Dormire in Irpinia: Borgo San Gregorio, l’ospitalità secondo Feudi di San Gregorio


Feudi di San Gregorio

di Ornella Buzzone

Dormire in Irpinia non è una semplice esperienza turistica. È un atto consapevole, quasi intimo. Significa scegliere il silenzio delle colline, la lentezza dei gesti autentici, il profumo della terra che cambia con le stagioni. Ed è proprio da questa visione profonda che nasce Borgo San Gregorio, il progetto di ospitalità firmato Feudi di San Gregorio, nel cuore di Sorbo Serpico, anima verde dell’Irpinia. Qui l’ospitalità non è un servizio accessorio, ma una naturale estensione del vino, della cultura e della visione che da quasi quarant’anni rendono Feudi di San Gregorio una delle realtà vitivinicole più importanti del Sud Italia.

L’idea di accoglienza è sempre stata parte integrante dell’identità di Feudi. Cantina aperta, luogo di incontro, di racconto e di condivisione, Feudi ha costruito nel tempo un rapporto diretto con i suoi ospiti attraverso le wine experience e la ristorazione. Ma mancava qualcosa: la possibilità di restare, di fermarsi, di vivere l’Irpinia senza compromessi. Nel 2015 prende forma il primo nucleo dell’ospitalità con la ristrutturazione di due dimore rurali e la creazione di cinque camere, inizialmente pensate per ospiti interni – giornalisti, importatori, ristoratori – per farli entrare davvero nell’universo Feudi.

Feudi di San Gregorio, la cantina e sala degustazione

Il progetto si completa nel 2023 con la nascita ufficiale di Borgo San Gregorio, grazie alla trasformazione della Dimora Botanica, ex uffici aziendali oggi riconvertiti in cinque nuove camere e una sala meeting da 70 posti. Oggi il Borgo è un piccolo villaggio diffuso tra vigne e architetture perfettamente integrate nel paesaggio, con 12 camere complessive divise tra Dimora Naturalia e Dimora Botanica. Dimora Botanica: offre la possibilità di dormire in un’opera d’arte visionaria e multicolore, creata dal duo californiano Fallen Fruit. La Dimora Naturalia è una villetta di fine Ottocento immersa nel verde e nel silenzio, con una vista spettacolare sulle vigne di Fiano.

Infine la Winemaker Suite, la suite presidenziale nella struttura principale, arricchita da una wine library e da elementi di design iconici, spesso riservata agli sposi durante i matrimoni in cantina.

Feudi di San Gregorio, ambienti

E il futuro guarda ancora più lontano: nuove camere, una possibile spa, sempre con vista vigna, per arrivare a un’ospitalità sempre più completa e immersiva.

Soggiornare a Borgo San Gregorio significa accedere a un mondo di esperienze costruite su misura. Tutto parte dal vino, ma si apre a un racconto più ampio fatto di natura, benessere e scoperta. Le wine experience includono visite guidate in cantina, degustazioni tematiche con abbinamenti di prodotti del territorio, passeggiate tra i vigneti, trekking con partenza diretta dal borgo.

Feudi di San Gregorio, Ornella e la colazione

Borgo San Gregorio, la camera

A queste si affiancano cooking class gourmet guidate dallo chef, vere lezioni di alta cucina sui piatti presenti in menu, e attività dedicate al benessere come yoga, silent yoga e sound bath immersi nella natura. Per chi ama esplorare: e-bike, percorsi a cavallo tra le vigne, visite ad altre cantine dell’Irpinia, gite in barca privata da Salerno o Castellammare. E per chi desidera un ingresso memorabile, anche la possibilità di arrivare in elicottero, atterrando direttamente sul piazzale di vendemmia, accolti da un calice di vino e da una vista mozzafiato sul territorio.

