Vini Lunarossa – Nuove annate

16/2/2020 801
Vini Lunarossa Nuove annate
Vini Lunarossa Nuove annate

di Enrico Malgi

Mario Mazzitelli, patròn dell’azienda vinicola salernitana Lunarossa, non sta mai fermo e non si culla sugli allori di una produzione di per sé già molto ampia ed eccellente e sempre attenta a ridurre l’impatto ambientale attraverso una sana politica di tutela e gestione sostenibile del territorio picentino. E così, con l’aiuto dell’enologo  Fortunato Sebastiano, sforna di  volta in volta inedite novità come ho potuto costatare durante la mia ultima degustazione dei vini aziendali di nuove annate. Un’ottima batteria di vini davvero, per i quali vengono utilizzati per la lavorazione oltre l’acciaio, la barrique ed il vetro, anche altri contenitori come l’anfora ed il cemento.

Controetichette vini Lunarossa Nuove annate
Controetichette vini Lunarossa Nuove annate

E cominciamo proprio con quest’ultima novità, cioè l’etichetta Fuorilinea Vino Bianco prodotta in appena mille bottiglie e che fa parte del progetto sociale di Lunarossavini, che si prefigge il lodevole obiettivo di sostenere un percorso partecipativo e responsabile, perché parte del ricavato delle vendite viene devoluto per migliorare la qualità di vita di bambini bisognosi.

Blend paritario di Fiano e Moscato. Fermentazione a macerazione in anfora. Affinamento per due anni: 50% in barriques, 25% in cemento e 25% in acciaio. Vino non filtrato e non stabilizzato. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 25,00 euro.

In effetti si tratta di un orange wine, o skin contact, di antica tradizione caucasica, segnato da una lunga macerazione sulle bucce come fosse un vino rosso. Il colore è naturalmente giallo-aranciato carico e leggermente offuscato. Bouquet espansivo che dona al naso variegati ed eterogenei profumi di pesca, albicocca essiccata, fico secco, litchi, sambuco, gelsomino, acacia, muschio e salvia. Regolari ma piacevoli le note ossidate. Genuini i risvolti speziati ed idrocarburici. In bocca arriva un sorso vibratamente acido, elegante, strutturato e complesso come un rosso di vaglia. Palato denso, compatto e perfino tannico. Classico il finale citrino. Da servire a temperatura non troppo fredda su pesce arrosto, carni bianche e/o agnello. Insomma, si tratta di un vino da interpretare che può piacere o non piacere, dipende dal proprio gusto personale.

Costacielo Bianco Fiano Colli di Salerno Igt 2018. Fiano in purezza lavorato ed affinato in anfora al 50%, barriques al 25% ed un altro 25% in acciaio. Non viene filtrato e né stabilizzato. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo in enoteca di 16,00 euro.

Colore giallo paglierino lucente. Gioiosi i sentori fruttati di mandarino, pesca, mela, nocciola, albicocca, ananas e banana, che si intrecciano poi a voluttuose essenze floreali e vegetali di ottima fattura. Sulla lingua plana un sorso molto fresco, arioso, sapido ed aggraziato. Il palato testa in primis una trama densa e fibrosa ed è fatto segno poi ad uno sviluppo succoso, armonico e reattivo. Coté teso, agrumato, scattante e cristallino. Fraseggio finale rinfrescante e persistente. Su una bella mozzarella di bufala.

Costacielo Rosato Campania Igt 2018. Aglianico al 100%. Fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Affinamento per sei mesi in anfora e poi elevazione in vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 16,00 euro.

Colore rosato cerasuolo brillante. Percezione olfattiva affastellata da umori di frutti rossi maturi. Calibrate le vibrazioni odorose di rosa canina, lavanda, ed erbe aromatiche, a cui danno manforte vezzi ricamati di terriccio e di mineralità. Sorso sorprendentemente fresco e gentile, pieno e sapido. Composita l’evoluzione palatale che sfocia in una tattilità rotonda, suadente, morbida, gradevole, intrigante, scorrevole e slanciata. Retroaroma fine e prolungato. Su piatti di minestra, risotto allo zafferano ed affettati vari.

Quartara Fiano Colli di Salerno Igt 2016. Soltanto Fiano. Fermentazione e macerazione in anfora. Affinamento per un anno in botti di rovere. Vino non filtrato e non stabilizzato. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo in enoteca di 30,00 euro.

Tipico il colore giallo dorato sfavillante. Il profilo aromatico è ricco di raffinati e variegati profumi di mela annurca, bergamotto, pompelmo, miele, ginestra, biancospino e fiori di camomilla. Cadenze idrocarburiche. Naso ricco anche di ottime spezie orientali: pepe bianco, curry, zenzero e vaniglia. L’approccio del sorso sulla lingua è avvolgente, elegante, grasso, esuberante e bene strutturato, ma anche ottimamente custodito da una spalla acida che fa salivare tutto il cavo orale. Polpa setosa, morbida, balsamica e minerale. Chiusura appagante e persistente. Vino che sfida il tempo. Da preferire su piatti di mare, ma va bene anche su preparazioni di terra.

Costacielo Rosso Aglianico Colli di Salerno Igt 2018. Aglianico all’85% e saldo di Piedirosso. Fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Affinamento per sei mesi in anfora al 50% e l’altro 50% in barriques e acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 16,00 euro.

Bicchiere tinto da un bel colore rosso rubino-purpureo. Il ventaglio olfattivo esplora un pot pourri di frutti rossi del sottobosco e della pianta. Pregnanti i respiri speziati di noce moscata, chiodi di garofano e di pepe nero. Intrecci terziari di carruba, incenso, china, tabacco e liquirizia. Sorso fresco, profondo, armonico ed elegante, per un palato sontuoso, materico e terroso. Tannini calibrati. Pregnanza gustativa rotonda e bene articolata. Finale godibile e pervicace. Su carni grigliate, salumi e formaggi semistagionati.

Borgomastro Aglianico Colli di Salerno Igt 2015. Aglianico in purezza. Fermentazione e macerazione in legno. Affinamento a lunga gittata sempre in rovere. Vino non filtrato e neanche stabilizzato. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo in enoteca di 35,00 euro.

Si tratta del must aziendale, capace di vincere per due volte a Radici del Sud. Nel bicchiere scruto un colore rosso rubino luminoso, che vira verso il granato. L’impatto olfattivo esprime un tripudio di eterei profumi mediterranei, che si materializzano subito con generose folate di ottima frutta come l’amarena, la susina, il ribes e la mora. Di seguito ecco approcciarsi al naso svolazzi di fiori rossi, insieme con respiri terziari di ginepro, grafite, balsamo, cioccolato fondente e spezie orientali. Timbrica terrosa. Sentore empireumatico. Bocca ampia e voluminosa, che accoglie un sorso carnoso, sensuale, imponente, maestoso, corposo ed avvolgente. Palato finemente ricamato da una trama tannica superlativa. Freschezza a go-go. Gusto pieno, appagante, sontuoso, croccante e pervasivo. Finale lungo e saporito. Da aspettare ancora per molto tempo. Su un cosciotto di agnello e formaggi stagionati.

Sede a Giffoni Valle Piana (Sa) – Via V. Fortunato
Tel e fax. 089 8021016
Enologo: Mario Mazzitelli con i consigli di Fortunato Sebastiano
Ettari vitati: 5 in gestione – Bottiglie prodotte: 50.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Cabernet Sauvignon, Merlot, Fiano, Falanghina e Moscato.   

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