Vesuvio Wine Day a Napoli: domenica 10 e lunedì 11 i vini vulcanici a piazza San Gaetano


Ciro Giordano, Chiara Giorleo ed Ernesto Lamatta

Il Vesuvio è una goccia nel mare del vino campano che a sua volta è una goccia nel mare del vino italiano. Solo una goccia, insomma, ma assolutamente non replicabile per la sua storia millenaria e le caratteristiche pedoclimatiche del suole che regalano ancora vigneti a piedefranco e una biodiversità unica. Da quando abbiamo iniziato a scrivere di vino è cambiato profondamente il dna della viticoltura vesuviana: dai grandi vinificatori che compravano uva e vino sio alla Puglia e all’Abruzzo per dissetare la città siamo passati, nell’arco di una generazione, alla coltivazione della vite e all’avvio di attività enoturistiche che operano in un contesto così favoloso che quasi non hanno bisogno di presentarsi.
Non solo: il miglioramento delle tecniche e della conoscenza ha portato alla proposta di grandi bianchi di invecchiamento, ottimi spumanti, rossi estremamente moderni per la loro bevibilità e capacità di abbinamento alla grande tradizione gastronomica napoletana. Un cambiamento a cui ha contribuito anche la nascita e il funzionamento del Consorzio di Tutela: alla base c’è sicuramente una mentalità commerciale e di impresa che vanta una storia lunga molti secoli e che fanno di questo areale, ancora oggi, qualcosa di unico e affascinante in Campania.

Vesuvio Wine Day

Questo patrimonio fatto di vini unici e poliedrici, alla portata di tutti, di bellissime strutture ricettive che sino a venti anni fa non esistevano, sarà in vetrina domenica e lunedì prossimi nel cuore della città, nel complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore a Piazza San Gaetano. Parliamo del Vesuvio Wine Day 2026 organizzato dal Consorzio di Tutela presieduto da Ciro Giordano, presentato ieri a Casa 50 a piazza Sannazzaro. L’evento è nato dal desiderio dei produttori di valorizzare il territorio, la storia, la cultura e i vini dell’area vesuviana. Due giornate di incontri, masterclass e percorsi gastronomici, dedicate alla stampa specializzata, agli operatori di settore e agli appassionati, con oltre 120 vini in degustazione.
«Il Vesuvio – spiega Ciro Giordano – rappresenta un territorio dalle caratteristiche uniche, famoso in tutto il mondo. La cultura della vite dimora in queste terre dai tempi della prima colonizzazione ellenica e si è poi sviluppata nel periodo romano, con la produzione di alcuni dei vini più celebri dell’antichità».
Il Vesuvio ha conservato nei secoli la sua naturale vocazione alla viticoltura e oggi si propone come uno dei terroir più interessanti a livello mondiale. Il suolo vulcanico, costituito da sabbie, pomici e lapilli, ha tenuto il Vesuvio al riparo dalla fillossera, preservando un patrimonio di vigne centenarie di alto valore storico. Ancora oggi le viti sono coltivate a piede franco, utilizzando il metodo della propaggine per i nuovi impianti, in modo da tutelate gli antichi biotipi locali: caprettone, piedirosso catalanesca, coda di volpe, falanghina, greco, sciascinoso e aglianico. I vigneti sono coltivati tra i 200 e i 700 metri sul livello del mare e il microclima è influenzato anche dalle differenze esposizioni e dalla distanza dal mare.
Di particolare interesse anche il confronto con i vini dell’altro vulcano italiano, l’Etna. Le aziende presenti saranno Antiche Radici, Bosco de’ Medici, Fioravante Romano Vini, Fuocomuorto, Montesommavesuvio, Cantina del Vesuvio, Cantine Villa Regina, Casa Setaro, De Angelis 1930, De Falco Vini, Enodelta, La Cantina del Vulcano, Le Lune del Vesuvio, Tenuta Augustea, Romano Michele Vini, Cantine Olivella, Masseria dello Sbirro, Villa Dora, Sorrentino Vini, Tenuta La Mura.
Ulteriore informazioni su www.vesuvio.wine.

Dove mangiar e dormire nelle cantine del Vesuvio

L’ultimo “dono” del Vesuvio all’agricoltura di qualità è lo sviluppo dell’enoturismo: a due passi da Napoli, ben collegate dall’autostrada per Pompei o sulla 268, è possibile andare a mangiare e a dormire in alcune cantine che si sono attrezzate per visite e ospitalità nel corso degli anni. Una esperienza unica al mondo.
Il pioniere di questa attività è stato Maurizio Russo che sin dall’inizio degli anni’90 ha costruito Cantina del Vesuvio proprio con questa impostazione a Trecase. Poco dopo è seguito a ruota Paolo Sorrentino sullo stesso versante, a Boscotrecase. In entrambe queste aziende adesso c’è la seconda generazione al lavoro. Anche Villa Dora ha una spettacolare cantina da poter visitare, sempre a Terzigno. A Pompei c’è Bosco De Medici dove la cantina completa l’offerta di ristorazione e ospitalità. Continuando il nostro giro, di nuovo a Terzigno troviamo l’azienda Le Lune del Vesuvio che gestisce anche una monumentale antica cantina nel cuore del paese famoso un tempo per i suoi artigiani bottai. Si è aggiunta, sull’altro versante del vulcano, sul monte somma, anche Cantina Olivella che ha inaugurato da poco la sua nuova sede dotandosi di sale degustazione e cucina professionale per l’accoglienza. Queste sono quelle impegnate anche nella ristorazione per gruppi o su prenotazione. Ovviamente ormai tutte le cantine dell’area sono visitabili tutto l’anno.
lpigna

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