Vini Tenuta De Gregorio

7/6/2022 472
Vini Tenuta De Gregorio
Vini Tenuta De Gregorio

di Enrico Malgi

Il privilegiato areale irpino si presta magnificamente alla coltivazione della vite, raggiungendo sempre risultati di ottimo spessore, grazie anche all’ampia disponibilità ampelografica di straordinari vitigni autoctoni come l’Aglianico, il Greco di Tufo, Il Fiano di Avellino, la Coda di Volpe ed altri. Grandi e consolidate aziende a livello nazionale e piccole entità artigianali qui convivono insieme per la crescita comune di tutto il territorio, creando in tal modo una perfetta sinergia di forze e di intenti.

Sempre più spesso, poi, nascono nuove imprese che incidono profondamente sul tessuto sociale-culturale-economico territoriale. Una di questa è la Tenuta De Gregorio collocata nella vocata frazione Carazita di Taurasi a circa 500 metri di altezza, una nuova azienda agricola che nasce dalla passione per il vino di qualità e perseguendo l’intento di valorizzare soprattutto l’Aglianico locale. Infatti, la produzione aziendale è limitata a due sole etichette prodotte proprio con l’Aglianico: Campi Taurasini ed Aglianico Campania.

Controetichette vini Tenuta De Gregorio
Controetichette vini Tenuta De Gregorio

Aglianico Campania Igt 2019. Aglianico in purezza raccolto a fine ottobre. Affinamento per circa un anno in acciaio. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale intorno ai 15,00 euro.

Colore decisamente interessante, avvalorato com’è da spizzichi cromatici di un rosso rubino particolarmente lucente. All’olfatto si propongono per la rivista deliberati e sensitivi profumi di bacche rosse della pianta e del sottobosco. Mediterranea purezza di sensitive nuances floreali e vegetali insieme a quelle parzialmente orientaleggianti di spezie vanno ad intaccare il goliardico quadro olfattivo. Approccio palatale sospiroso, sapido, teso, materico, balsamico e reattivo. Sontuosa la coinvolgente timbrica gustativa così ben delineata, equilibrata, precisa, profonda, morbida e rotonda. Trama tannica meravigliosamente gradevole. Buona la serbevolezza. Allungo finale godibile e persistente. Da associare ad un piatto di pasta al ragù e formaggio semistagionato.

Campi Taurasini Irpinia Doc 2019. Soltanto Aglianico vendemmiato a fine ottobre. Affinamento per un anno in acciaio e poi per sei mesi in tonneaux e barriques. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di circa 20,00 euro.

Alla vista si appalesa un colore rosso rubino giovane e scintillante. Dall’ampio e bene articolato bouquet si sprigionano eteree essenze di ciliegia ferrovia, prugna, ribes, mirtilli, fragole, more, viola ed erbe aromatiche di ottima costumanza. A dare manforte all’aspetto olfattivo ci pensano poi evoluzioni speziate di noce moscata, pepe nero e chiodi di garofano, unitamente a proposizioni terziarie ben registrate. Sorso tagliente, penetrante, avvolgente, scattante, materico, balsamico ed affascinante. Percezioni tattili intense, solide, incisive e raffinate. Tannini particolarmente generosi, suadenti e collaborativi. Un Aglianico significatamente addomesticato, morbido e signorile. Chiusura avvincente, accattivante e godibile.  Longevità tutta da esplorare. Allungo finale edonistico. Da provare su piatti di terra, ma anche su una bella zuppa di pesce.

 

Sede a Taurasi (Av) – Frazione Carazita

Cell. 3409 1917656

Info.tenutadegregorio.com – ww.tenutadegregorio.com

Enologo: Vincenzo Mercurio

Vitigno: Aglianico

 

2 commenti

    FRANCESCO MONDELLI

    Non sempre le “categorie”intermedie hanno una spiccata personalità ma ogni regola ha la sua eccezione come nel caso di questo campi taurasini che fa inoltre ben sperare in un interessante Taurasi FM

    8 Giugno 2022 - 11:00Rispondi

    Enrico Malgi

    Esatto caro Francesco. Solitamente si pensa al Campi Taurasini come una postilla intermedia tra il Taurasi e l’Aglianico dell’Irpinia. Ed invece questa tipologia ha una sua precisa personalità e, come nel caso presente, mette in mostra un vino davvero eccellente. E poi la scoperta è stata quella di degustare un vino niente affatto tannico, ma morbido e compiacente. E qui fammi sottolineare la mano dell’esperto enologo aziendale.

    8 Giugno 2022 - 12:53Rispondi

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