Vini Rossi Azienda Agricola San Salvatore 1988 – Nuove annate

22/7/2020 517
Batteria vini di San Salvatore 1988
Batteria vini di San Salvatore 1988

di Enrico Malgi

Peppino Pagano, titolare dell’azienda agricola cilentana San Salvatore 1988, possiede carisma, competenza, generosità e disponibilità. E poi ha il grande merito di produrre un’ampia ed eccellente batteria di ben quattordici vini aziendali che in poco tempo sono diventati in assoluto un sicuro punto di riferimento per tanti consumatori appassionati.

E così nel corso degli anni si è consolidato il nostro rapporto di amicizia, tanto che è diventato irrinunciabile il periodico appuntamento per poter assaggiare insieme i vini delle nuove annate, com’è puntualmente successo anche recentemente. L’incontro è avvenuto come di consueto al Beach 93 di Paestum in compagnia del giovane enologo francese Charly Annes, fidato ed affidabile collaboratore di Riccardo Cotarella, e di pochi intimi, dove i molteplici vini hanno accompagnato un delizioso pranzo.

Visto il copioso numero di bottiglie, cominciano prima con la descrizione organolettica dei vini rossi.

Ceraso Aglianico Campania Igp 2019. Soltanto Aglianico maturato in acciaio per otto mesi. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale della bottiglia intorno ai 15,00 euro.

Rosso rubino appena scalfito da giovani lampi purpurei. Comunicativo di ottime percezioni olfattive il caratteristico bouquet, di buona frutta piccola e media, insieme a fiori. Ben calibrate, ma risicate le note speziate. Sorso ben disponibile e collaborativoIntanto rilascia giocose vibrazioni sapide, tese e fruttate, che allietano così tutto il cavo orale. Piccante, ma non troppo l’imberbe trama tannica. Chiusura ottimamente registrata su uno spartito di alto gradimento. Carne, carne ed ancora carne.

Corleto Aglianico Paestum Igp 2018. Aglianico in purezza che fa legno per un anno. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo in enoteca di 18,00 euro.

Vino certamente più strutturato rispetto a quello precedente, che già dal rubino abbastanza carico si dimostra più maturo e complesso. Timbro olfattivo portatore di essenze fruttate e floreali di ottima caratura. In bocca entra un sorso estrattivo, poderoso, terroso, scorrevole, scalpitante e genuinamente speziato, ma che si dimostra anche morbido e gentile. Tannini ancora da rimodellare. Buona la spalla acida. Sviluppo palatale fresco, solido, accattivante e corposo. Tattilità piena,che prelude ad un finale lungamente persistente. Ne avrà ancora per molti anni. Da preferire sui piatti della classica cucina di terra cilentana.

Jungano Aglianico Paestum Igp 2018. Sempre e soltanto Aglianico. Maturazione in acciaio, affinamento per un anno al 40% in barriques di rovere francese di secondo passaggio, al 40% in botti grandi e al 20% in acciaio. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 15,00 euro.

Nel bicchiere traspare uno scintillante colore rosso rubino. Spettro olfattivo di ottima caratura, fruttati sia della pianta e sia del sottobosco,  floreali di violetta e di spezie a go go. Evoluta e ben registrata la carica terziaria. Sorso materico, energico, esuberante, intrigante, croccante, fondente, fine, elegante e/o morbido. Perfetta la fusione tra il dosato legno, la plastica tannicità e l’ottima freschezza. Intensità gustativa di grande rilievo, che appaga totalmente le papille. Longevità a lunga scadenza. Incedere finale ben sostenuto da una beva godibilissima e pervicace. Carne e formaggi.

Gillo Dorfles Aglianico Paestum Igp 2016. Aglianico al 100% lavorato prima in acciaio ed affinato poi in barriques nuove di rovere francese per due anni. Elevazione in vetro. Gradazione alcolica di quattordici gradi. Prezzo in enoteca intorno ai 40,00 euro.

