Vini Benanti Brave Wine sull’Etna – Nuove annate


Vini Benanti – Nuove annate

di Enrico Malgi

L’Etna e l’azienda vitivinicola Benanti rappresentano un binomio imprescindibile quando si parla di viticoltura di alta qualità siciliana e non solo. Dopo la dipartita del Cavaliere Giuseppe avvenuta nel 2023 sono i figli Antonio e Salvino che reggono le sorti aziendali di questa storica famiglia di origine bolognese, che ha sempre coltivato la vite fin dal 1734.

Controetichette vini Benanti- Nuove annate

Sono cinque le bottiglie di nuove annate che ho avuto la possibilità di assaggiare in questi giorni: tre di bianco e due di rosso.

Contrada Cavaliere Etna Bianco Doc 2023. Solo Carricante allevato a 950 metri di altezza sul versante sud-ovest dell’Etna. Raccolta delle uve a metà ottobre. Maturazione in vasca d’acciaio per un anno sulle fecce fini. Affinamento in vetro per sei mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 50,00 euro.

Nel calice brilla un luminoso colore giallo paglierino molto attraente. Il corredo aromatico che si approccia al naso è intensamente costellato da coinvolgenti e pluralistici profumi di tanta buona frutta fresca, insieme con impronte floreali e vegetali di zagara, gelsomino, timo e salvia. Nel prosieguo si evidenziano sussurri di cappero, anice e spezie orientali. In bocca esordisce un sorso scorrevole, fine, morbido, incalzante, elegante, sulfureo, arrotondato, minerale, arioso, agrumato e portatore di un’elevata carica di freschezza. Percezione palatale ben calibrata, espansiva, armonica e leggiadra. Longevità tutta da scoprire. Finale lungo e godibile. Da abbinare ad un piatto di vermicelli a vongole e latticini freschi.

Contrada Rinazzo Etna Bianco Superiore Doc 2023. Carricante in purezza coltivato ad 800 metri di altezza sul versante est dell’Etna. Vendemmia effettuata a metà ottobre. Affinamento per un anno in vasche d’acciaio. Sosta in bottiglia per sei mesi. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 55,00 euro.

Alla vista risalta un luminoso ed accattivante colore giallo paglierino. Bouquet depositario di un’ottima messe di profumi, che ricordano la clementina, la mela golden, la susina gialla, la pesca gialla, l’albicocca, la nespola, il melone bianco, i pistacchi, la mandorla fresca, la banana, il glicine, la menta, il sambuco e lo zenzero. Percezione di pietra lavica in sottofondo. Approccio tattile tagliente di freschezza, glicerico, tonico, reattivo, incisivo, voluttuoso, cristallino, soave, raffinato, sapido, cenerino e dinamico, frutto di un vino che sa tesaurizzare al meglio l’enorme patrimonio eruttivo dell’Etna. Potenzialità di serbevolezza a lunga scadenza. Chiusura appagante.  Da preferire su un risotto allo zafferano e pollo in padella con contorno di funghi champignon e sarà sicuramente un successo.

Pietra Marina Etna Bianco Superiore Doc 2020. Carricante in purezza allevato ad 800 metri di altezza sul versante est dell’Etna. Uve raccolte dopo la metà di ottobre. Maturazione in acciaio sulle fecce fini per 30 mesi. Elevazione in boccia per un anno. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 115,00 euro.

Si tratta di un iconico, formidabile e pluripremiato vino bianco, sicuramente tra i migliori d’Italia e non solo.

Nel calice occhieggia un sontuoso ed esaltante colore dorato. Al naso sale una marea di invitanti e prorompenti profumi, che si concedono in modo lascivo per essere scrupolosamente esaminati. L’incipit racconta di una gioiosa percezione fruttata di mela renetta, mandarino, fichi d’india, cantalupo, pera spadona e pesca bianca, a cui si uniscono in simbiosi gradevoli e poliedrici aromi di zagara, mimosa, magnolia, tiglio, salvia, aghi di pino, muschio, zenzero, cannella e pietra focaia. Bocca di fusione, così accogliente e sospirosa, nella quale penetra un sorso subito fresco e morbido e che poi si rivela avvolgente, sapido, elegante, accattivante, soave, arioso, aggraziato, espansivo, cenerino e dinamico. Longevità a lunga gittata. Affondo finale decisamente persistente ed epicureo. Da associare alla classica cucina di mare della costa etnea, ma senza disdegnare comunque preparazioni più consistenti anche di terra, senza carne e senza pomodoro ovviamente.

