Vini Masseria Cardillo nel Materano

29/3/2018 754
Vini Masseria Cardillo
Vini Masseria Cardillo

di Enrico Malgi

Proseguendo nella mia esplorazione delle aziende vitivinicole del territorio materano mi sto accorgendo sempre di più che si tratta di un comprensorio trascurato, emarginato e sottostimato per lungo tempo, ma che invece possiede enormi potenzialità di crescita e che ha soltanto bisogno di essere scoperto e rilanciato.

E proprio nel comprensorio metapontino, di antica tradizione ellenica, ha sede ed opera la Masseria Cardillo di proprietà della famiglia Graziadei fin dal XVII secolo. La struttura geologica del terreno di tipo calcareo con ricca presenza di ciottoli e di ghiaia, il clima particolarmente temperato per la vicinanza del mare ed il susseguirsi di fertili vallate e dolci colline rendono questa zona molto adatta alla coltura delle vite, seguendo i dettami di un’agricoltura ecocompatibile. L’azienda possiede circa trecento ettari, di cui venti adibiti a viticoltura e da cui si ricavano annualmente ottantamila bottiglie, sotto la direzione dell’enologo Oronzo Alò. Eterogenei i vitigni coltivati: primitivo, aglianico, merlot, cabernet sauvignon, fiano e moscato. Sei le etichette che ho preso in esame.

Controetichette Vini Masseria Cardillo
Controetichette Vini Masseria Cardillo

Burla Basilicata Moscato Igt 2017. Maturazione in acciaio e vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo in enoteca sotto i 10,00 euro.

Il moscato secco prende sempre più piede, perché si dimostra un vino eccellente, aromatico, poliedrico e di facile beva. Senza scomodare i famosi moscati Petits Grains ed Ottonel alsaziani, anche in Italia si confezionano ottimi vini da nord a sud, proprio come questo.

Colore giallo paglierino e cristallino. Naso sollecitato da profumi fragranti e voluttuosi, che si manifestano con rigurgiti puri, integri, fini, fruttati, floreali e tipicamente mediterranei. Identità odorose di pesca bianca, albicocca, fichi, mandorla fresca, agrumi, fiori bianchi come il biancospino, muschio e salvia. Palato ospitale, evoluto, teso, compatto, seducente, vellutato e morbido, che sfocia poi in un sorso aromatico, asciutto, fresco ed avvolgente. Nel finale prende il sopravvento un frutto sapido, minerale e secco. Abbinamento con piatti leggeri a base di pesce e di formaggi freschi.

Bacche Rosa Basilicata Igt 2017. Rosato confezionato con primitivo al 100%. Acciaio e vetro. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale sempre sotto i 10,00 euro.

Cromatismo rosa cerasuolo brillante. Profilo olfattivo ben delineato e che mette in mostra nuances di terriccio, di radici, di mirto, di fragole, di ciliegie, di mirtilli, di more e di zenzero. Sulla lingua atterra un sorso bello fresco e morbido, suadente, affusolato, gradevole e riccamente ricamato. Ottima fragranza di frutto. Guizzo elegante, succoso, polposo e rotondo. Chiusura soddisfacente. Da preferire su carni bianche, salumi, e zuppa di pesce.

Tittà Basilicata Igt 2015. Blend di aglianico e di primitivo. Maturazione in acciaio e poi in barriques di rovere francese per sei mesi. Affinamento in bottiglia per altri quattro mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo in enoteca di 12,00 euro.

Colore rosso rubino luccicante. Piacevoli le aspirazioni nasali fruttate di drupe rosse sia del sottobosco e sia di alberi, che si legano indissolubilmente a percezioni odorose floreali e vegetali di ottima stoffa. Pregevoli anche le nuances speziate di chiodi di garofano e di noce moscata. Approccio in bocca di un sorso permeato da un rigore aristocratico, da ottima finezza e da una trascinante succosità. Incisiva e seducente la spinta acida, che irrora freschezza a tutto il cavo orale. Tannini ruggenti, ma masticabili. Allungo finale delizioso e lungo. Da provare su carni arrosto e formaggi stagionati.

Malandrina Matera Moro Doc 2014. Mix di primitivo, cabernet sauvignon e merlot. Un anno in legno piccolo e quattro mesi di elevazione in boccia. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo in enoteca di 19,00 euro.

Rosso scuro. Reminiscenze olfattive di apprezzabile intensità, che si propongono al naso con fiuti di piccoli frutti del sottobosco, aliti di violetta e di rosa e poi anche con pulsazioni di mentolo, di caffè, di pepe verde, di menta e di tabacco. Attacco in bocca caldo, corposo, austero e pieno. Ma il vino è anche morbido, elegante, fine, equilibrato ed abbastanza fresco. Tannini suadenti e levigati che accarezzano le gengive. Palpiti sapidi e seducenti. Retroaroma calibrato ed appagante. Da abbinare a piatti sostanziosi della terragna cucina lucana ma, poiché il vino è ancora giovane, va bene anche su una zuppa di pesce alla gallipolina.

Rubra Aglianico del Vulture Doc 2013. Fermentazione alcolica e malolattica in serbatoi di acciaio. Maturazione in barriques per un anno ed elevazione in vetro per altri quattro mesi. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 22,00 euro.

Rubino luminoso. Canonico l’input olfattivo varietale, che regala in primis decisi profumi di ciliegia, di prugna, di mirtilli, di ribes, di mora, di pepe, di noce moscata e di zenzero. Più sfumati gli odori di incenso, di tabacco, di caffè e di eucalipto. Leggera affumicatura in sottofondo. In bocca fa il suo ingresso un sorso ficcante e saporito, caldo e materico, strutturato e voluminoso. Palato austero, avvolgente, armonico e caratteriale. Nobili i tannini, ancora ruggenti. Retroaroma persistente. Compagno ideale di un bel cosciotto di agnello arrosto e di formaggi stagionati come il Canestrato di Moliterno da latte ovicaprino.

Baruch Primitivo Matera Doc 2014. Primitivo tipicamente materano, anche se risente della vicinanza del territorio pugliese delle Murge Baresi, ove si alleva il Primitivo nel comprensorio di Gioia del Colle. Dodici mesi in barriques e quattro mesi in bottiglia. Alcolicità di quindici gradi. Prezzo finale di 22,00 euro.

Il colore vira verso un rosso rubino carico. Ammalianti i recettori di uva passa, confettura di mirtilli, di ribes nero e di fragoline di bosco.  In un secondo momento si aspirano anche profumi di pepe nero, di cannella, di funghi e di liquirizia. Sulla lingua atterra un sorso pieno di calore, che viene comunque contrastato da un’ottima spalla acida. Gusto morbido e rotondo, frutto di un’assenza allappante com’è caratteristica del primitivo. Palato sensuale, seducente, complesso, potente, pimpante ed avvolgente. Chiusura da incorniciare. Piatti strutturati a base di carne arrosto e poi formaggi stagionati.

Dopo questa degustazione non posso fare altro che confermare le mie prime e positive impressioni su questi ottimi vini.

Sede a Bernalda (Mt) – Strada Basentana Km 97,5
Tel 0835 748992 – Fax 0835 748994
[email protected]www.masseriacardillo.it
Enologo: Oronzo Alò
Ettari di proprietà: 300, di cui 20 vitati – Bottiglie prodotte: 80.000
Vitigni: primitivo, aglianico, merlot, cabernet sauvignon, fiano e moscato.