Si tratta della quarta etichetta aziendale di solo Aglianico, una rarità per tutto il territorio cilentano, sicuramente la più prestigiosa e che a livello regionale non teme rivali.

Rosso rubino scuro e luminoso. Ampio ed affascinante il ventaglio aromatico, interessato da un pot pourri di intensi profumi fruttati di ciliegia, prugna, mirtilli, ribes e mora. Spunti floreali di violetta e di garofano. Speziati di noce moscata, chiodi di garofano, pepe nero e di goudron, cardamomo, ginepro, liquirizia, resina, tabacco, caffè e mentolo. Sorso caldo ma bene equilibrato in tutte le sue componenti tattili, a cominciare da sensazioni acide, strutturate, armoniche, corroboranti, austere e temperamentali. Aristocratica finezza tannica. Palato fatto segno a sensazioni nitide, vibranti, sapide, reattive, raffinate, infiltranti e sontuose. Vino dinamico ed in piena fase evolutiva, detentore di un potenziale d’invecchiamento senza tempo. Impressionante l’accelerazione finale. Da spendere su un cosciotto di agnello al forno e formaggi stagionati.

Pino di Stio Rosso Paestum Igt 2016. Soltanto Pinot Nero, una rarità per il Cilento e per tutta la Campania, prodotto in poche migliaia di pezzi. Viti allevate a 550 metri di altezza nel comune di Stio. Maturazione ed affinamento in barriques di secondo e terzo passaggio e boccia per complessivi due anni e mezzo. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di oltre 50,00 euro.

Tipico il colore rosso rubino chiaro. Bouquet estremamente interessante e dal cui crogiolo si possono aspirare eterei profumi di piccoli frutti rossi, tra cui primeggia quello varietale di ribes, agganciato poi ad ulteriori credenziali fruttate di ciliegia, fragole, lamponi, more e mirtilli. Aromi questi che insistono in modo indelebile sino alla fine della degustazione per via retronasale. Afflati di violetta, menta, foglia di pomodoro, vaniglia e cannella. Sorso subito fresco, avvolgente, elegante, affascinante, armonico, rotondo e raffinato e che mantiene inalterata la sua nobile allure. Palato carezzato da morbidi tannini. Godibile, epicureo e persistente il finale, che corona così una beva di notevole spessore. Vino che darà il meglio di sé tra qualche anno. Abbinamento su piatti strutturati, ma senza disdegnare una parmigiana di melanzane ed una ricca zuppa di pesce. Alé!

Per l’ennesima volta i vini di San Salvatore mi hanno stregato e conquistato, confermandosi così ad un livello di estrema eccellenza.

Azienda Agricola San Salvatore 1988
Sede a Stio (Sa) – Contrada Zerilli
Cantina a Giungano (Sa) – Via Dioniso
Tel. 0828 1990900 – Fax 0828 1990901
Enologi: Riccardo Cotarella e Charly Annes
Ettari vitati di proprietà: 30, più 5 in affitto
Bottiglie prodotte: 300.000
Vitigni: Aglianico, Pinot Nero, Fiano, Greco e Falanghina.

 

2 commenti

    Mondelli Francesco

    Il bellissimo rosa di Vetere è la prima immagine che associo a San Salvatore seguita dalla piacevole beva di Gioì per finire con il CALPAZIO che mi intriga da morire.Questo non vuol dire che non apprezzo gli ottimi rossi a cominciate da Jungano che va giù prendendoti la mano.In Gillo c’è tutto il Cilento concentrato :il primo che ho amato.Infine il Pino. Sfida impari ma stravinta con determinazione e coraggio da chi il cuore alla propria terra ha dato in ostaggio.PS Più che Alè viene voglia di esclamare:A ME ! FM

    22 luglio 2020 - 15:59Rispondi

    Enrico Malgi

    Vieni anche tu la prossima volta caro Francesco, vedrai che resterai molto contento.

    22 luglio 2020 - 17:07Rispondi

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