Vini Paternoster – Tommasi

26/12/2021 622
Vini Paternoster Tommasi
Vini Paternoster Tommasi

di Enrico Malgi

L’areale del Vulture in Basilicata sforna sempre vini eccellenti, utilizzando quasi esclusivamente un clone particolare di Aglianico. In questo territorio sono presenti storiche aziende che sono sulla breccia da molti anni ed hanno così indirizzato tutta la produzione vitivinicola locale. Una di queste è quella di Paternoster di Barile, che quest’anno ha raggiunto la novantaseiesima vendemmia. Dal 2016 il marchio aziendale è stato acquisito dall’azienda veronese Tommasi, ma Vito Paternoster, ultimo erede di questa illustre famiglia, è sempre attivo ed è spalleggiato dal nipote Fabio Mecca, insignito del titolo di migliore enologo italiano del 2021 da parte di Food and Travel Italia.

In questi giorni ho assaggiato due famose etichette di nuove annate.

Controetichette vini Paternoster Tommasi
Controetichette vini Paternoster Tommasi

Synthesi Aglianico del Vulture Doc 2017. Aglianico in purezza maturato per un anno in botti grandi all’80% ed il restante in barriques. Affinamento in vetro per otto mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.

Alla vista si appalesa un irradiante colore rosso rubino giovane. Il naso si tuffa precipitosamente nel bicchiere per annusare i molteplici profumi che si espandono da un coreografico e sensitivo bouquet. L’incipit è costellato da nuances fruttate di rosso vestite e da percezioni floreali di viola e di garofano. In appresso risaltano poi tocchi speziati e captazioni terziarie di ottimo calibro. Sottofondo speziato e fumé. In bocca entra un sorso esemplare per rotondità gustativa e godurioso per finezza, freschezza, asciuttezza, armonia, equilibrio e dinamicità. Trama tannica bene evoluta e gentile. Legno ottimamente dosato. Ne avrà ancora per molti anni. Allungo finale dotato di imperiosa persistenza e di sontuosa scorrevolezza. Da preferire su un piatto di carne al sugo e  canestrato di Moliterno.

Don Anselmo Aglianico del Vulture Superiore Docg 2016. Soltanto Aglianico lungamente maturato per metà in botti grandi e metà in quelle piccole. Elevazione in boccia per un anno. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 35,00 euro. Vino dedicato al fondatore e più volte premiato dal Gambero Rosso con i Tre Bicchieri.

Un vino al top che già dal bicchiere occhieggia una tonalità di rosso cupo, che rapisce letteralmente la vista. Un vasto pot pourri di avvolgenti credenziali si approccia sfrontatamente al naso per essere scansionato. Il timbro olfattivo rileva subito cadenze di ciliegia, prugna, sottobosco e macchia mediterranea. Sospirosi gli umori floreali, accompagnati da gentilizie speziate di noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero. Sorso voluminoso, opulento, elegiaco, materico, strutturato e complesso. Ma per contraltare il vino ostenta anche rimarchevoli toni freschi, morbidi, eleganti, accomodanti e sospirosi. Tannini affusolati e masticabili. Nessuna prevaricazione o deriva vanigliata da parte del legno. Frutto integro e goloso. Appeal fine e gentile. Longevità a lunga scadenza. Da associare ad un bello agnello alla brace e formaggi stagionati.

 

Sede a Barile (Pz) – Contrada Valle del Titolo

Tel. 0972 770224 – Fax 0972 770658

[email protected]www.paternosterwine.it

Enologo: Fabio Mecca

Ettari vitati di proprietà: 10, più altri 10 in affitto

Bottiglie prodotte: 150.000

Vitigni: Aglianico, Falanghina, Fiano e Moscato.

 

7 commenti

    Francesco Mondelli

    Non bisogna mica aspettare Pasqua, visto che siamo appena a Natale, per stapparlo sull’agnello.Personalmente su un grande pecorino Lucano ,terra di transumanza ,un Paternoster(sono un cattolico tradizionalista ),in latino lo reciterei volentieri a futura memoria di Don Anselmo.FM

    26 Dicembre 2021 - 10:06Rispondi

    Enrico Malgi

    Si va bene anche un canestrato di Moliterno in accompagnamento, prodotto con latte di pecora e di capra. In ogni caso si tratta sempre di ottimi vini.

    26 Dicembre 2021 - 15:54Rispondi

    Denny

    Sempre ottimi e affidabili i vini di Paternoster, che il gruppo Tommasi sta valorizzando e spero valorizzerà e farà conoscere sempre di più.
    Carpe Diem

    30 Dicembre 2021 - 14:09Rispondi

    Enrico Malgi

    Certo Vito Paternoster, con la benedizione dell’azienda veronese Tommasi, sforna vini eccellenti, che ben rappresentano tutto l’areale del Vulture.

    31 Dicembre 2021 - 17:17Rispondi

    Denny

    Egregio Dott. Malgi proprio oggi ho iniziato l’anno trovando in un ipermercato Synthesi.
    Erano un paio d’anni che non lo bevevo quindi ne ho fatto incetta.
    L’ho abbinato ad un piatto di strascinati al ragu e cardoncelli ed ho ritrovato tutto cio’ che lei ha magistralmente descritto.
    All’apertura mi sono pero’ ritrovato un tappo in silicone della marca secondo me migliore, pero’ una domanda vorrei porgliela:
    anche con questa tipologia di tappo e’ garantita la tenuta negli anni e l’evoluzione che puo’ garantire un ottimo tappo in sughero?
    Grazie per la risposta che vorra’ darmi.

    2 Gennaio 2022 - 12:54Rispondi

    Enrico Malgi

    Egregio sig. Denny, scusi il ritardo con cui rispondo in modo generale alla sua domanda. Diciamo che l’uso del tappo di silicone su alcune bottiglie di vino è storia recente e che da subito ha diviso le opinioni dei consumatori e degli esperti. I pro riguardano soprattutto tre temi: l’assenza dello spiacevole odore di tappo che a volte, come sappiamo, può colpire quelli confezionati con sughero; il minor costo della materia prima; e poi la crisi dei sughericoltori che con l’incremento della produzione delle bottiglie non riescono a fronteggiare le molteplici richieste. Di contro, però, i tappi sintetici offrono minore traspirazione in quanto viene a mancare il contatto esterno con l’ossigeno, indispensabile soprattutto per i vini rossi strutturati e da invecchiamento. In conclusione, quindi, ben vengano i tappi di silicone per quei vini bianchi e rossi giovani lavorati soltanto in acciaio, mentre per gli altri è bene usare sempre i tappi di sughero. Poi ognuno si adegua come meglio. crede.

    3 Gennaio 2022 - 10:27Rispondi

    friariello

    Nei supermercati il famoso canestrato di Moliterno,viene però prodotto i,,,,,,Sardegna!

    3 Gennaio 2022 - 14:36Rispondi

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