Vini Leone De Castris – Nuove annate

11/9/2020 565
Vini Leone De Castris
Vini Leone De Castris

di Enrico Malgi

I numeri parlano chiaro e non mentiscono mai. L’azienda pugliese Leone De Castris Viticoltori dal 1665 è sicuramente tra le più antiche e storiche d’Italia. E poi, a parte il precedente esperimento del senatore Pompeo Gherardo Molmenti sul lago di Garda, è quella che ha inventato per prima il rosato in Italia nel 1943 in piena occupazione americana durante l’ultima guerra. Inoltre Leone De Castris produce una vasta gamma di vini importanti e superpremiati da tutte le guide specializzate in Italia ed all’estero.

E, quindi, è con grande gioia che ho potuto assaggiare anche quest’anno sette etichette aziendali di nuove annate.

Controetichette vini Leone De Castris
Controetichette vini Leone De Castris

Donna Lisa Malvasia Bianca Salento Igt 2017. Soltanto Malvasia. Affinamento al 70% in acciaio ed il restante 30% in barriques per complessivi dodici mesi. Elevazione in vetro per altri sei mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 15,50 euro.

Giallo dorato. Bouquet connotato subito da intensi profumi di frutta fresca: mela, pera, pesca, papaya, banana e litchi. Rimandi floreali di zagara, glicine e lavanda. Sottofondo speziato e note  di miele e di vaniglia. Sorso ampio, aromatico e coinvolgente. Percezioni palatali sapide. disegno finale appagante. Da consumare su un risotto ai frutti di mare.

Messapia Verdeca Salento Igt 2019. Verdeca in purezza lavorata per tre mesi in acciaio e per un mese in bottiglia. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 9,00 euro.

Colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Quello che colpisce il naso è il  bergamotto, seguito poi da nespola, pera, ananas, fiori bianchi, rosmarino e salvia. Sorso delicato, sottile, gentile, affusolato, agrumato, fresco e morbido. Sviluppo palatale fruttato, sapido e sospiroso. Allungo finale garbato, piacevole e gaudente. Da abbinare a carne bianca e latticini.

Five Roses Rosato 76° Anniversario Salento Igt 2019. Blend di Negroamaro all’80% e saldo di Malvasia di Lecce. Macerazione pellicolare per poche ore, tanto quanto basta per estrarre un colore non troppo carico. Affinamento per due mesi in acciaio ed un mese in vetro. Tenore alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 13,00 euro.

Che cosa possiamo aggiungere ancora parlando di questo rosato, emblema italiano, diventato ormai un must inconfondibile? Intanto diciamo che il titolo di 76° Anniversario vuole ricordare gli anni trascorsi dal 1943 al 2019.

Colore rosato limpido e languido. Profilo aromatico ben delineato su essenze di ciliegia, fragoline di bosco, ribes, mirtilli, melagrana, chinotto, geranio e rosa. In bocca bene strutturato, teso, sensuale e vellutato. Profondità gustativa godibile, morbida, armonica, dinamica ed elegante.  Insomma un rosato che ti piglia e ti affascina col suo inconfondibile aplomb. Retroaroma arioso e persistente. Da consumare su una  zuppa di pesce alla gallipolina e tagliere di salumi.

Five Roses Brut Rosè Negroamaro Metodo Classico Salice Salentino Doc 2020. Negroamaro al 100%. Vendemmia del 2017. Affinamento in bottiglia dopo la sboccatura per trenta mesi sui lieviti. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 18,00 euro.

Molto attraente il brillante colore rosa tenue. Spuma alta e compatta. Perlage affastellato da grana fine e persistente e segnato da bollicine piccole ed intriganti che volteggiano libere nel bicchiere. Intensi, gradevoli, deliziosi e delicati i profumi di petali di rosa, frutta del sottobosco, agrumi, frutta esotica, glicine, lillà e violetta. Sentori di macchia mediterranea. Suadenze di pasticceria e di crosta di pane fresco. Parvenza fumé. Sorso secco, brioso, massimamente fresco, elegante, raffinato e succoso. Cotè morbido, cremoso, sapido e fine. Prezioso e persistente l’ottimo finale, che regala momenti di pura goduria. Su molluschi, crostacei e mozzarella.

Il Lemos Susumaniello Salento Igt 2018. Susumaniello al 100% lavorato per due mesi in acciaio e poi affinato in boccia per altri due mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 10,00 euro.

Il Susumaniello è un vino in costante e continua ascesa e questa etichetta ne rappresenta il paradigma.

