Vini Quarta Generazione


Vini Quarta Generazione Giovanna Paternoster

Vini Quarta Generazione Giovanna Paternoster

di Enrico Malgi

Giovanna Paternoster è una giovane donna lucana intraprendente e piena di risorse. Da papà Sergio e nonno Giuseppe ha ereditato la passione per la viticoltura, praticata in un contesto territoriale tra i più vocati e tradizionali di tutto il Meridione, quello del Vulture. La sua azienda si chiama Quarta Generazione, proprio perché vuole ribadire questa continuità familiare, che mantiene legati come un cordone ombelicale tutti i componenti del passato e del presente, in attesa poi di quelli di un futuro prossimo.

Quattro le etichette prodotte, che in questi giorni ho assaggiato: un bianco, uno spumante e due rossi.

Controetichette vini Quarta Generazione Giovanna Paternoster

Controetichette vini Quarta Generazione Giovanna Paternoster

Il Bianco Vino Bianco d’Italia. Soltanto Fiano lavorato per tre mesi in vasche di acciaio. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 23,00 euro. Bottiglie prodotte numero 2.000.

Vino insolito, che alla vista espone un colore giallo paglierino screziato di riflessi verdolini. Piglio olfattivo di notevole impatto, che stuzzica il naso con complessi profumi di mela golden, clementina, pesca gialla, kiwi, nocciola biancospino, tè verde e menta. In bocca esordisce un sorso fresco, suadente, morbido, felpato, accattivante, delicato e sapido. Gusto ben delineato, pulito, cristallino, vellutato e fruttato. Fraseggio finale infiltrante, succoso e seducente. Da provare su un risotto ai frutti di mare e carne bianca.

+uno Spumante Bianco di Qualità Brut Metodo Martinotti. Aglianico in purezza vinificato in bianco, che ha trascorso sei mesi sui lieviti in autoclave. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro. Soltanto 500 bottiglie.

Colore giallo paglierino brillante. Sotto il cappello di schiuma vibrano piccole e birichine bolle. Al naso salgono stuzzicanti fragranze di mela verde, pesca bianca, susina gialla, albicocca, scorza di agrumi, zagara, glicine ed erbe aromatiche di buona costumanza. Sorso brioso, fresco, secco, sapido, setoso, aggraziato, delicato e fruttato. Silhouette agile, slanciata, elegante, calibrata, sospirosa, lineare e seducente. Chiusura gioiosa. Da abbinare a finger food e latticini.

Cera a Sole Aglianico del Vuture Dop 2019. Aglianico al 100% lavorato in acciaio. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 11,50 euro.

Nel bicchiere si staglia un colore rosso rubino giovane. Un bouquet ricco di sfumature si approccia al naso per esplicitare variopinti profumi di amarena, prugna, sottobosco e fiori rossi, insieme a briciole speziate e pulsazioni sulfuree. In bocca fa il suo ingresso un sorso scorrevole, asciutto, morbido, mansueto e sapido. Tannini levigati. Palato in perfetto equilibrio e sostenuto poi da un’ottima spalla acida. Cotè dinamico ed in piena fase evolutiva. Retroaroma godibile. Da associare ad un piatto di pasta al sugo e tagliere di salumi.

Aglianico del Vulture Dop 2017. Aglianico e basta vendemmiato ad inizio di novembre. Affinamento in legno per un anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 27,00 euro. Bottiglie prodotte numero 20.000.

Bicchiere tinto da un colore rosso rubino cupo. Dall’ampio crogiolo emerge dapprima uno spavaldo e copioso ventaglio profumato di ciliegia, prugna, ribes, more, mirtilli, viola e geranio. In seguito, poi, si rifinisce e si completa tutto il corredo aromatico con afflati speziati e costumanze terziarie. La ricettiva bocca accoglie un sorso caldo, avvolgente, minerale, carnoso, strutturato, potente, tagliente e sontuoso. Leggiadra e fine la maglia tannica che accarezza le gengive. Sviluppo palatale balsamico, armonico, rotondo, glicerico, rigoroso e dinamico. Ottima l’intesa tra legno e frutto. Pregevole ed a lunga scadenza la serbevolezza. Il disegno gustativo partorisce un finale nitidamente persistente ed appagante. Da preferire su carni arrosto e formaggi stagionati.

Sede a Barile (Pz) – Contrada Macarico
Cell. 334 2039805
[email protected]www.quartagenerazione.com
Enologo: Sergio Paternoster
Ettari vitati: 3 – Bottiglie prodotte: intorno alle 25.000 unità
Vitigni: Aglianico e Fiano.

3 Commenti

  1. Una bella serata milanese, le vie del quadrilatero, un hotel di lusso, calici che vanno e vengono senza soluzione di continuità, vini ed imprenditori lucani, i piatti di Vito Mollica… grazie all’invito di Matteo Scibilia mi presento e dopo l’aperitivo in piedi proseguo la serata allo stesso tavolo di Giovanna, piacevole conversatrice e grande imprenditrice.

    Naturalmente assaggiai il suo Aglianico di punta affinato in legno che lasciò il segno… sbarbato e “dresscodato” per le grandi occasioni non feci altrettanto, il baffo del Cilento abbandonato temporaneamente il microfono si prese la scena e l’attenzione di Giovanna.
    Quando da piccolo mi chiedevano cosa volessi fare da grande non sono mai stato abbastanza furbo da rispondere: la vecchia volpe…

  2. Caro Marco mi fa piacere che ricordi quella bella serata passata insieme al Four Seasons di Milano con tanti ospiti della Basilicata. Ti dirò, sono stato molto contento della sorpresa che mi facesti. La postilla finale del tuo intervento è molto intrigante certamente. Se vuoi qualche volta che stiamo insieme possiamo benissimo scambiarci i ruoli, perché anche a me piacerebbe ogni tanto vestire i panni di un milanese-brianzolo-toscano connotato di una simpatia unica, nonché grande conoscitore di vino e di cibo quale sei.

  3. @Galetti Buon per lei che con Giovanna è partito in “quarta “mentre io resto al palo ad immaginarmi un Fiano Lucano che non ho mai avuto a portata di mano.PS La volpe vecchia(il nostro preferisce diversamente giovane) ha sempre buon vino:bisogna solo marcarlo un po’ più da vicino FM

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