Vibra linea di nuovi vini di Mastroberardino
di Enrico Malgi
Si può guardare al futuro, restando comunque con i piedi ben piantati nel presente, ma sempre con un occhio vigile rivolto al glorioso passato? Certo che si può e la risposta a questo quesito la fornisce con cognizione di causa l’azienda Mastroberardino di Atripalda, retta attualmente dal professore Piero ultimo rampollo di cotanta famiglia. La data di nascita risale alla seconda metà del XVIII secolo, quando il capostipite Pietro di Bernardino gettò le basi per la fondazione di questa storica impresa, che nel corso degli anni ha segnato un’epoca ricca di tangibili successi, attraverso una magistrale produzione vitivinicola apprezzata in tutto il mondo.
Dopo il passato viene l’attualità e questa per fortuna narra di un trionfalistico e meritorio susseguirsi di premi, encomi e riconoscimenti a livello planetario, tra cui brilla quello ricevuto nel 2025 dallo Stilema Taurasi Riserva Docg 2018, che è stato insignito del prestigioso titolo “di miglior vino del mondo” da parte dell’autorevole magazine americano Wine Enthusiast e che segue a ruota il quinto posto ricevuto poco tempo prima dal Radici Taurasi Riserva Docg 2016 dall’altra prestigiosa rivista sempre americana Wine Spectator. Una novità assoluta per tutto il sud Italia.
Ed il futuro si può ancora tingere di rosa? Certo che si può. E che cosa ci riserverà di nuovo? Tante cose, di cui due bottiglie molto particolari della nuova linea Vibra già in commercio e di cui ho avuto il piacere e l’onore di assaggiare i nuovi millesimi: una di bianco ed una di rosso, che fungono da trait d’union tra il presente ed il futuro prossimo.
Vibra Irpinia Bianco Doc 2025. Blend di Falanghina, Greco e Fiano, vale a dire le tre migliori specie varietali a bacca bianca irpine e campane. Coltivazione a 400 metri di altezza. Raccolta delle uve anticipata all’inizio di settembre. Maturazione in acciaio e vetro. Gradazione alcolica di dieci e mezzo. Prezzo finale di 10,90 euro.
Nel calice risalta un languido e tenero colore giallo paglierino, sfumato di giovani lampi verde clorofilla. Il bouquet si approccia al naso in modo gentile e molto educato, proponendo varietali e variegati profumi di mela renetta, pesca gialla, albicocca, banana, ananas, pompelmo, litchi, mango, fiori di limone, iris, biancospino, acacia, aghi di pino, muschio, eucalipto, citronella, chiodi di garofano e cannella. In bocca esordisce un sorso scorrevole, ammiccante, delizioso, sensitivo, morbido, fresco, immediato, invitante, agile, leggero, affusolato, elegante, intrigante, cristallino, affidabile, goliardico, lineare, fruttato ed in cui predomina una bevibilità appassionata e non banale, in ragione di una bassa alcolicità che rende la tattilità molto gradevole e caratteriale. Affondo finale edonistico. L’ho provato su un risotto allo zafferano e poi su un piatto di salsicce di pollo con broccoli e patate ed è stato perfetto. Ma va bene anche come aperitivo.
Vibra Irpinia Rosso Doc 2025. Blend di Aglianico e Merlot allevati a 500 metri di altezza. Vendemmia effettuata alla metà di settembre, tanto da favorire una spiccata acidità ed una contenuta alcolicità, che si attesta sugli undici gradi. Maturazione in acciaio e poi affinamento in vetro. Prezzo finale sempre di 10,90 euro.
Alla vista si appalesa un fulgido colore a metà tra il rosso ed il rosato, come fosse un Cerasuolo d’Abruzzo, una Schiava altoatesina, un Frappato siciliano, un Ciliegiolo toscano, un Rossese di Dolceacqua, un Gamay francese (Beaujolais), oppure un Clairet o Claret sempre francese. Spettro aromatico depositario di un’ampia messe di profumi, il cui incipit rimembra effusioni di un’ottima scorta fruttata di ciliegia, clementina, fragola, lampone, ribes, mirtilli e more, unitamente a promiscue costumanze di violetta, petali di rosa, timo, salvia, noce moscata e zenzero. L’impatto del sorso sulla lingua si rivela deliberatamente fresco e gradevolmente morbido ed è poi succoso, suadente, delicato, preciso, diretto, voluttuoso, arrotondato, semplice, floreale, bene equilibrato e connotato di un corpo snello, sottile, fine, setoso, vellutato, sciolto ed affascinante. Movenze aggraziate. Tannini latenti. Chiosa finale appagante. Vino che ha piacevolmente accompagnato un piatto di polpette di riso al sugo e cotoletta di pollo impanata con contorno di carote alla julienne.
Un’ottima interpretazione di due vini davvero singolari, che risultano approcciabili, beverini, freschi, leggeri, gradevoli e poco alcolici, ma senza rinunciare alla propria identità territoriale e favoriti anche da un prezzo molto contenuto. Vini questi che invogliamo a reiterare la beva e che fanno parte di un lungimirante progetto aziendale, sempre proiettato verso il futuro, come affermavo all’inizio, portato avanti con acume dal professore Piero Mastroberardino, magnificamente spalleggiato dall’esperto enologo aziendale Massimo Di Renzo.
Mastroberardino Società Agricola Srl
Via Manfredi, 75/81 – Atripalda (Av)
Tel. 0825 614111 – Cell. 348 1302789
[email protected] – www.mastroberardino.com
Enologo e Responsabile Produzione Vino: Massimo Di Renzo
Ettari vitati: 260 – Bottiglie prodotte: 1.700.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Sciascinoso, Merlot, Fiano, Greco, Falanghina, Coda di Volpe e Caprettone.