Contrada Cavaliere Etna Rosso Doc 2023. Soltanto Nerello Mascalese allevato a 900 metri di altezza sul versante sud-ovest dell’Etna. Vendemmia effettuata a metà ottobre. Maturazione in tonneaux di rovere francese per un anno e poi affinamento in bottiglia per dieci mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 45,00 euro.

Contrada Cavaliere Etna Rosso Doc 2023 Benanti

Calice tinto da un brillante e propositivo colore rubino scarico attraversato da sfumature violacee, per la presenza di una modesta quantità di polifenoli che contraddistingue questa varietà.

Contrada Cavaliere Etna Rosso Doc 2023 Benanti

Dal composito e screziato crogiolo il naso riesce a captare un accumulo di ottimi profumi che conservano inalterata tutta la freschezza aromatica, favorita dalle eccellenti escursioni termiche tra il giorno e la notte a questa altezza. In primis campeggiano intense fragranze fruttate di marasca, prugna, mandorla, lamponi, fragole, uva passa, ribes nero, mirtilli e more, insieme con vezzi floreali di rosa di Castiglia e di viola, tocchi vegetali di erbe aromatiche. proposizioni speziate e suadenze terziarie. In bocca penetra in sorso etereo, minerale, fine, morbido, rotondo e perfino elegante nel suo sicuro incedere. Ottima la carica di freschezza che alita per tutto il cavo orale. Tannini affusolati. Legno discreto. Siamo ancora all’inizio di un lungo percorso. Chiusura su toni decisamente appaganti. Vino testato su un piatto di eliche al ragù e formaggio ragusano.

Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2023. Nerello Mascalese in purezza allevato a 500 metri di altezza sul versante sud-est. Uve raccolte tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Affinamento in tonneaux di rovere francese per un anno, passaggio in acciaio e poi successiva elevazione in vetro per dieci mesi. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 45,00 euro,

Livrea tinta da una tonalità di rosso rubino chiaro, vivo ed appariscente. Lo spettro aromatico investe subito il naso con profumi fruttati, floreali e vegetali di ciliegia, susina nera. arancia sanguinello, piccole drupe del sottobosco, violetta, petali di rosa, eucalipto, felce e timo. Di seguito emergono poi elargizioni speziate e terziarie di pepe nero, chiodi di garofano, noce moscata. tabacco, liquirizia e cioccolato fondente, unitamente a respiri sulfurei e minerali. In bocca arriva un sorso bello fresco, profondo, roccioso, aristocratico, affascinante, raffinato, pimpante, morbido, vitale, rotondo, giudizioso, austero, tonico, balsamico, sublime, plastico ed ottimamente strutturato. Trama, tannica bene intessuta. Legno perfettamente dosato. Palato solidale, sapido, fine, agile, armonico e dinamico. Tratto finale impagabile e persistente. Longevità a lunga scadenza.  Da abbinare ad un piatto di ravioli farciti di carne al sugo e spezzatino di capretto al forno con piselli.

La solita straordinaria batteria di vini etnei della gloriosa e storica famiglia Benanti, che sanno conquistare l’approvazione di tutti. Vini prettamente territoriali allevati in un contesto ambientale estremo e per questo motivo risultano unici e performanti.

 

Benanti Viticoltori s.r.l.

Proprietari: Antonio e Salvino Benanti – Brave Wine Società Agricola s.r.l.

Viagrande (Ct) – Contrada Monte Serra – Via Giuseppe Garibaldi, 361

Tel 095 7893399 –  Mobile 345 3055721

[email protected] – www.benanti.it

Enologo: Enzo Calì

Ettari vitati: 35 – Bottiglie prodotte: 250.000

Vitigni: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante

 

Scheda del 2 marzo 2025

Vini Benanti

Vini Benanti

di Enrico Malgi

Appena pochi giorni fa ho degustato l’ottimo Pietra Marina Bianco Superiore Doc 2017 dell’azienda Benanti, mentre adesso mi accingo ad approntare un servizio più ampio che riguarda ben sette etichette aziendali: due di bianco e cinque di rossi.

