Vini della Cantina di Ruvo di Puglia, vincitori a Radici del Sud 2017

29/12/2017 1.2 MILA
Vini di Terre del Grifo
Vini di Terre del Grifo

di Enrico Malgi

Si dice che piccolo è bello, ma non è sempre così perché a volte è più bello essere grandi. Prendiamo il caso della Cantina di Ruvo di Puglia, che va anche sotto il marchio di Terre del Grifo, che dal 1960 opera in provincia di Bari. Con 600 soci, più di 1.000 ettari vitati e la produzione di circa 1,4 milioni di bottiglie l’anno la Cantina di Ruvo rappresenta una grande realtà nel panorama vitivinicolo non solo territoriale. D’altronde è proprio la Puglia la regione  in cui le Cantine Sociali  nel rapporto qualità-prezzo sono da considerarsi molto competitive sul mercato sia interno e sia straniero.

Controetichette vini di Terre del Grifo
Controetichette vini di Terre del Grifo

In più bisogna menzionare i  premi conquistati da questa azienda nel corso degli anni, come recentemente è capitato all’edizione 2017 di Radici del Sud, dove la Cantina di Ruvo di Puglia ha ricevuto due eccellenti riconoscimenti per i suoi vini: il secondo posto con il Terre del Grifo Castel del Monte Rosato Dop 2016 così come si è espressa la giuria dei Wine Writers, miglior rosato del Sud in finale e la prima piazza con l’Augustale Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg 2012, sancita dalla giuria dei Wine Buyers.

Il rosato è stato confezionato soltanto con la tipica varietà locale del bombino nero, particolarmente vocato alla produzione di vini rosé. Acciaio e vetro per la maturazione. Gradazione alcolica di soli undici e mezzo. Prezzo finale della bottiglia di appena 5,00 euro, come volevasi dimostrare.

Colore rosa cerasuolo. Eccellente il profilo aromatico, che mette in mostra profumi di fragoline di bosco, di ciliegia, di melagrana, di tamarindo, di chinotto, di mirto e di rosa canina. Venature sapide e minerali. In bocca entra un sorso leggero, soave, elegante, suadente, cristallino, succoso e morbido. Esplosione di freschezza al palato.  Finale appagante e rinfrescante. Da associare a piatti leggeri, come minestre, verdure, carni bianche e latticini.

L’Augustale è frutto della vinificazione del nero di troia in purezza. Maturazione in acciaio, legno e boccia. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 9,00 euro.

Colore rubino. Bouquet ampio ed articolato, in cui convergono intensi profumi fruttati di sottobosco, di marasca e di prugna. Non mancano note di viola mammola e di spezie orientali, in particolare la noce moscata ed i chiodi di garofano. Ancora sentori di tabacco, di resina e di erbe balsamiche. L’impatto del sorso sulla lingua dona subito una pertinenza leggermente calda, ma allo stesso tempo anche fresca. Ficcanti e masticabili i tannini. Timbro palatale sapido, polposo, equilibrato e rotondo. Fraseggio gustativo rifinito su rimandi pepati e vanigliati. Slancio finale persistente e leggermente amaricante. Serbevolezza ancora tutta da scoprire. Da preferire su piatti di pasta, spiedini di agnello e formaggi stagionati.

 

Sede a Ruvo di Puglia (Ba) – Via Madonna delle Grazie, 4
Tel. 080 3601611 – Fax 080 3614281
[email protected]www.cantinadiruvodipuglia.it
Enologo: Massimo Tripaldi
Ettari vitati: 1.000 – Bottiglie prodotte: 21.300.000
Vitigni: nero di troia, bombino nero e bianco, moscatello e pampanuto

3 commenti

    Mondelli Francesco

    (29 dicembre 2017 - 13:07)

    Non ho molta esperienza di rosati a base bombino.Che tu sappia viene anche usato nella spumantistica rosata regionale?Sempre grazie per le novità:sei o non sei il nostro inviato speciale in Apulia?Buon anno e…..sempre in forma tacco alto a scorrazzare per lande e Cantine anche nel 18.FM.

    Enrico Malgi

    (29 dicembre 2017 - 16:12)

    Ciao Francesco. Rispondo subito alla tua domanda. Il bombino rosso viene spesso spumantizzato in rosato, perché possiede una bella spalla acida. Per tua informazione mi vengono in mente alcune performance: il Gryfus Easy della stessa Cantina di Ruvo, il Contessa Emanuela di Conti Zecca, lo spumante rosato di Menhir e quello forse più famoso il Pungirosa di Rivera. IL metodo usato normalmente è quello Charmat-Martinotti, per dare così allo spumante più immediatezza e bevibilità. Spero di aver soddisfatto la tua giusta richiesta.

    Enrico Malgi

    (29 dicembre 2017 - 16:24)

    Caro Francesco ti chiedo scusa, ma per rispondere frettolosamente ho commesso due errori pacchiani: Il Contessa Emanuela è dell’azienda Conti Spagnoletti Zeuli e non dei Conti Zecca ed il Pungirosa è un ottimo rosato fermo, di cui varie volte ho avuto occasione di recensirlo. Chiedo venia ai gentili lettori.

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