Feudi di San Gregorio, lo chef Antonio Minichiello

Fondata nel 1986 e completamente ristrutturata nel 2004, la cantina di Feudi di San Gregorio è un capolavoro di integrazione architettonica, progettata dall’architetta giapponese Hikaru Mori. L’edificio si sviluppa interamente sotto terra ed è ricoperto da un giardino zen dal carattere mediterraneo, ricco di erbe aromatiche utilizzate dal ristorante. Oltre al valore estetico, il giardino ha una funzione fondamentale di sostenibilità: grazie all’infiltrazione dell’acqua mantiene temperature e umidità costanti tutto l’anno, riducendo l’uso di climatizzazione artificiale. Sotto il suolo convivono fermentazione, bottaia e imbottigliamento; sopra, il ristorante, il roseto e l’orto che domina la collina di fronte.

Il ristorante San Gregorio parla di Irpinia ancora prima che il cibo arrivi in tavola. Lo fa in silenzio, attraverso le forme, i materiali, la luce. Ogni scelta architettonica sembra nascere da un ascolto profondo del territorio, come se la sala fosse stata modellata direttamente dalla terra che la circonda. I tavoli, disegnati su misura, convivono con lunghi tavoli sociali ricavati da antichi banchi da lavoro per la ceramica: superfici segnate dal tempo, che oggi tornano a vivere come luoghi di condivisione e incontro. E poi c’è il Nido, cuore pulsante dello spazio. Una struttura sorprendente e quasi primordiale, alta quattro metri e avvolgente come un abbraccio, costruita con rami di castagno provenienti dai boschi irpini. Al suo interno prende vita la sommelier’s table, un luogo intimo e privilegiato dove il vino diventa racconto, dialogo, esperienza. È un gesto architettonico potente, che richiama la foresta, annulla i confini tra dentro e fuori e restituisce agli ospiti una sensazione rara: quella di sentirsi parte della natura, non semplici spettatori, ma ospiti consapevoli di una terra viva, generosa, autentica.

La cucina è affidata allo Chef Antonio Minichiello, irpino di origine e rientrato in Italia dopo importanti esperienze internazionali. La sua è una cucina che unisce tecnica, memoria e territorio, con uno sguardo contemporaneo ma profondamente radicato nella materia prima locale. Il ristorante si articola in due concept: Bistrot, più informale e rilassato, ideale per pranzi e cene leggere, e il Ristorante Gourmet, con quattro menu degustazione tra cui uno interamente vegetale e percorsi di abbinamento studiati dal sommelier.

Feudi di San Gregorio, i piatti

Il bistrot di San Gregorio racconta il territorio con una naturalezza disarmante, attraverso piatti che sanno di casa, memoria e precisione. L’uovo di montagna arriva avvolto dalla cremosità del provolone del Monaco e dalla sapidità elegante del guanciale di Pelatella, un equilibrio che scalda e conforta. I fusilli avellinesi, ruvidi e generosi, accolgono un ragù di salsiccia intenso, completato dalla profondità aromatica del pecorino Carmasciano, in un dialogo schietto con l’Irpinia più autentica. Il baccalà alla Perticaregna è un piatto di misura e rispetto, fedele alla tradizione ma alleggerito nel gesto, mentre il finale è un ritorno affettuoso alle origini dello chef: un tiramisù alle nocciole, omaggio alla Toscana, preparato con cantucci e nocciole avellinesi, dove memoria e territorio si intrecciano in un dolce che chiude il percorso con grazia e sentimento.

Il vino resta sempre il centro del racconto, mentre la cucina valorizza l’orto aziendale, le produzioni locali e una visione etica e sostenibile della gastronomia.

