Vini azienda FloraMi

8/2/2021 822
Vini azienda FloraMi
Vini azienda FloraMi

di Enrico Malgi

La Falanghina è il vitigno a bacca bianca più diffuso in tutta la Campania. Uno degli areali più vocati è quello che sorge alle falde del Vesuvio, perché in questo particolare territorio esistono perfette condizioni pedoclimatiche utili alla coltivazione della storica ed antica varietà di origine ellenica.

Anche la minuscola e giovane azienda FloraMi di Trecase, appartenente alle famiglie Terzo ed Abbagnale e seguita dall’enologo Vincenzo Mercurio, produce soltanto due etichette di Falanghina che ho assaggiato in questi giorni, una delle quali degustata giusto in anno fa: Indole Falanghina Campania Igp 2018.

Nel bicchiere appare un colore giallo paglierino limpido e lucente. Naso birichino e curioso, che viene subito investito da copiosi ed eterogenei profumi, la cui percezione di frutta tenera e giovane funge da battistrada: mela, clementina, pera e banana soprattutto. Ben modulati poi i richiami di ginestra, chiodi di garofano, balsamo, mineralità e cenere. In bocca esordisce un sorso secco, aggraziato, delicato, fine, cristallino, elegante e morbido. Ottima la freschezza che alita per tutto il cavo orale. Gusto rimpolpato da sensazioni armoniche, reattive, ritmate, toniche e dinamiche. Buona la serbevolezza. Chiosa finale deliziosamente appagante. Da preferire su un risotto ai frutti di mare e mozzarella di bufala campana.

Controetichette azienda FloraMi
Controetichette azienda FloraMi

Scheda del 28.01.2020

Ovviamente si tratta di Falanghina in purezza vendemmiata nella prima decade di ottobre. Fermentazione in acciaio. Affinamento per sei mesi sulle fecce fini e poi elevazione in vetro per altri due mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo in enoteca di 18,00 euro.

Colore giallo paglierino luminoso e soltanto leggermente striato di riflessi verdolini ai lati. Dall’interessante crogiolo si possono percepire compositi e variegati profumi di buona sostanza, con l’effetto mineralizzante in primo piano. In appresso al naso è concesso di fiutare gradevoli profumi che risaltano note di agrumi, pesca, mela, banana, ananas, fiori di limone, ginestra, erbe aromatiche e pino silvestre. Sottofondo che sa di lieve affumicatura. In bocca penetra un sorso pieno, fresco, morbido, gentile, suadente, soave, sapido, fruttato e floreale. Palato succoso, elegante, avvolgente, armonico ed aggraziato. Il finale è sicuramente affascinante e godibile. Migliorerà ancora da qui a qualche anno. Su una bella mozzarella di bufala e carne bianca.

Conlebucce Falanghina Campania Igp 2019. Soltanto Falanghina allevata a piedefranco. Vinificazione in acciaio e, come sottintende l’etichetta, il vino rimane a contatto con le bucce per trenta-quaranta giorni a macerare. Poi sosta sulle fecce fini per otto mesi prima dell’imbottigliamento. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 22,00 euro.

Il prolungato contatto con le bucce ha determinato ovviamente un’estrazione di colore giallo dorato molto carico. Il bouquet è estremamente intenso, espansivo e coinvolgente e si distingue per il rilascio di peculiari profumi. In primis si appalesano sussurri di frutta matura che ricordano gli agrumi, la nespola e la mela cotogna ed in parte anche quella secca, innestati poi su fragranze di erbe aromatiche, di zafferano e di pietra focaia. Sottofondo speziato. In bocca arriva un sorso complesso, strutturato e persino portatore di una discreta carica tannica come fosse un rosso. Palato secco, citrino, compatto, fremente, sapido, minerale e polposo. Gusto pieno, avvolgente, tonico e dinamico. Vino dotato di capacità di conservazione a lunga scadenza. Chiusura caratteristica. Da bere riottosamente fresco. Abbinamento molto versatile e soggettivo.

Sede a Trecase (Na) – Località Tirone della Guardia
Tel. 081 185564230 – 
[email protected] – www.florami.it
Enologo: Vincenzo Mercurio
Ettaro vitato: 1 – Bottiglie prodotte: 4.000 (3.350 di Indole e 650 di Conlebucce) – Vitigno: Falanghina

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Spaghetti alle vongole in bianco e poi mi fate sapere:nulla rimane nella bottiglia ugualmente nel bicchiere FM

    8 febbraio 2021 - 07:38

    Enrico Malgi

    Certo va bene anche su un piatto di spaghetti alle vongole, ma per le particolari caratteristiche del vino Conlebucce l’abbinamento si presta a molteplici variazioni.

    8 febbraio 2021 - 09:45

I commenti sono chiusi.