Vini Società Agricola Colli di Castelfranci – Nuove annate

15/10/2020 1.3 MILA
Vini Colli di Castelfranci
Vini Colli di Castelfranci

di Enrico Malgi

A Castelfranci, piccolo borgo collinare dell’Alta Irpinia, la coltivazione della vite è predominante. Il comune  è inserito nella Docg Taurasi e si fregia anche della Doc Irpinia Falanghina, Greco e Fiano, oltre a quella dei Campi Taurasini. Qui opera l’azienda Colli di Castelfranci di proprietà delle famiglie Colucci e Gregorio, che produce una bella scorta di bottiglie, tutte di grande valore e connotate da prezzi davvero convenienti.

Ben undici le etichette in commercio, di cui sette (tre bianchi, tre rossi ed un rosato) sono state oggetto della mia recente degustazione.

Iris Irpinia Falanghina Doc 2019. Solo Falanghina lavorata per quattro mesi in acciaio e poi affinata in vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale intorno ai 12,00 euro. Bottiglie prodotte n. 15.000.

Il colore che risalta nel bicchiere è quello classico di un vino bianco giovane: giallo paglierino lucente e screziato di verde, ma con la promessa di durare ancora molto nel tempo come tutti gli eccellenti vini bianchi campani. Contrasto olfattivo che non si discosta molto dal canonico registro varietale e territoriale di un bianco che è il più diffuso in Campania. Al naso  profumi floreali prima ancora che quelli fruttati, com’è costumanza della Falanghina allevata nelle aree interne e collinari: ginestra e fiori di limone in modo particolare. E poi sentori balsamici, mentolati e leggermente agrumati. Sottofondo speziato. In bocca esordisce un sorso suadente, citrino e goloso. Palato fresco, sontuoso, carezzevole e dinamico. Migliorerà col tempo. Da abbinare ad un piatto di spaghetti ai frutti di mare e carne bianca.

Grotte Greco di Tufo Docg 2019. Greco in purezza coltivato a Montefusco e Santa Paolina, lavorato sempre in acciaio e vetro per alcuni mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 12,00 euro. Bottiglie prodotte circa 40.000.

Qui il colore vira decisamente verso un giallo paglierino più carico. Bouquet intensamente costellato da incipienti nuances di pesca gialla, albicocca, nocciola, ginestra e salvia e interessato anche da rigurgiti di sulfurea mineralità. Zenzero e cannella come markers speziati. Sulla lingua plana un sorso pulito, sapido, fresco, avvolgente e penetrante. La bocca ringrazia, mettendosi a completa disposizione prima di arrivare alla fine della corsa completamente soddisfatta. Vino che darà il meglio di sé tra qualche anno. Da provare su un piatto di vermicelli alle vongole e latticini.

Pendino Fiano di Avellino Docg 2019. Fiano al 100% lavorato per quattro mesi in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 12,00 euro. Bottiglie prodotte 40.000.

Bene il Fiano è sempre il Fiano, se poi, come in questo caso, la vigna è collocata in un territorio privilegiato come quello di Lapio in contrada Arianiello, allora si tratta certamente del meglio del meglio.

Colore giallo limpido e splendente. Il crogiolo di profumi esce fuori da uno scrigno raro e ricco di muliebre beltà. Al naso salgono sublimate essenze di pera, mela, pera, clementina, gelsomino, biancospino, tiglio, camomilla e zafferano. Sospiri speziati. Approccio tattile elegante, vibrante, seducente, acido e morbido. Palato denso, fibroso, succoso, reattivo, aggraziato e comunicativo. Fraseggio finale affascinante, solido e persistente. Vino maratoneta, che da qui a dieci anni si troverà nel suo pieno splendore. Da consumare su una bella mozzarella pestana.

Controetichette Vini Colli di Castelfranci
Controetichette Vini Colli di Castelfranci

Rosié Rosato Irpinia Doc 2019. Aglianico al 100%. Quattro mesi in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 12,00 euro. Bottiglie prodotte n. 3.000 circa.

