La Chioccia d’Oro a Vallo della Lucania: 35 anni di tradizione cilentana

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Giovanni Positano con la figlia Rosa
Giovanni Positano con la figlia Rosa

Bivio di Novi Velia
Tel. 0974.70004
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso il venerdì

Ecco un posto che non conosce crisi. Niente facce tristi, camerieri sconsolati, tavoli semivuoti. Qui si lavora sodo. E bene. Così tante famiglie, anche quelle più numerose, scelgono la Chioccia d’Oro per regalarsi un pranzo d’anniversario o più semplicemente una cena tra amici.
Giovanni Positano, ormai tra i più affidabili punti di riferimento nella ristorazione cilentana festeggia i 35 anni di attività nel modo migliore: con l’aiuto in sala della figlia Rosa. Motivata, preparata, sempre sorridente, Rosa è entrata a gamba tesa nell’attività di famiglia. E lo fa con la vivacità e la curiosità della sua generazione: sempre attiva sui Social nel comunicare le iniziative del ristorante, attenta a seguire le novità del settore, ma anche consapevole di quanto sia importante la formazione continua e l’aggiornamento su cibo e vino.

La Chioccia d'Oro: benvenuto cilentano
La Chioccia d’Oro: benvenuto cilentano
I cavatielli della Chioccia d’Oro

Rispolverata la sala, l’hotellerie e il servizio, rese più moderne molte presentazioni, inserita qualche prudente novità nel menu, qui si mantengono comunque con rispetto le tante valide proposte che ormai sono diventate dei veri e propri classici. A partire dai “Nidi” della Chioccia d’Oro: un rotolo di pasta fresca con besciamella, prosciutto e mozzarella cotto nel forno in tegamini di coccio e ricoperto a fine cottura di ragu di carne. Piatto ricco, saporito, molto anni Settanta ma che non ha mai smesso di andare fortissimo, anche oggi.
E poi ci sono, ovviamente cavatielli e fusilli al ragu cilentano, paccheri al forno ripieni di ricotta e spinaci oppure, in stagione, serviti con i carciofi e il provolone del Monaco; un ottimo sartù di riso ai funghi servito in monoporzione: da solo vale il viaggio.

Chioccia d'Oro, il sartu di riso
Chioccia d’Oro, il sartu di riso
La Chioccia d'Oro, paccheri con carciofi e provolone del monaco
La Chioccia d’Oro, paccheri con carciofi e provolone del monaco

Qui si trova carne di prima qualità, proposta prevalentemente alla brace o al ragu, ma anche polli e conigli alla cacciatora, tasche di vitello ripiene di uova e formaggio, e un imperdibile coniglio imbottito con le verdure di stagione: con i funghi o con i fiori di zucca.

La Chioccia d'Oro, zoom sul coniglio imbottito
La Chioccia d’Oro, zoom sul coniglio imbottito

E ancora – come da tradizione in Cilento – un trionfo di verdure, a seconda del mercato, con chicche imperdibili, dalle melanzane “impaccate” (con pomodoro e cacioricotta di capra), alle patate “arreganate”, cioè tagliate sottili e cotte al forno con origano e cipolle, molto gustose.

La Chioccia d'Oro, le patate arreganate
La Chioccia d’Oro, le patate arreganate

Piatti semplici, della tradizione, che però a casa nessuno ha tempo o voglia di fare più.
Molto meglio, allora venire a provarli da Giovanni: sono sempre ben eseguiti e preparati al momento.

Si chiude con una bella scelta di dessert, quasi tutti fatti in proprio, come la leggerissima millefoglie con crema pasticcera e frutti di bosco; il babà, la torta ricotta e pistacchio o il classico cannolo cilentano.
Qualche buona etichetta di territorio, con un vino rosso della casa (un Paestum IGT) che Giovanni si fa imbottigliare ed etichettare da un’azienda cilentana; e un servizio di grande cordialità ma professionale, per un conto complessivo che difficilmente supera i 30 euro.

La Chioccia d'Oro, il rosso di Giovanni Positano
La Chioccia d’Oro, il rosso di Giovanni Positano

 

3 commenti

  • Angelina

    (27 aprile 2015 - 10:28)

    Bravissimi….. come sempre!

  • Mondelli Francesco

    (27 aprile 2015 - 14:11)

    Non bastassero i nidi le verdure e la mozzarella nella mortella il blogger famoso va emozionato con un “coniglio ‘ buttunato:praticamente il suo tallone di Achille.PS.Rosa ,da ragazza sveglia e intelligente è anche sommelier:per chi decide di ben lavorare in sala oggi praticamente indispensabile.FM.

  • Cesare luezza

    (27 aprile 2015 - 21:16)

    Ma cosa dire????? Alta qualità,professionalità,cordialità….sempre costanti…e poi….viva il sartu’….

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