Vini Cantina di Venosa

21/3/2021 670
Vini Cantina di Venosa
Vini Cantina di Venosa

di Enrico Malgi

Si sente spesso dire “piccolo è meglio”, ma si può anche dire al contrario “grande è meglio” vi pare? Secondo me tutto è rapportato alla qualità di un prodotto da proporre, che sia piccolo o grande deve essere comunque buono. Se ci riferiamo alla produzione vitivinicola esistono aziende che produconoun numero molto alto di bottiglie ed altre che invece si limitano a confezionare poche etichette a livello artigianale, ma il risultato da raggiungere deve essere sempre uguale per entrambe: bisogna proporre immancabilmente articoli di alta qualità.

Nel caso specifico, la Cantina di Venosa, nata nel 1957, produce mediamente più di un milione e mezzo di bottiglie di vino ogni anno, frutto di una cooperativa che può contare su quattrocento soci conferitori e su ottocento ettari vitati. Qui lo standard qualitativo è costantemente elevato ed i prezzi praticati sono sempre vantaggiosi.

Sono sei le bottiglie aziendali che ho potuto assaggiare in questi giorni.

Controetichette vini Cantina di Venosa
Controetichette vini Cantina di Venosa

Terre di Orazio Dry Muscat Basilicata Igp 2020. Soltanto Moscato lavorato in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale sui 15.00 euro. Vino vincitore a Radici del Sud 2018 col millesimo 2017.

Il Moscato, si sa, è un bianco aromatico che trova la sua giusta collocazione nelle tipologie di vini passiti e spumanti. Invece qui in Basilicata la Cantina di Venosa preferisce optare per una versione ferma e secca, che dà sicuramente ottimi risultati già dal 2003.

Nel bicchiere risalta un colore giallo paglierino carico che vira già verso il dorato, a dispetto della giovane età. Bouquet espansivo, che regala generosi e gradevoli profumi di pesca bianca, pera, clementina, albicocca, litchi, fiori d’arancio, glicine, lavanda, mughetto, timo e muschio. Frammenti speziati. In bocca arriva un sorso dolcemente delicato, aromatico, fresco, morbido, suadente, vellutato, calibrato, elegante e sapido. Sviluppo palatale fine, aggraziato, raffinato, e fruttato. Cotè pulito e gentile. Coreografico il disegno finale, che lascia la bocca del tutto appagata. Da bere giovane su finger food e pesce crudo.

Terre di Orazio Rosé Basilicata Igp 2020. Aglianico in purezza lavorato in acciaio. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale sui 15.00 euro.

Colore rosato cerasuolo brillante. Al naso essenze fruttate di visciola, fragola e lampone, intrecciate a suadenze floreali di petali di rosa e di viola. Umori vegetali di macchia mediterranea. Bocca blandita da un sorso tenero, intrigante, sinuoso, affascinante, scorrevole, succoso e scattante. Spalla dotata di ottima acidità. Appeal stimolante, minerale e balsamico. Spunti morbidi e seducenti. Fraseggio finale godibile. Da preferire su un risotto alla zucca ed un tagliere di salumi.

 

Verbo Aglianico del Vulture Dop 2018. Aglianico al 100%. Maturazione in acciaio ed affinamento in botti per un anno. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di circa 15,00 euro. Vino secondo classificato a Radici del Sud 2018 col millesimo 2015.

Alla vista si presenta un colore rosso rubino scintillante. Impatto olfattivo di ottima presa, laddove emergono preziosi e variegati sussurri fruttati e floreali di eccellente caratura. All’appello non mancano poi oggettive percezioni speziate e terziarie. Sottofondo fumé. In bocca esplode un sorso connotato in primis da grande equilibrio gustativo e che poi esprime freschezza, succosità, fruttuosità, avvolgenza e finezza. Palato asciutto, godurioso, morbido, elegante e sensuale. Trama tannica accomodante. Buona serbevolezza. Allungo finale lungo e persistente. Da provare su un piatto di pasta al sugo e formaggi non troppo stagionati.

Terre di Orazio Aglianico del Vulture Dop 2018. Soltanto Aglianico maturato in acciaio e poi affinato in barriques per complessivi quindici mesi. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale sui 12,00 euro.

