4 commenti

  • Enrico Malgi

    (25 febbraio 2015 - 17:16)

    Chapeau! Perfettamente condivisibile.

  • Francesco Chiagano

    (25 febbraio 2015 - 17:25)

    Dr.Pignataro lei è quanto mai contemporaneo nelle sue riflessioni, con uno sguardo rivolto al futuro.
    Chapeau!

  • Mondelli Francesco

    (25 febbraio 2015 - 17:43)

    Godibilissimo,ma da domani che ognuno rientri nel suo ruolo.PS.D’accordo sul piedirosso.L’ultima emozione personalmente l’ho avuta da una bottiglia di questo vino prodotto nei campi flegrei :senza esagerare posso affermare che mi sembrava di bere un grande pinot noir.FM.

  • peppiniello

    (26 febbraio 2015 - 15:08)

    Se mi è consentito vorrei fare una domanda al gentilissimo dottor Pignataro,che forde esula dall’argomento o forse no.Ecco,negli anni Sessanta mio padre gestiva un negozio di vini ed olii.io ragazzino ricordo che tra i vini imbottigliati .i soliti chianti(cecchi e ruffino)l’amabile Orvieto,il Frascati Marino e un qualche Valpolicella e Verdicchio,i vini Campani erano il Capri,ricordi il Lacrima Christi e casa DAmbra.Ebbene ogni settimana si scaricavano diverse botti di vino rosso proveniente dal Veneto,che poi veniva venduto sfuso come Terzigno con i famosi erogatori ! La domanda che ora io mi pongo a distanza d’anni è questa,ma tutto il vino che si produceva in campania che fine faceva? Grazie.

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