Feudi di San Gregorio, i vini

Feudi di San Gregorio produce oggi circa 3,5 milioni di bottiglie all’anno, coltivando circa 300 ettari di vigneti distribuiti in oltre 800 particelle, tra Sorbo Serpico, Lapio e Summonte. Un mosaico di microterroir che restituisce vini di grande complessità e identità. Il cuore della produzione è rappresentato dai vitigni autoctoni dell’Irpinia: Aglianico, protagonista assoluto del Taurasi e del Serpico, il Fiano di Avellino e Greco di Tufo, bianchi di struttura, mineralità ed eleganza, Falanghina, fresca e versatile. I vigneti si estendono tra i 350 e i 700 metri di altitudine, su suoli vulcanici e calcareo-argillosi, con forti escursioni termiche che favoriscono finezza aromatica e longevità. Le degustazioni si svolgono nell’Aula, uno spazio che ricorda un auditorium contemporaneo, ideale anche per meeting e incontri aziendali, dove i vini vengono accompagnati da prodotti simbolo del territorio come il pecorino bagnolese.

Il 2026 segna un traguardo importante: 40 anni di Feudi di San Gregorio. Un anniversario che sarà celebrato con eventi, allestimenti speciali, un nuovo colore simbolico aziendale, e un calendario di appuntamenti che trasformeranno il Borgo in un vero hub di cultura, arte, vino e convivialità, aperto tanto agli ospiti quanto al territorio. Perché Borgo San Gregorio non si racconta: si vive.

Borgo San Gregorio non è solo un luogo dove dormire. È un invito a rallentare, ad ascoltare il respiro della terra, a riscoprire il valore del tempo e del silenzio. È la dimostrazione concreta che l’Irpinia non è una meta di passaggio, ma una destinazione dell’anima. E una volta arrivati qui, tra vigne, vino e bellezza, l’unico vero rischio è uno solo: non voler più andare via.

Prezzi medi a Notte: 248.00 € – 578.00 €

Borgo San Gregorio – Località Cerza Grossa 83050

Sorbo Serpico (AV)

[email protected]

+39 0825 986611

 

Scheda del 24 settembre 2023

Carlo, Sabino e Giorgio

Carlo, Sabino e Giorgio

di Enrico Malgi

Devo candidamente, ed anche piacevolmente dopotutto, confessare che ci voleva la calata di due amici lombardi in Campania per avere l’occasione di visitare finalmente l’azienda irpina Feudi di San Gregorio fondata nel 1986 e di cui colpevolmente ero stato assente fino adesso.

All’entrata ci accoglie gentilmente il giovane e molto preparato Sabino Garone per farci prima ispezionare l’azienda e poi ci ha scortati presso l’ampia ed attrezzata sala di degustazione, per farci assaggiare sette ottime bottiglie.

Feudi di San Gregorio Bottiglie di vini degustati

Feudi di San Gregorio Bottiglie di vini degustati

Si incomincia con lo Spumante Bianco Dubl Esse 2012 Metodo Classico Dosaggio Zero. Soltanto Greco coltivato nel vocato areale di Tufo e vendemmiato ad inizio di ottobre. Affinamento sui lieviti per quattro anni e senza aggiunta di liqueur d’expedition dopo la sboccatura. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 33,00 euro.

Alla vista si presenta un brillante colore giallo oro che lustra gli occhi. Una vaporosa e compatta corona di spuma sovrasta una goliardica catena di ascensionali, minuscole e durature bollicine. Bouquet affastellato da una ricchezza di eteree, invitanti e composite fragranze di agrumi, pesca bianca, pera, albicocca, mela golden, melone bianco, mandorla tostata, avocado, mango, zagara, glicine, erbe aromatiche, effusioni speziate e sospiri di pan briosche. In bocca penetra un sorso molto secco, tagliente, rinfrescante, brioso, morbido, sinuoso, flessuoso, divertente, rotondo, sapido, minerale, elegante, affusolato e cremoso. Contatto palatale voluttuoso, stuzzicante, armonico, delizioso, intrigante e soave. Fraseggio finale appagante. Da consumare su un risotto ai frutti di mare e mozzarella.