Il colore è caratterizzato da un rosso rubino luminoso. Naso corroborato da deliziosi profumi di drupe rosse piccole e medie, intrecciati a frammenti odorosi di reminiscenze floreali e vegetali. Briciole speziate in sottofondo. Bocca seducente che accoglie un sorso ampio, morbido, secco, equilibrato e tagliente. Tannini caratteristici ma non invadenti. Frutto croccante e saporito. Palato morbido, aggraziato e sostanzioso. La chiusura è perfettamente in linea. Su carni bianche e rosse e formaggi semistagionati.

Elo Veni Negroamaro Salento Igt 2019. Soltanto Negroamaro, maturato per due mesi in acciaio e poi elevato in boccia per lo stesso periodo. Tenore alcolico si tredici gradi. Prezzo finale di 10,00 euro.

Giovane ma interessante il cromatismo rosso rubino-purpureo che si esalta nel bicchiere. Giocosità olfattiva fatta oggetto di percezioni fruttate di ciliegia ferrovia, prugna, mirtilli, ribes e mora. Svolazzi di fiori rossi. Cadenze di erbe officinali. Sulla lingua plana un sorso bello fresco e polposo, solido e terroso, profondo e godibile. Tannini morbidi e sinceri. Tattilità sapida, elegante, tonica, rotonda e dinamica, che sfocia poi in un finale calibrato, ben modulato e persistente. Da provare su un piatto di vermicelli al pomodoro e tagliere di formaggi non troppo stagionati.

Donna Lisa Salice Salentino Riserva Doc 2016. Blend di Negroamaro al 90% e saldo di Malvasia Nera di Lecce. Il vino ha sostato per un anno e mezzo in barriques di rovere francese e poi è stato affinato in vetro per sei mesi. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di circa 30,00 euro. Millesimo vincitore di Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2020.

Alla vista si presenta un bel colore rosso rubino scintillate, che vira verso il granato. Al naso si sprigionano eterei profumi di variegate sostanze, che hanno nella frutta fresca e polposa il loro caposaldo. Ecco allora squilli odorosi di amarena, prugna e di tutto il sottobosco. Deliziose e fitte le folate speziate di noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero. Percezioni terziarie di ginepro, carruba, grafite, china, balsamo, caffè torrefatto e goudron. L’impatto del sorso sulla lingua è caldo, affilato, sapido, pieno, vellutato, avvolgente, complesso, strutturato e bello tonico. Tannini imperiali. Tensione gustativa austera, irradiante, affascinante e vibrante. Il finale soddisfa al massimo la trachea. Un grande vino davvero, degno rappresentante della viticoltura pugliese. Ha ancora un grande futuro davanti a sé. Da abbinare ai sostanziosi piatti della tipica cucina terragna locale.

In definitiva anche stavolta ho degustato una batteria di ottimi vini, venduti poi ad un prezzo davvero conveniente. L’azienda di Piernicola Leone De Castris non delude mai.

Sede a Salice Salentino (Le) – Via Senatore De Castris, 26
Tel. 0882 731112 – Fax 0882 731114
[email protected]www.leonedecastris.com
Enologo: Matteo Esposito – Consulente esterno: Riccardo Cotarella
Ettari vitati di proprietà: 300 – Bottiglie prodotte: 2.500.000
Vitigni: Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera e Bianca, Susumaniello, Fiano, Verdeca, Chardonnay e Sauvignon Blanc.

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Five Roses rimane nel bene e nel male un riferimento per tutto il Salento:scagli il primo tappo chi non l’ha mai assaggiato! Con Donna Lisa invece entriamo nel mondo delle emozioni non solo perché il Negramaro è per me il vitigno di elezione di questa regione ma per l’indubbia qualità di una bottiglia che una volta stappata solo il vetro rimane a fine serata FM

    11 settembre 2020 - 06:00Rispondi

    Enrico Malgi

    Hai ragione caro Francesco, De Castris produce davvero vini eccellenti, con alcune chicche strepitose come appunto il Five Roses, lo spumante ed il Donna Lisa Salice Salentino, una delle migliori espressioni di Negroamaro di tutta la Puglia. Intriganti anche gli altri vini assaggiati, con una nota di merito per il Susumaniello che ormai è diventato un vino di elite. E poi, parimenti al negroamaro, si coltiva soltanto nel Salento più nel Brindisino per l’esattezza.

    11 settembre 2020 - 10:07Rispondi

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