Vini Albamarina – Nuove annate

12/10/2021 432
Vini Albamarina
Vini Albamarina

di Enrico Malgi

“Enrico vediamoci domenica a pranzo ad un ristorante sul lungomare di Scario per farti assaggiare i vini delle nuove annate, va bene?” E come dire di no al gentile invito di Mario Notaroberto patròn dell’azienda vitivinicola cilentana Albamarina? “Va bene ci sarò”, gli ho risposto.

Mario Notaroberto
Mario Notaroberto

Cinque le etichette, più una novità che ho degustato in anteprima ed appena immessa sul mercato.

Vini rossi Albamarina
Vini rossi Albamarina

Primula Fiano Paestum Igp 2020. Soltanto Fiano affinato in acciaio per tre mesi e poi uguale periodo trascorso per l’elevazione in vetro. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 12,00 euro.

Nel bicchiere scruto un colore giallo paglierino già abbastanza carico. Al naso salgono in primis compatti e prelibati profumi di una gradevole scorta fruttata: mela, pesca bianca, albicocca, susina gialla, clementina e fico, a cui si aggiungono subito dopo costumate e variopinte gentilizie di ginestra, biancospino, timo e salvia e/o parvenze speziate. In bocca penetra un sorso caldo, tonico, sapido, succoso, ed agrumato e portatore poi di un’ottima freschezza. Fraseggio gustativo morbido, aggraziato, elegante, seducente e scattante. Buona serbevolezza. Allungo finale persistente e godibile. Da consumare su piatti di pesce e latticini.

Valmezzana Fiano Cilento Dop 2020. Sempre Fiano al 100% lavorato in acciaio per tre mesi e poi affinato in boccia per sei mesi. Gradazione alcolica anche qui di quattordici gradi e mezzo. Prezzo finale di 15,00 euro.

Alla vista si presenta un fulgido colore giallo paglierino, appena attraversato da lampi verdolini. Il sensitivo bouquet sfodera esplosivi profumi che attaccano proditoriamente le narici. Capofila si dimostra una gioiosa fragranza nocciolata, insieme a capillari afflati di tanta altra buona roba: mela, pera, ananas, glicine, gelsomino, camomilla e macchia mediterranea. Sorso sospiroso, flessuoso, teso, glicerico, sapido, salmastro, intrigante e dinamico. Beva irradiante, vibrante, confortante e seducente. Siamo ancora all’inizio del percorso di maturazione. Chiusura decisamente appagante e persistente. Da abbinare ad un piatto di vermicelli a vongole e carne bianca.

Chiesa di Scario
Chiesa di Scario

Maricinè Rosé Paestum Igp 2020. Aglianico in purezza maturato per sette mesi in acciaio e poi elevato in boccia. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.

Limpido il colore rosato cerasuolo. Lo spettro aromatico elargisce un complesso pot pourri, ricco di variegati profumi che vanno a stuzzicare le narici. Si inizia con impronte fruttate di amarena, melagrana, chinotto, sottobosco ed agrumi, agganciate poi a tocchi floreali di rosa canina e ad effluvi vegetali di mirto e menta. In bocca esordisce un voluttuoso sorso bello fresco e scorrevole, aggraziato e vezzoso, elegante e garbato, affascinante ed ammaliante, per la gioia delle papille gustative. Palato lineare, gentile, avviluppante e ben modulato. Retroaroma edonistico. Da preferire su una bella zuppa di pesce e/o su un tagliere di salumi.

Futos Aglianico Paestum Igp 2017. Soltanto Aglianico lavorato in acciaio per nove mesi e poi elevato in vetro per tre mesi. Tenore alcolico di quindici gradi. Prezzo finale di 13,00 euro.

Veste cromatica segnata da un colore rosso rubino sfavillante. Impatto olfattivo invitante e seducente e costellato da un’articolata espressione aromatica che mette in risalto coreografici input di marasca, prugna, sottobosco, fiori rossi ed erbe officinali. In bocca penetra un sorso caldamente appassionato, terroso, materico, rotondo, solido e magnificamente fresco. Tannini ammansiti. Pregnanza gustativa infiltrante, strutturata e sanguigna. Longevità a lunga scadenza. Retroaroma sensibilmente persistente. Carne arrosto e caciocavallo podolico.