Feudi di San Gregorio Percorso erbe aromatiche aziendali

Feudi di San Gregorio Percorso erbe aromatiche aziendali

Campanaro Fiano di Avellino Riserva Docg 2021. Fiano maturato per dodici mesi in acciaio e poi affinato in tonneau e barriques per dieci mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 23,00 euro.

Nel calice serpeggia un luminoso ed intenso colore giallo paglierino. Estasiante il crogiolo, portatore di ampi e promiscui profumi che rimembrano l’immancabile nocciola, il cedro, la pera spadona, la pesca bianca, la mela annurca, il biancospino, la ginestra, le delicate erbe aromatiche, le parvenze speziate e reminiscenze mielose. Pregevoli le connotazioni fumé e sulfuree. In bocca esordisce un sorso che affonda subito l’attacco con una sciabolata di freschezza, per poi diventare scorrevole, avvolgente, rotondo, fruttato, glicerico, sapido, succoso, solido, scattante ed arioso. Contatto tattile elegante, sfaccettato, espansivo, raffinato, seducente, soave, leggiadro e pervaso di un ottimo corpo. Serbevolezza a lunga scadenza. Finale edonistico. Perfetto l’abbinamento con un piatto di spaghetti a vongole e carne bianca.

Fiano di Avellino Docg Feudi Studi Arianiello Docg 2019. Fiano affinato in acciaio. Elevazione in boccia per più di un anno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 26,00 euro.

Vino dalla tiratura limitata e selezionata quella dei Feudi Studi.

Fremente di gioia il radioso e carico colore giallo paglierino che si muove felice nel calice. La screziata timbrica aromatica è decisamente espressiva e bene articolata e che si approccia al naso donando intense, variegate e golose credenziali di pera williams, mela golden, pesca, nocciola, melone bianco, clementina, ananas, gelsomino, tiglio, camomilla, menta, eucalipto, zafferano e zenzero, unitamente ad una mineralità permeante. Sorso penetrante, esplosivo, scorrevole, secco, irresistibile, arioso, accomodante, pervasivo, elegante, seducente e dinamico. Gusto decisamente fresco ed invitante, raffinato e sfaccettato, morbido e sontuoso, godurioso e sensuale. Polpa setosa. Slancio ritmico. Longevità a lunghissima scadenza. Chiusura   solida e persistente. Da preferire su in risotto ai funghi porcini e frittura di pesce di paranza.

Cutizzi Greco di Tufo Docg 2021. Greco maturato per cinque mesi in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 14,00 euro.

Tipico il colore giallo paglierino carico e lucente che si intravede nel calice. Piglio olfattivo apportatore in primis di una scorta di tanta buona frutta, come la pesca, la pera, la mela, la mandorla, il pompelmo e la papaya, a cui seguono umori floreali e vegetali di mimosa, magnolia, caprifoglio e salvia, agganciate poi a costumanze speziate di zenzero e di chiodi di garofano. In sottofondo immancabili le percezioni sulfuree e minerali. In bocca entra un sorso che fa dell’acidità il suo cavallo di battaglia, in modo tale da sviluppare una fresca e godibile beva. Tensione palatale morbida, sapida, armonica, pulita, affascinante, stimolante, agrumata, strutturata, grassa, dinamica e perfettamente equilibrata. Evoluzione temporale a lunga gittata. Chiosa finale totalmente appagante. Da provare su una catalana di crostacei e formaggi freschi.

Feudi di San Gregorio Barricaia

Feudi di San Gregorio Barricaia

Serpico Aglianico Irpinia Doc 2015. Aglianico in purezza maturato per un anno e mezzo in barriques di rovere francese e botti da 50 ettolitri. Affinamento in bottiglia per un anno. Tenore alcolico di quattordici gradi Prezzo finale di 40,00 euro.