Controetichette vini Benanti

Controetichette vini Benanti

Contrada Cavaliere Etna Bianco Doc 2022. Soltanto Carricante coltivato a 950 metri di altezza sul versante sud-ovest dell’Etna nel comune di Santa Maria di Licodia su un terreno vulcanico-sabbioso. Vendemmia effettuata a metà ottobre. Maturazione per un anno in acciaio e poi affinamento in vetro per sei mesi. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 50,00 euro.

Nel calice occhieggia un luminoso ed accattivante colore giallo paglierino.
Spettro aromatico costellato da intensi e pluralistici profumi di fichi d’india, clementina, mela golden, susina gialla, pesca bianca, albicocca, melone bianco, pistacchi, mandorla, cappero, zagara, glicine, menta, timo, sambuco, zenzero, anice e cannella, che se la intendono poi con toni sulfurei e parvenze di roccia lavica. In bocca penetra un sorso bello fresco, scorrevole, elegante, arrotondato, arioso, leggiadro, minerale, armonico, e glicerico. Piglio agrumato e salino. Progressione palatale tonica, reattiva, incisiva, voluttuosa, raffinata, incalzante, cenerina e gioiosa. Ottima la struttura portante, che va oltre la specifica tipologia. Serbevolezza a lunga scadenza. Affondo finale appagante e persistente. Da preferire su un risotto ai funghi porcini e frittura di pesce.

Contrada Rinazzo Etna Bianco Superiore Doc 2022. Carricante in purezza allevato ad 800 metri di altezza nel comune di Milo sul versante orientale dell’Etna. Un anno di affinamento in acciaio e poi elevazione in boccia per sei mesi. Tenore alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 55,00 euro.

Contrada Rinazzo Etna Bianco Superiore Doc 2022 Benanti

Contrada Rinazzo Etna Bianco Superiore Doc 2022 Benanti

Alla vista si appalesa uno splendido colore giallo paglierino giovane e vivace. Naso subito rapito da un ricco stuolo di pregevoli aromi di arance siciliane, pesca bianca, mela renetta, pera kaiser, carruba, papaya, banana, ginestra, gelsomino, acacia, caprifoglio, tiglio, anice e salvia, che contribuiscono ad alimentare tutto il registro olfattivo insieme a giocosità speziate ed a sospiri sulfurei. Impatto del sorso sulla lingua bello fresco e morbido, sapido e minerale, elegante ed arioso, affascinante e leggiadro, aggraziato e godibile. Tensione palatale vellutata, rotonda, intrigante, armonica ed ottimamente ritmata. Cristallina purezza di frutto ancora tutto integro di un vino che sicuramente resisterà al tempo ancora per molti anni come certifica il suo enorme potenziale evolutivo. Affondo finale appassionato ed edonistico. Perfetto su un piatto di vermicelli a vongole e frittura di pesce di paranza.

Nerello Cappuccio Terre Siciliane Rosso Igt 2022. Nerello Cappuccio al 100% allevato a 900 metri di altezza sul versante sud-ovest dell’Etna. Uve raccolte ad ottobre. Maturazione in acciaio per un anno e poi affinamento in bottiglia per sei mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 30,00 ero.

Nel calice si scorge un solare colore rosso rubino non molto carico come da prassi ed attraversato da tipiche sfumature violacee. Crogiolo depositario di un ampio pot pourri di fragranze, che vanno subito all’attacco di un naso molto disponibile e collaborativo per essere scansionate. In primis si manifestano ordinari profumi di un’ottima scorta di frutta: marasca, fragola, mandorla, ribes nero e mora. Deliziosi, anche se non molto intensi gli afflati floreali di viola e di petali di rosa, che vanno di pari passo con credenziali vegetali di erbe aromatiche e sfiziosità speziate. Attacco in bocca profondo, teso, rotondo, morbido, carezzevole, elegante, raffinato, equilibrato, sapido e minerale. Trama tannica affusolata e gioiosa. Potenziale di conservazione a lunga gittata. Chiusura su toni espansivi e godibili. Da abbinare ad un piatto di pasta al ragù e formaggi semistagionati.

Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2022. Nerello Mascalese e basta. Viti allevate a 450 metri di altezza su versante sud-est dell’Etna. Vendemmia effettuata tra fine settembre ed inizio di ottobre. Maturazione per un anno in tonneaux di rovere francese e poi passaggio in acciaio. Elevazione in vetro per dieci mesi. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale di 45.00 euro.

Controetichetta Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2022 Benanti

Controetichetta Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2022 Benanti

Contrada Monte Serra Etna Rossoi Doc 2022 Benanti

Contrada Monte Serra Etna Rossoi Doc 2022 Benanti

Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2922 Benanti Colore nel calice

Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2922 Benanti Colore nel calice

Sintomatico il riverbero cromatico rosso rubino scarsamente carico, frutto di una modesta quantità varietale di polifenoli che contraddistingue questo vitigno. Fierezza aromatica giustamente gradevole per merito di oggettivi e delicati profumi di tanta buona roba. In primis dominano solidi effluvi fruttati di ciliegia, susina nera, ribes, mirtilli e fragoline di bosco, seguiti subito dopo da minimali e sospirosi echi floreali di rosso vestiti e/o da proposizioni vegetali di eucalipto e felce, da svolazzi speziati di pepe nero e zenzero e da umori terziari. Approccio palatale tagliente di freschezza, etereo, speziato, rotondo, equilibrato, armonico, balsamico, elegante, accattivante, intrigante, accomodante e goliardico. Tannini morbidi e compiacenti. Longevità a lungo raggio. Scatto finale persistente ed epicureo. Da preferire su un piatto di ravioli al sugo e tagliata di carne arrosto.

Contrada Dafara Galluzzo Etna Rosso Doc 2022. Nerello Mascalese in purezza. Coltivazione a 750 metri di altezza sul versante nord dell’Etna nel comune di Castiglione di Sicilia. Uve raccolte a metà ottobre. Sempre affinamento in tonneaux di rovere francese per un anno e passaggio in acciaio. Elevazione in boccia per dieci mesi. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 45,00 euro.

Canonica la veste cromatica disegnata da uno sfavillante rosso rubino scarico, accompagnato da riflessi violacei.  All’olfatto batte in prima istanza un fruttato che coinvolge fifty-fifty sia le bacche della pianta e sia le piccole drupe del sottobosco, seguito dappresso da minuzie floreali, in quanto il basso livello di terpeni del Nerello fa ritardare questi specifici profumi. In seguito risaltano poi caratteristiche e modulate credenziali vegetali, speziate e terziarie. Palato fine, agile e solidale, che ospita un sorso di grande stoffa, avvolgente, intrigante, seducente, fresco, affascinante, sulfureo, glicerico, elegante e giudizioso. Tensione gustativa virtuosa, arrotondata, plastica e sublime di uno straordinario rosso vulcanico, che di rivela così pungente, roccioso e canforato. Ovviamente anche qui la serbevolezza è tutta da esplorare. Retroaroma impagabile. Da associare ad un piatto di pasta alla Norma e pesce in guazzetto.

Contrada Calderara Sottana Etna Rosso Doc 2022. Ovviamente soltanto Nerello Mascalese, allevato a 685 metri di altezza sul versante nord dell’Etna nel comune di Randazzo. Vendemmia effettuata nella prima metà di ottobre. Maturazione sempre in tonneaux di rovere francese, acciaio e vetro per più di due anni. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 45,00 euro.

Nel calice serpeggia una tonalità di rosso rubineggiante, scalfito da spicchi violacei. Sontuoso e sospiroso il virtuosismo aromatico, di cui il naso diventa privilegiato destinatario di un’infinità di solleciti e poliedrici profumi. Come da prassi l’incipit è appannaggio di aromi fruttati di amarena, prugna, arancia sanguinello, corbezzolo e genuinità del sottobosco. A questi si accodano poi parcelle floreali di violetta e di geranio, umori vegetali di macchia mediterranea, fragranze speziate di noce moscata, chiodi di garofano, pepe nero e cannella ed intrepidi sentori terziari di tabacco, liquirizia, cioccolato fondente, incenso e goudron. In bocca esordisce un sorso fondamentalmente profondo, caldo, voluminoso, teso, pimpante, glicerico, vitale, rotondo, croccante, austero, tonico e strutturato. La trama, tannica si distingue per la sua morbidezza ed una fine eleganza. Palato sapido, fine, agile, armonico e dinamico. Longevità a lunga scadenza. Chiusura molto soddisfacente. Da abbinare ad un capretto al forno con patate e formaggio ragusano.