Lungomare di Scario
Lungomare di Scario

Agriddi Aglianico Cilento Dop 2015. Aglianico al 100%. Macerazione sulle bucce in botte per venti giorni. Affinamento per due anni in botte di legno grande e poi elevazione in bottiglia per un anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 20,00 euro.

Bicchiere tinto da un colore rosso scuro ed impenetrabile, macchiato appena ai lati da riverberi purpurei. L’incipit olfattivo è sicuramente degno di nota, perché regala ampi e variegati sbuffi fruttati di ciliegia, prugna, ribes, mirtilli e more, a cui fanno subito riscontro deliziosi richiami floreali vestiti di rosso e respiri speziati di noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano e zenzero. Sorso penetrante e robusto, che si insinua repentinamente in bocca. Progressione palatale scandita da un ritmo carnoso, grintoso, austero, affascinante e vibrante. Botta di calore sulle papille gustative, arginata però da un’ottima spalla acida. Trama tannica superbamente evoluta. Vino che saprà resistere al tempo ancora per molti anni. Chiosa finale epicurea. Su cacciagione e formaggi stagionati.

Palimiento Fiano Paestum Igp 2017. È questa la novità che accennavo all’inizio. Si tratta di un Fiano in purezza che ha trascorso due anni di maturazione in barriques, un anno in acciaio e poi ancora in anno di affinamento in vetro. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 25,00 euro. Appena 500 bottiglie come primo esperimento.

Non sono rari i tentativi di barricare il Fiano sia in Irpinia e sia in altri contesti territoriali, così per dargli più struttura, complessità, maggiore colore e più longevità. La domanda è: tutto questo serve veramente ad un vino che già possiede nel suo Dna tutto questo? La risposta la deve dare il produttore, l’enologo e, soprattutto, il consumatore. Ma ciò non toglie che ognuno può fare tutti gli esperimenti che vuole come ha giustamente fatto Mario, che anzi prudentemente ha confezionato soltanto 500 bottiglie per iniziare e che a conti fatti sono terminate in un battibaleno. Vediamo allora com’è questo Fiano.

Ovviamente il colore risenta della lunga maturazione del vino e, quindi, è segnato da un cromatismo giallo dorato e luccicante. Bouquet estremamente attraente e composito, che sciorina subito una miriade di estasiati e variegati profumi di frutta indigena ed esotica, sbuffi di fiori leggermente appassiti ma vivaci, percezioni olfattive idrocarburiche, speziate e terziarie di eccellente risonanza e senza rilevare poi alcuna deriva ossidativa. In bocca fa il suo ingresso un sorso accalorato sì, ma permeato da un’ottima freschezza, secco, morbido, succoso, balsamico, ammandorlato e connotato da minimali note tanniche. Gusto profondo, vitale,  tonico, equilibrato, sapido, dinamico e ben ritmato. Il legno in questo caso si è proprio comportato bene, senza alcuna prevaricazione. Tutta da esplorare la longevità e che comunque sarà sicuramente molto lunga. Il persistente finale è di quelli che prendono in ostaggio tutti i sensi, mantenendoli sulla corda. In abbinamento a piatti di mare, ma anche a quelli più strutturati di terra senza pomodoro. In definitiva, quindi, si tratta davvero di un grande vino, tanto che mi sono posto io stesso una domanda: lo acquisterei se ci fosse disponibilità? Si senza dubbio!

Sede a Castinatelli di Futani (Sa) – Via Piedi alle Vigne, 4

Tel. 0974 274181 – Cell. 334 6543672

Enologo: Carmine Valentino

Ettari di proprietà: 25, di cui 10 vitati

Bottiglie prodotte: 25.000

Vitigni: Aglianico, Aglianicone e Fiano.

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