Calice tinto da un luminoso colore rosso rubino, che vira verso una connotazione cromatica più scura. Timbro aromatico depositario di un’infinità di variegati profumi, in cui l’incipit spicca per gioiosi riverberi fruttati di drupe rosse della pianta e del sottobosco. In seconda istanza risaltano oggettive credenziali floreali e vegetali di ottimo livello e subito dopo ecco apparire sulla scena ghiotte percezioni olfattive di noce moscata, chiodi di garofano, zenzero, liquirizia, tabacco, china, cioccolato fondente e catrame, insieme a vibrazioni fumé ed empireumatiche. Approccio palatale decisamente performante, responsabilmente complesso, strutturato e potente. Ma nelle pieghe il vino si concede in modo voluttuoso e godibile attraverso percezioni tattili balsamiche, rotonde, taglienti, sapide, minerali, morbide, armoniche e anche con un aplomb elegante, raffinato e permissivo. La conferma arriva poi da una trama tannica sapientemente affusolata. Longevità tutta da scoprire. Retroaroma epicureo. Grande vino davvero da associare ai piatti della terragna cucina irpina e sarà sicuramente un successo!

Taurasi Docg 2018. Aglianico maturato per un anno e mezzo in barriques di rovere francese. Affinamento in boccia per nove mesi. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale di 20,00 euro.

Un classico Taurasi, che esprime tutta la bontà di un territorio unico e privilegiato come quello irpino.

Nel calice occhieggia uno scintillante colore rosso rubino giovane. Al naso si propone un bouquet ampio e complesso, che subito regala le sue ricche essenze fruttate di amarena, prugna, ribes, mirtilli, more e carrube. Golosa la florealità vestita di rosso e gradevole il piglio vegetale. Raffinata poi la componente speziata, che si estrinseca in echi di vaniglia, cannella, chiodi di garofano, pepe nero e zenzero. Pregevoli anche i sentori terziari di caffè, cacao, mandorla tostata, ginepro, grafite, goudron e cuoio. Bocca ospitale e propositiva, che accoglie un sorso avvolgente, voluminoso, centrato, infiltrante, sostanzioso, imponente, vibrante, materico, balsamico e generoso. Timbro terroso, che si mescola ad un rovere quasi piccante e non invasivo. Portamento austero. Ottima la spalla acida che alita infinita freschezza per tutto il cavo orale. Tannini ammansiti. Preziosa l’espansione palatale, che tasta un grip intenso, emozionante, intrigante e scattante. Resisterà al tempo che avanza almeno per altri dieci anni. Scatto finale persistentemente godibile. Perfetto su piatti di cacciagione e formaggi stagionati.

Feudi di San Gregorio Vetrina di vini in esposizione

Feudi di San Gregorio Vetrina di vini in esposizione

Taurasi dei Feudi di San Gregorio Docg 2005. Maturazione ed affinamento uguale al Taurasi precedente. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 44,00 euro.

Veste cromatica segnata da un colore rosso fuoco, ma ancora vivace ed imperturbabile. Bouquet costellato da una miriade di gradevoli profumi che vanno alla carica di un naso molto disponibile. La parte iniziale è ovviamente appannaggio di una matrice fruttata di ciliegia, prugna, ribes, mirtilli, more, noce, scorza di arancia, carruba ed uva passa. Il corredo aromatico ha in serbo poi altre e complementari fragranze, che si materializzano sotto forma di violetta, rosa, macchia mediterranea, funghi, canfora, pietra focaia, pepe nero, chiodi di garofano, incenso e grafite. In bocca entra un sorso etereo, carnoso, strutturato, esuberante, poderoso, grintoso, affascinante, espansivo, caratteriale, fresco, sapido, minerale e fine. Legno ottimamente integrato. Progressione palatale trascinante, doviziosamente articolata e ricamata da tannini talentuosi e di notevole finezza. Avere 18 anni sul groppone e non sentirli affatto, tanto è vero che lo zenit sembra ancora molto lontano. Affondo finale persistente ed appagante. Da consumare su una grigliata di carne e caprino laticauda.