Contrada Cavaliere Etna Rosso Doc 2022. Solo Nerello Mascalese allevato a 900 metri di altezza sul versante sud-ovest dell’Etna. Uve raccolte a metà ottobre. Un anno di maturazione in tonneaux di rovere francese e poi dieci mesi di affinamento in vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 45,00 euro.

Calice tinto da un coreografico colore rosso rubino non molto carico. Crogiolo depositario di un vasto e pluralistico bouquet di godibili profumi, in cui ci si tuffa un naso particolarmente curioso ed impaziente di decifrare tutto il ventaglio olfattivo. Di primo acchito la palla rimbalza così tra ottime essenze di tanta buona frutta fresca e timide percezioni floreali, accompagnate poi da doviziose nuances di erbe officinali e da elargizioni speziate di pepe nero, chiodi di garofano, noce moscata, cannella, zafferano, cardamomo, coriandolo, ginepro e tamarindo. Sospirose le captazioni terziarie e legittimi i sentori sulfurei e minerali. In bocca si approccia un invitante sorso vibrante di freschezza e di morbidezza, sinuoso, elegante, raffinato, fine, ferroso, balsamico, armonico, rotondo, dinamico ed ottimamente ricamato da aristocratici e superbi tannini. Beva goduriosa, confortante, aggregante, equilibrata e sublime. Ne avrà ancora per molti anni. Fraseggio finale avvolgente e persistente. Per un vino double face come questo l’abbinamento col cibo può spaziare benissimo tra piatti di terra e/o di mare.

Eccellente la performance di questi vini aziendali che ho assaggiato. Contrade che diventano veri crus alla francese di un areale unico nel suo genere e fonte di una dotazione ampelografica seppur minimale ma prettamente territoriale: Carricante, Nerello Mascalese e Cappuccio e poco altro. Per tutto questo va dato merito ovviamente alla storica azienda siciliana di Benanti, che affonda le proprie radici fin dal XIX secolo.

 

Azienda Benanti – Brave Wine Società Agricola s.r.l.

Proprietari: Antonio e Salvino Benanti

Viagrande (Ct) – Contrada Monte Serra – Via Giuseppe Garibaldi, 361

Tel 095 7893399 –  Mobile 345 3055721

[email protected]www.benanti.it

Enologo: Enzo Calì

Ettari vitati: 35 – Bottiglie prodotte: 250.000

Vitigni: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante

 

Scheda del 29 gennaio 2022

Vini Benanti

Vini Benanti

di Enrico Malgi

Parlare dei vini di Benanti è come rievocare tutta la storia della viticoltura etnea iniziata in modo empirico già dalla fine dell’Ottocento.

Dal 2012 i fratelli Antonio e Salvino Benanti sono diventati i proprietari dell’azienda di Viagrande, ma sempre seguiti dall’occhio vigile di papà Giuseppe, che incominciò l’avventura nel 1988 riprendendo una vecchia tradizione di famiglia che risale addirittura al 1890 e producendo costantemente magnifici e pluripremiati vini territoriali.

Come ogni anno, anche stavolta sono stato fortunato nel poter degustare sei etichette aziendali di nuove annate, di cui tre spumanti.

Controetichette vini Benanti

Controetichette vini Benanti

Noblesse Carricante Spumante Bianco Brut Metodo Classico Terre Siciliane Igt 2016. Carricante in purezza allevato tra i 700 e gli 850 metri sui versanti est e sud dell’Etna. Fermentazione in acciaio. Permanenza sui lieviti per 48 mesi prima della sboccatura avvenuta a maggio 2021. Assestamento in bottiglia per tre mesi prima che lo spumante venga messo in commercio. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 30,00 euro.