Colore rosa ramato e lucente. L’esplicito bouquet sprigiona al naso voluminosi profumi di tanta buona frutta, soprattutto quella del sottobosco, insieme a rimembranze di amarena, agrumi, melagrana, chinotto, violetta e macchia mediterranea. L’incipit gustativo raffinato e  fresco. Sorso scorrevole, gentile, sobrio, ssuccoso, gradevole, equilibrato ed intensamente fruttato. Da spendere su una parmigiana di melanzane e zuppa di pesce.

Vadantico Campi Taurasini Irpinia Doc 2015. Aglianico in purezza. Solo acciaio e vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 12,00 euro. Bottiglie prodotte circa 40.000.

Rosso rubino vivo e luccicante. Lo spettro olfattivo denota subito un’ottima composizione profumata di frutta fresca e golosa, come la ciliegia, la prugna, il ribes ed il mirtillo in grande spolvero. In appresso gradevoli essenze floreali, vegetali e speziate. In bocca fa il suo ingresso un sorso sostanzioso, materico e bello spinto di freschezza. Beva morbida, equilibrata, armonica e profonda, che alletta voluttuosamente le papille gustative. Tannini superbi e ancora giovani. Chiusura su toni evoluti e bene articolati. Ne avrà ancora per alcuni anni. Da preferire su carne arrosto e formaggio stagionato.

Alta Valle Taurasi Docg 2013. Aglianico al 100%. Uve allevate a settecento metri di altezza. Affinamento in botti di rovere per tre anni. Elevazione in boccia per un anno. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale  intorno ai 20,00 euro. Bottiglie prodotte circa 10.000.

Colore rosso rubino luminoso. La componente fruttata prende subito il sopravvento, attraverso note di amarena, mora, ribes e mirtilli. Richiami di violetta, geranio, garofano, pepe nero, zenzero e noce moscata. Calibrati gli sbuffi di balsamo, carruba, eucalipto, incenso, china, tabacco e goudron. Sorso asciutto, carnoso, corposo, materico, opulento, esuberante ed austero. Generosità palatale ricca di un’evoluta tattilità che si manifesta in giochi profondi, tesi, sapidi, armoniosi e bene equilibrati. Tannini che stupiscono per la loro piena integralità. Legno ben modulato. Retroaroma rotondo, lungo e seducente. Diamoci appuntamento tra una decina d’anni. Da consumare su un cosciotto d’agnello e pecorino laticauda.

Alta Valle Taurasi Riserva Docg 2011. Solo Aglianico selezionato e con bassa resa. Lunga macerazione sulle bucce. Affinamento per tre anni in botti di rovere, un anno in acciaio e poi elevazione in bottiglia per un anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 40,00 euro. Bottiglie prodotte circa 3.000.

Rosso granato il vivido colore nel bicchiere. Bouquet molto espansivo, che accende il focus su ampie e variegate captazioni. E così dal crogiolo il naso aspira intense nuances di frutta del sottobosco e della pianta, intrecciata ad essenze di rosa appassita ed a sentori speziati. Sottofondo fumé. Pronunciati poi gli sbuffi balsamici, mentolati, liquiriziosi, cioccolatosi, minerali e terrosi. Attacco caldo e tonico. Ma non solo potenza e corposità, perché il vino esibisce  morbidezza, freschezza e soprattutto un’inusitata placidità di un tannino remissivo, affievolito e perfino elegante che accarezza le gengive. Anche qui il legno si è bene integrato e non prevarica. Serbevolezza a lunga scadenza. Finale persistentemente edonistico. Su cacciagione e formaggi stagionati.

Bene, è giusto sottolineare che la batteria dei vini assaggiati di Colli di Castelfranci si è dimostrata di grande rilevanza, con i rossi che mi hanno impressionato maggiormente. Solitamente preferisco più i bianchi, che pur nell’occasione ho trovato eccellenti ed in piena sintonia con la produzione aziendale, ma i tre rossi mi hanno davvero conquistato. Evidentemente il motivo risiede nel fatto che i rossi hanno già raggiunto la  loro maturità, mentre i bianchi sono ancora all’inizio del loro percorso.

Sede a Castelfranci (Av) – Contrada Braudiano
Tel e Fax 0827 72392
[email protected]www.collidicastelfranci.com
Enologo: Sabino Colucci
Ettari vitati di proprietà: 25, più conferitori
Bottiglie prodotte: 150.000
Vitigni: Aglianico, Fiano, Greco e Falanghina.