Vallo della Lucania, la Taverna del Principe: vera cucina contadina

5/11/2016 10.6 MILA
Giovanni e Annamaria Cetrangolo
Giovanni e Annamaria Cetrangolo

La Taverna del Principe è una bella osteria a conduzione familiare che si trova in un antico palazzo nobiliare nel centro storico di Vallo della Lucania, proprio sopra la piazza di origine borbonica.
Sebbene la cittadina sia sede del Parco Nazionale e sede vescovile, oltrechè di un tribunale e di tutte le scuole di ordine e grado che ne fanno il centro amministrativo dell’intero Cilento, non è mai riuscita a diventare un riferimento per la ristorazione e la gastronomia.

Taverna del Principe, l'insegna
Taverna del Principe, l’insegna

Fanno eccezione, da quasi quarant’anni, la Chioccia d’Oro di Giovanni Positano, al confine con Novi Velia e – più di recente – le meritorie iniziative imprenditoriali di Paolo De Simone, con Storie di Pane e la pizzeria Da Zero.
Ecco allora che una realtà consolidatasi negli ultimi dieci anni – e coronata dall’ingresso nella Guida delle Osterie Slow Food nell’edizione 2017 – non può che essere accolta con entusiasmo.

Taverna del Principe, la sala
Taverna del Principe, la sala

Giovanni e Annamaria Cetrangolo sono una giovane coppia di Rofrano, piccolo paese del Cilento meridionale, dove la famiglia gestisce una fattoria. Proprio l’azienda agricola fa da cambusa alla cucina della Taverna che, tra le altre cose, ha aderito all’alleanza dei cuochi Slow Food, garantendo così filiera corta e prodotti del territorio.

Taverna del Principe, scorcio della sala
Taverna del Principe, scorcio della sala
Taverna del Principe, la mangiatoia
Taverna del Principe, la mangiatoia

Le sale del locale erano una volta le stalle del palazzo, e la rispettosa ristrutturazione mostra oggi in bella vista le mangiatoie in pietra e legno. L’arredo è molto semplice, con il tipico tovagliato a quadretti bianchi e rossi, a ricordare le vecchie trattorie.

Taverna del Principe,pane cilentano
Taverna del Principe,pane cilentano
Taverna del Principe, melanzane al pomodoro
Taverna del Principe, melanzane al pomodoro

In sala, il servizio partecipato e curato di Giovanni, attento a spiegare i piatti e la loro storia; in cucina la moglie Annamaria custode della tradizione cilentana di famiglia. Ed infatti più che di cucina casereccia, possiamo parlare di piatti familiari, con ricette eseguite oggi davvero solo nelle case fortunate dove ai fornelli ci sono ancora le nonne.

Taverna del principe, antipasto
Taverna del principe, antipasto

Si comincia, volendo, con un ricco antipasto di verdure (un vero paradiso per i vegetariani) a partire dalle melanzane con mozzarella e pomodoro, dalla minestra di biete e patate alle scarole ripassate in padella, fino alla zucca arrostita. Stuzzicanti gli ovoli crudi all’insalata e goloso il gattò di patate con la crosticina bella ‘arruscata’.

Taverna del Principe, lagane e ceci
Taverna del Principe, lagane e ceci

Tra i primi non manca mai una zuppa giornaliera, da non perdere quella con scarola in brodo con le polpettine di carne. Molto buone le lagane con i ceci di Cicerale e i ravioli con ricotta di capra, semplicemente conditi con sugo fresco e basilico. Sfiziosi gli gnocchetti di patate preparati con le ortiche e serviti in bianco con cacioricotta fresco di capra, che però tende a coprirne il sapore.

Taverna del Principe, ravioli di ricotta di capra
Taverna del Principe, ravioli di ricotta di capra
Taverna del Principe, gnocchetti all'ortica
Taverna del Principe, gnocchetti all’ortica

Per i secondi piatti, le carni provengono da un macellaio della zona, mentre gli animali da cortile vengono dall’azienda di famiglia. Come, ad esempio, l’ottimo coniglio al forno, con patate e olive.

Taverna del Principe, coniglio
Taverna del Principe, il coniglio

Ma se davvero volte entrare nell’anima povera ma sostanziosa della cucina cilentana, allora non potete fare a meno di assaggiare la «cusutula». Si tratta della tasca di fianchetto imbottita con uova e cacio e cotta nel brodo, piatto antico e sapiente.
Anche la parmigiana di melanzane è ben eseguita, resa appetitosa dalla ripassata in forno nel tegamino di coccio.

Taverna del Principe, la cusutula
Taverna del Principe, la cusutula
Taverna del Principe, la parmigiana
Taverna del Principe, la parmigiana

A completare, il tipico pane cilentano semi-integrale, l’olio molito da un frantoio locale, fatto con le proprie olive, e qualche buona etichetta di vino del territorio, oltre allo sfuso della casa.

Taverna del Principe, l'olio cilentano
Taverna del Principe, l’olio cilentano

Si chiude con un piatto di formaggi di capra, prodotti in proprio, oppure in dolcezza, con una crostata di crema e mandorle, delicata e fragrante, e con il bucconotto di Rofrano, una sorta di raviolo fritto con farcia al cioccolato e castagne.

Taverna del Principe,i formaggi
Taverna del Principe,i formaggi
Taverna del Principe, crostata di crema e mandorle
Taverna del Principe, crostata di crema e mandorle
Taverna del Principe, bucconotto di Rofrano
Taverna del Principe, bucconotto di Rofrano

Un’esperienza, insomma, in cui tutto, dal cibo all’accoglienza, contribuisce a creare un’atmosfera davvero autentica: ci si presenta per ciò che si è, senza trucchi furbi o, peggio, finto folclore.
Speriamo proprio si conservi sempre così.

 

La Taverna del Principe
Piazza Vittorio Emanuele, 62
Tel. 0974.4569 – 334.9575584
Chiuso: domenica; lunedì sera
Conto medio sui 25 euro.

 

3 commenti

    Antonio Prinzo

    (5 novembre 2016 - 14:14)

    Caro Luciano il posto lo conosco e da anni lo frequentiamo. Meritatissimo l’articolo per questi genuini e competenti ragazzi. Se posso aggiungere una nota, si tratta di una cucina veramente cilentana, quindi anche delicata e lieve senza eccessi che si trovano in altri e blasonati ristoranti di Vallo.

    Marella

    (5 novembre 2016 - 14:35)

    Bellissimo posto ed ottime pietanze davvero cucina territoriale.

    Gina

    (5 novembre 2016 - 19:17)

    Posso confermare, cucina sana e genuina…ottimo per chi ama riscoprire i veri sapori di una volta…complimenti a GIVANNI E ANNAMARIA CETRANGOLO…

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