Logo Feudi di San Gregorio

Logo Feudi di San Gregorio

Si è trattato di una batteria di vini incommensurabili quelli di Feudi San Gregorio, una grossa e consolidata realtà a livello regionale ma dal respiro nazionale ed internazionale, tanto da infilarsi come anello pregiato di una catena produttiva di alto livello. Corre l’obbligo di ringraziare nell’occasione l’ottimo referente aziendale Sabino Garone, un giovane davvero in gamba che ha scelto personalmente i vini da assaggiare e che ha condotto la masterclass in modo perfetto. Un ringraziamento va anche ai due amici lombardi che mi hanno seguito in questo meraviglioso seppur minimale percorso degustativo campano durato una settimana intera, rimanendone, a detta loro, del tutto soddisfatti ed affascinati.

 

Feudi di San Gregorio

Sorbo Serpico (Av) – Località Cerza Grossa

[email protected]www.feudi.it – Tel. 0825 986683

Presidente: Antonio Capaldo

Direttore della produzione, agronomo ed enologo: Pierpaolo Sirch

Ettari vitati: 300 – Bottiglie prodotte: 4.000.000

Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Merlot, Fiano, Greco e Falanghina.

 

5 Commenti

  1. Condivido le tue conclusioni finali Enrico , proprio qui ho trovato una Campania dal respiro internazionale , un approccio imprenditoriale in larga scala con una visione del futuro maggiore rispetto alle altre notevoli aziende visitate .

    Prosit!
    Carlo

  2. Eh si caro Carlo, Feudi di San Gregorio è un delle poche aziende campane che ha pensato bene di uscire fuori dai limiti territoriali e nazionali. Basti pensare che negli anni hanno collaborato con questa prestigiosa azienda campana personaggi importanti della viticoltura francese come il compianto professore ed enologo Denis Dubourdieu ed Anselme Selosse ed è tutto dire.

  3. Sempre nel cuore tant’è che appena sette anni dopo la fondazione dell’azienda ma già in grande spolvero a livello internazionale furono i vini che scelsi per il mio primo ed unico matrimonio.@ Spumante Bianco Dubl Esse 2012 Metodo Classico Dosaggio Zero.L’emozione può giocare a volte qualche scherzo.Questo grandissimo prodotto presentato in anteprima all’ultimo Vinitaly sosta non 4 ma ben 10 anni sui lieviti.PS La spumantizzazione del Greco di Tufo, vitigno tra i più difficili da trattare anche da fermo, nasce da un’associazione a “delinquere”tra il numero uno degli enologi Riccardo Cotarella e l’indiscusso genio dello Champagne che risponde al nome di Anselme Selosse.Inoltre da quest’anno Dubl diventa marchio a se stante e si stacca dalla casa madre.Sarò di parte ma questa è la Campania che ci piace FRANCESCO

  4. Grazie caro Francesco per il tuo sempre utile intervento e per le opportune precisazioni. I miei amici lombardi sono andati via con un’altra idea in testa di quello che rappresenta attualmente la viticoltura in Campania, spesso sottovalutata. Tengo a precisare comunque che ci sarà un altro servizio da pubblicare prossimamente sulle visite effettuate in Irpinia.

  5. […] Preparare il risotto zafferano & funghi porcini è un’esperienza culinaria che mi riporta alle radici della mia cucina italiana. Amo utilizzare ingredienti di alta qualità, come il riso Carnaroli, i funghi porcini freschi e lo zafferano di alta qualità. Inoltre, per esaltare il sapore del risotto, aggiungo un pizzico di burro e parmigiano grattugiato. Durante la preparazione, mi piace sorseggiare un bicchiere di vino italiano per accompagnare il processo creativo. La scelta del vino è fondamentale per completare l’esperienza culinaria, e personalmente preferisco utilizzare un vino di una nota marca italiana. […]

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