Cinque Terre, Vernazza / Azienda Agricola Cheo e la collina di Lise

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Cheo

di Fabrizio Scarpato

Sa, nelle piane lassù abbiamo trovato dei piatti di porcellana. La gente si fermava per mangiare, forse dopo il lavoro in vigna, forse dopo la vendemmia, quando si faceva festa.

La collina sopra Vernazza, una delle Cinque Terre, disegna una esse, offrendo al sole tutta la parte convessa: un mosaico di terrazze e vigneti, che da un anno si spingono fino in cima, dove l’incuria e l’abbandono avevano lasciato spazio al bosco e ai rovi.

Non era così una volta: le donne del paese ricordano ancora che le vigne arrivavano sin lassù, a perpendicolo sulla torre del castello e a picco sul porticciolo, la punta del Mesco alla destra che quasi la tocchi con un dito.

La signora Lise mostra le foto dei lavori e dei sacrifici sostenuti per poter ripiantare barbatelle lassù: boscaioli, elicottero, forza di braccia e di schiena, arrampicati su una lingua di terra.

Vernazza dalla collina

Non è stato facile, ma questo era un desiderio subito manifestato quando lei e il marito Bartolo, docenti universitari, capirono che non bastava più divertirsi il fine settimana sulle piane, ma che fare vino era il loro destino, lo stesso di Ercole, il suocero, che portava il vino nelle botti caricate sulle barche a remi per incontrare al largo le grandi navi che venivano da lontano.

Tra i rovi

In Cinque Terre si conoscono tutti, anzi, forse a causa della chiusura, dell’isolamento dei paesi rispetto al mondo esterno, così costretti tra il mare e i monti, quasi tutti sono parenti, i nomi son sempre quelli e rimbalzano da Riomaggiore a Monterosso. E ogni famiglia aveva, ha ancora, un pezzo di vigna: si fa vino per casa, quello del contadino. Ma fare vino è comunque faticoso da queste parti, i muretti crollano, la manutenzione costa, la sproporzione tra passione e costi spesso si fa insostenibile.

Elicottero, ruspa e la collina oggi

Fare vino come azienda obbliga quasi tutti a mettere insieme uva di vigneti lontani chilometri l’uno dall’altro, o anche pochi metri, ma quasi sempre con altri proprietari in mezzo, altri vigneti o altre piane abbandonate. Un puzzle straordinario di cugini, parenti, voglie, visioni, obiettivi, sogni. E avvocati. Un puzzle che Lise Bertram, danese, ha voluto ricomporre, come un muretto a secco, piana a piana, vite a vite, acquistando o affittando: l’ultimo pezzo era liberare il vecchio vigneto in cima alla collina. E c’è riuscita, quasi a dimostrare che la viticoltura da queste parti, e forse in ogni dove, non è banalmente e retoricamente “eroica” ma fantasticamente “coraggiosa”, perché solo i coraggiosi vogliono realizzare il loro sogni, e viverli.

Lise ricostruisce i muretti

Con Bartolo, Lise è titolare dell’azienza agricola Cheo e produce Cinque Terre, in due variazioni sul tema, uno Sciacchetrà e un Golfo dei Poeti Igt Rosso, con passione e intraprendenza: conversando in inglese con turisti americani, pronuncia parole in dialetto, inciampando nel ritmo dello slang, ma manifestando chiaramente il sentimento di appartenenza che ha maturato in questi anni. Ma soprattutto chiamare per nome, e riuscirci con perfetta inflessione genovese, i vitigni “piccabun” e “gambu russu”, testimonia l’immedesimazione anche culturale, il convinto sforzo identitario che Lise ha saputo e voluto compiere.

vernazza

Le Cinque Terre sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità: non tanto grazie alla forza suggestiva dei paesi, per i colori delle case, per il mare roccioso, quanto per un riconoscimento alla cultura del lavoro, all’amore della gente per la terra, dice Lise. Cultura che è territorio, gioia e fatica, memoria.

Cinqueterre Cheo

Cinqueterre Cheo

Gli occhi di Lise brillano di soddisfazione: la sua collina le consentirà di produrre dieci, dodicimila bottiglie, tre o quattro migliaia in più rispetto a quanto Cheo è in grado di fare oggi. Poi basta, e sorride, stanca e felice come quelle donne di Vernazza che hanno lasciato nella vigna i piatti del loro desinare dopo la festa, dopo gli amori, dopo il lavoro. La loro vita, la vita di Lise.

Azienda Agricola Cheo, Vernazza – Cinque Terre (SP)

Coldiretti Giovani Impresa – Oscar Green 2010: Esportare il territorio

(Production Comecfreelance.it)

Un commento

  • Lido vannucchi

    (30 giugno 2011 - 08:22)

    Fabrizio sa scegliere, sa raccontare, e’ un visionario e ci rende partecipi del suo esserlo, storie vere storie di gente comune ma fuori dal comune, grazie come sempre mi hai spiegato e fatto capire chi e’ dietro un etichetta. Ciao lido

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