Colore rosso rubino lucente, attraversato da lampi purpurei. L’ampio crogiolo elargisce da par suo un caleidoscopio di intensi profumi che stuzzicano le narici. L’incipit è segnato da dolci captazioni di ciliegia, prugna, sottobosco, mallo di noce, aneto, viola, noce moscata e chiodi di garofano. Espressive le sensazioni olfattive di balsamo, cioccolato, tabacco e cuoio. Attacco in bocca permeante, profondo, sontuoso, sensitivo, strutturato, complesso e rotondo. Sapidità e freschezza si alternano fraternamente. Tannini dolci. Longevità tutta da scoprire. Retroaroma edonistico. Su carni alla brace e formaggi semistagionati.

Gesualdo da Venosa Aglianico del Vulture Dop 2017. Aglianico in purezza maturato in barriques. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 18.00 euro.

Bello limpido e rubineggiante il colore. Timbro olfattivo portatore di eterei e versatili profumi, che misurano con giustezza l’ampia gamma aromatica, dove si esaltano calibrate suadenze fruttate, seguite poi da elegiache e voluttuose risonanze empireumatiche, sulfuree, speziate, resinose e catramatose. In bocca penetra un sorso voluminoso, solido, corroborante, raffinato, tagliente e glicerico. Bella morbida e sospirosa la fusione tannica. Legno ben calibrato. Vino complesso, ma anche immediato, approcciabile, fruibile e senza patire alcuna asperità. Un vino che è capace di emozionare davvero per la sua alta aristocrazia e la capacità di trascinante finezza. Da abbinare a piatti saporiti della terragna cucina lucana.

Carato Venusio Aglianico del Vulture Superiore Docg 2013. Aglianico al 100%. Raccolta delle uve leggermente surmature. Maturazione in barriques per due anni e poi elevazione in vetro per un altro anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 25.00 euro. Produzione limitata solo ad annate particolarmente felici.

Effetto cromatico segnato da un colore rosso granato lampeggiante. Naso subito allertato da spunti odorosi di esemplari e gioiosi profumi di visciole, prugna, fichi, mirtilli, ribes, gelso nero, carruba, violetta e rosa appassita. Sentori di frutta secca. Nuances di pepe nero, noce moscata e zenzero. Pulsazioni di incenso, china, balsamo, mentolo, tabacco essiccato, sigaro cubano, liquirizia, cuoio, grafite, resina e caffè tostato. Senza cercare permesso, un sorso caldo, ematico, corposo, austero ed avvolgente penetra di soppiatto nel cavo orale. Tannini imperiali massaggiano le gengive. Il vino viene rinfrescato poi da un’acidità stimolante e pimpante, che così tiene lontano un’eventuale deriva marmellatosa. Legno garbato. Sono passati sette anni e mezzo dalla vendemmia, ma si può vaticinare un eguale periodo prima di raggiungere il diapason, perché il vino non dimostra nessuno accenno di stanchezza. Scatto finale persistentemente lungo. Da abbinare ad un piatto di strozzapreti al ragù ed all’agnello con patate alla lucana.

La produzione vitivinicola della Basilicata è caratterizzata soprattutto dall’impiego dall’autoctono vitigno Aglianico. Questa varietà è ormai diffusa su tutto il territorio dell’Italia meridionale, ma nel Vulture esprime una propria e precisa connotazione e personalità, che la fa preferire perché è meno tannica, meno alcolica, più morbida e più approcciabile. Insomma, si tratta di una lettura ampelografica più essenziale e sicuramente vincente.

Sede a Venosa (Pz) – Via Appia, 86
Tel 0972 36702 – Fax 0972 35891
[email protected]www.cantinadivenosa.it
Enologo: Donato Gentile
Ettari vitati: 800 – Bottiglie prodotte: 1.500.000
Vitigni: Aglianico, Merlot, Malvasia e Moscato.

2 commenti

    Denny

    Sempre precise ed esaustive le sue schede di degustazione.
    Confermo ottimi vini dall’ottimo rapporto qualita’/prezzo.
    Carpe Diem

    21 marzo 2021 - 06:31

    Enrico Malgi

    Grazie tante signor Denny. È sempre um grande piacere assaggiare i meravigliosi vini del Vulture.

    21 marzo 2021 - 14:56

I commenti sono chiusi.