Alla vista si presenta un brillante colore giallo paglierino. Spuma bella soffice e compatta, che incorona una fitta e coreografica cordata di minuscole, fini e persistenti bolle. Sontuoso e regale il bouquet, che si apre nudo al naso senza pudore per sciorinare i suoi voluttuosi profumi. Plasticità di fragranze fruttate di bergamotto, pesca bianca, mela renetta, mandorla e sottobosco prendono subito il sopravvento. Pregevoli poi i versatili afflati di mughetto, glicine, gelsomino, zagara ed erbe aromatiche. Sentori di pasticceria vanno poi a completare l’ottimo registro olfattivo. Sorso immediatamente fresco, brioso, secco, aromatico, dissetante, affascinante, elegante, morbido e sapido. Palato fine, divertente e giocoso. Allungo finale massimamente godurioso. Da abbinare ad un risotto ai frutti di mare e latticini.

Noblesse Carricante Spumante Bianco Brut Metodo Classico Terre Siciliane Igt 2018. Millesimo più giovane e con 24 mesi di sosta sui lieviti, per il resto tutto uguale allo spumante precedente, compresa la sboccatura a maggio 2021.

Colore giallo paglierino sempre splendente ed attraente. Mousse alta e spessa. Ben cesellato il perlage che disegna un perfetto quadro in movimento di bollicine che si arrampicano lungo la flute così piccole, numerose e durevoli. Registro olfattivo di estremo interesse, laddove si sviluppano elegiache fragranze di frutta fresca nostrana ed esotica sia della pianta e sia del sottobosco. Tocchi floreali, sfumature di macchia mediterranea ed echi di cenere rifiniscono poi tutto lo spettro aromatico. In bocca penetra un sorso petillant, fresco, intrigante, delicato, spigliato, delizioso, caratteristico e glicerico. Soavità, cremosità e raffinatezza rappresentano e concludono compiutamente l’eccellente silhouette. Chiusura edonistica. Da associare a piatti di mare della tipica cucina siciliana.

Lamorèmio Spumante Rosato Brut Metodo Classico Etna Doc 2018. Nerello Mascalese al 100%. Presa di spuma in bottiglia per due anni e poi tre mesi in boccia. Sboccatura a maggio 2021.Tenore alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 25,00 euro.

Tonalità di un rosato ramato languido. La corona di spuma è sinuosa e vaporosa e fa da scudo poi ad un verticale perlage composto di nutrite e danzanti bollicine. Crogiolo olfattivo depositario di un ricamato e variegato corredo di amarena, clementina, pesca gialla, ananas, fragoline di bosco, rabarbaro, sambuco, glicine, lavanda, miele e pane fresco appena sfornato. Sentori cenerini e minerali. Approccio palatale ampio, vivace, secco, suadente, fine, succoso e rotondo. Percezione gustativa deliziosa, leggiadra e voluttuosa. Slancio finale appagante, sgrassante ed epicureo. Da preferire su molluschi, crostacei e pizza margherita.

Pietra Marina Etna Bianco Superiore Doc 2017. Soltanto Carricante allevato a 800 metri di altezza. Raccolta delle uve a metà ottobre. Maturazione per circa due anni sulle fecce nobili. Elevazione un vetro per un anno. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 85,00 euro.

Un vino bianco raro, longevo e sicuramente tra i migliori d’Italia, che dal 1990 è riuscito ad ammaliare chiunque lo assaggi. Nel bicchiere si appalesa un luminoso colore giallo paglierino. Ventaglio olfattivo doviziosamente ricamato da sontuose e complesse nuances di fichi d’india, mela verde, cantalupo, susina gialla, carruba, zagara, ginestra, glicine, anice, cappero, timo e salvia. Sottofondo fumè ed idrocarburico. In bocca esordisce un sorso avvolgente, teso, agrumato, aggraziato, sapido, arioso, fine, elegante, armonico e tonico. Ritmo gustativo incalzante, persistente, fruttato e goliardico. Scatto finale del tutto appagante. Da provare su un piatto di spaghetti a vongole e frittura di pesce, ma va bene anche su qualche pietanza più sostanziosa.

Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc 2019. Nerello Mascalese e basta allevato nel comune di Viagrande a 450 metri di altezza in posizione sud-est dell’Etna. Vendemmia tra fine settembre ed inizio ottobre. Maturazione in tonneaux di rovere francese per un anno e poi il vino transita in contenitori di acciaio prima di essere imbottigliato ed ivi sostare per dieci mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 35,00 euro.

Bicchiere tinto da un colore rosso rubino scarico. Bouquet connotato da un incipit ricco di un’eterea profusione fruttata di ciliegia, prugna, ribes, mirtilli, more e tamarindo. In appresso risaltano anche profumi di ciclamino, violetta, glicine ed erbe aromatiche, insieme a costumanze speziate e terziarie di ottima fattura. In bocca penetra un sorso ampio, voluminoso, profondo, tagliente, rotondo, tonico, armonico, equilibrato e strutturato. Trama tannica bene intessuta. Tensione gustativa elegante, aristocratica, affascinante e dinamica. Vino che durerà certamente integro per almeno altri dieci anni. Retroaroma molto persistente. Da preferire su un piatto di pappardelle al sugo di lepre e formaggi stagionati siciliani.

Contrada Dafara Galluzzo Etna Rosso Doc 2019. Anche qui soltanto Nerello Mascalese coltivato però un po’ più in alto rispetto a quello precedente, cioè a 750 metri sul versante nord dell’Etna nel comune di Castiglione di Sicilia. Uve raccolte a metà ottobre. Maturazione del vino uguale al Contrada Monte Serra e così anche il prezzo. Cambia però il tasso alcolico che si attesta a quattordici gradi.

Dal bicchiere occhieggia un colore rosso rubino sfavillante e compiacente. Sontuoso e sospiroso il virtuosismo aromatico, di cui il naso diventa privilegiato destinatario di un’infinità di solleciti e poliedrici profumi. Sentori fruttati di marasca, arancia sanguinello, sottobosco e corbezzolo fungono da prodromo a godibili essenze floreali vestite di rosso, a credenziali vegetali e/o a umori speziati di noce moscata, chiodi di garofano, pepe nero e zenzero. In seguito emergono afflati terziari di liquirizia, cioccolato fondente, tabacco e goudron. Sulla lingua impatta un sorso fondamentalmente teso, morbido, elegante, accattivante, seducente, balsamico e sulfureo. Tannini impavidi e sotto stretto controllo. Sviluppo palatale tonico, ben modulato, raffinato, plastico e sublime. Longevità a lunga scadenza. Chiusura su toni estremamente gioiosi. Perfetto l’abbinamento su un piatto di pasta alla Norma e pesce in guazzetto.

Come sempre, i vini di Benanti all’assaggio suscitano forti emozioni. Essi sono frutto di un territorio molto vocato ed unico nel suo genere, difficilmente replicabile altrove e possiedono tutti i crismi dell’alta qualità.

 

Sede a Viagrande (Ct) – Contrada Monte Serra – Via Garibaldi, 361

Tel. 096 – Cellulare 392 9834099

[email protected]www.benanti.it

Enologo: Enzo Calì

Ettari vitati di proprietà: 20, più 4 in affitto

Bottiglie prodotte annualmente: 210.000

Vitigni: Nerello Mascalese e Cappuccio e Carricante.

 

2 Commenti

  1. Da vecchio e canuto bianchista ma con materia grigia ancora in forma non posso non ricordare che all’inizio di questa bella avventura nel mondo del vino iniziata,per dirla alla Veronelli ,millant’anni fa la prima verticale a dimostrazione delle possibilità evolutive di vini bianchi grazie alla lungimiranza di Fabio Turchetti mio primo ed indimenticabile maestro degustatore, fu propio il Pietramarina e di converso circa vent’anni fa grazie al loro grandissimo Rovittello comincia a capire che anche al di sotto del Rubicone si potevano fare grandi vini rossi eleganti e non solo vinoni. FRANCESCO

  2. Proprio così caro Francesco. Devo confessare che anch’io mi sento più bianchista che rossista. Probabilmente in questo incide molto la regione in cui sono nato e vivo, dove si producono tra i migliori vini bianchi d’Italia, cioè la Campania. Senza fare torno ovviamente alle grandi potenzialità dei rossi campani ed anche nazionali.

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