, mentre il ciliegiolo sfuso si lascia apprezzare per profumi e temperatura fresca.

Trattoria Lu Frate – pane e olio

Per primo, poi gnocchetti alla collescipolana, che prendono il nome dal borgo omonimo. Porzione generosa, salsiccia, fagioli e una punta di peperoncino. Si mangiano con piacere.

Trattoria Lu Frate – gnocchetti alla collescipolana

E il quartino di vinello è quasi finito, me ne conservo due dita per il secondo. Salsiccia e costine di maiale alla griglia, più due cavolfiori saltati in padella.

Trattoria Lu Frate – salsiccia e costine

Trattoria Lu Frate – cavolfiori saltati

Tutto buono. Col quid in più del signore baffuto che si avvicina a chiedere come stesse andando e mi porta un coltello seghettato per la carne “perché con questo vai meglio”. Non prendo dolce. Pago in totale 25 euro (bruschette, primo, secondo, contorno, acqua e vino), meno di quello che in una “trattoria” premiata, costa un piatto di pasta in brodo.
Nota di colore: in un tavolo, della sala, si accomoda una adolescente tornata da scuola, la figlia della titolare e mangia le stesse cose che mangiano i clienti. Più familiare di così…

Trattoria Lu Frate – Acqua e vino

Vado via contento, ripeto, nulla di trascendentale, ma un pasto gustoso a un prezzo onesto. Eppoi, non avevo mai provato la collescipolana, ricetta locale che altrove non fanno. Il tutto, in un luogo dove non mi sono sentito uno scontrino, o un numero degli studi di settore ma un cristiano, che, da solo, doveva mangiare. Come altri seduti a quei tavoli. Da soli. E sentirsi rivolgere una parola in modo cordiale, fa tanto. Perché il valore vero delle trattorie, non risiede solo in quello che mangi, ma, ancor più, in come ti fanno stare.
E, io, oggi, sono stato, semplicemente, bene.
Pur senza mangiare, sushi, smash burger e fiorentine alte10 dita e 11 anni di frollatura.
Pur senza medaglie, mostrine, spicchi e forchette.
Con buona pace delle Guide.

Trattoria Lu Frate – stuzzicadenti

p.s. Una azienda agricola (agriturismo) non dovrebbe rientrare nelle guide che segnalano trattorie/osterie per molteplici motivi, per dirne un paio:1) ha regime fiscale completamente diverso, i camerieri ad esempio sono inquadrati come operai agricoli. 2) Sono aperti solo in giorni stabiliti e non offrono un servizio di somministrazione continuo.

Trattoria Lu Frate
via Narni 193  –
Terni
tel 346 213 7531

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