Taurasi Vendemmia 2008. Il report completo di tutti i vini

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il castello di Montemiletto il cui restauro è finito per l'occasione foto mp

di MonicaPiscitelli

La Valle del Calore sorride al suo avvenire domenica mattina mentre va lentamente a concludersi Taurasi Vendemmia 2008. Percorro i 40 chilometri che mi separano da Napoli con un buon sapore in bocca.
Quello di questo millesimo felice e quello delle buone cose che ho visto e sentito in due giorni tra Montemiletto, dove si sono svolte le degustazioni quest’anno, Montemarano e San Mango sul Calore dove sabato sera ho incontrato i produttori delle cantine Antico Castello, Di Prisco, Il Cancelliere e Molettieri.
Una su tutte, la nuova e vigorosa voglia di fare insieme (senza becere competizioni fine a sé stesse) che sembra aver attecchito definitivamente tra molti locali operatori e che è l’unica degna, a lungo auspicata, di un territorio di grande vocazione come quello irpino.

L'eccezionale squadra di servizio Ais Avellino

Ampiamente illustrata dal team di Miriade&Partners, costituito da Diana Cataldo, Massimo Iannaccone, Raffaele Del Franco, e da Paolo De Cristofaro responsabile dei contenuti editoriali, la 2008 si configura come un’annata felice. In attesa di conoscere l’esatta valutazione in stelle, risultato dell’incrocio delle valutazioni dei tecnici con quelle dei giornalisti che, numerosissimi, hanno partecipato agli assaggi, il millesimo si colloca per me al top della classificazione possibile.
L’impressione complessiva è infatti quella di un’ottima annata. I Taurasi degustati sono quasi tutti indistintamente di livello molto alto, con un balzo significativo in avanti della fattura del tannino e della bevibilità di questo grande rosso campano, ormai definitivamente – salvo rarissime e, dunque trascurabili a questo punto, eccezioni – liberatosi dagli strascichi di un modello produttivo agli anni Novanta che opprimeva il frutto con il legno senza però riuscire governare sempre con successo il difficile tannino, tipico del vitigno.


Il Taurasi 2008 è tendenzialmente un vino che parla in maniera estremamente efficace e pulita del suo varietale, l’aglianico; che ha giusta acidità e ottimo equilibrio; e che può offrire, a chi, ovviamente, apprezza i vini di grande personalità come indiscutibilmente è il Taurasi, una migliore bevibilità del passato grazie ad un’integrazione puntuale tra acidità, struttura e tannino, da un lato; e spessore e gusto del vino stesso, dall’altro. Aspetti che finivano, in alcuni casi, in passato per incontrarsi quando il vino era già vecchio o non lo facevano mai.
Se è vero che un vino che nasce equilibrato ha in sé la forza di affrontare il tempo, poi, che il Taurasi 2008 non mostri all’assaggio le acidità viperine cui ci ha abituato, non preoccupa.

i campioni degustati a bottiglie coperte fotomonicapisictelli

Il livello dei campioni degustati è sicuramente da attribuire a un’annata molto felice che ha regalato un’uva perfetta, ma anche, a una maggiore consapevolezza dell’importanza di invertire la priorità cantina – vigna approntando tutto quanto necessario affinchè i grappoli di aglianico abbiano una perfetta maturazione fenolica oltre che una perfetta condizione aromatica e fito sanitaria.

Iannaccone, Cataldo e De Cristofaro foto mp

Il Taurasi, i Taurasi
L’areale del Taurasi è composito, la proprietà estremamente parcellizzata e i terreni – significativamente influenzati dalla attività vulcanica del Vesuvio – hanno origini, profili e composizioni diverse anche da una collinetta all’altra. A spiegarlo nel dettaglio, l’inedito gruppo di tecnici che venerdì ha illustrato il lavoro che in questi ultimi mesi li ha portati a delineare una prima “empirico – scientifica” zonazione che nei prossimi anni potrà affinarsi e arricchire di dettagli.
La sua adozione come traccia della degustazione del sabato per la stampa (della quale riporto i miei appunti nel seguito) ha prodotto un significativo cambiamento nella organizzazione delle batterie, con il verificarsi di una oggettiva e riscontrabile maggiore uniformità in seno a ciascun gruppo di vini oltre che, a mio avviso, con la conseguente possibilità di approfondire la modalità di espressione di quel territorio e, nell’ambito di esso, della singola cantine. Il che non sempre è avvenuto senza traumi.
In degustazione, a Montemiletto, il millesimo 2008, anteprima; il 2007; il 2006 e il 2005, oltre i campioni delle Doc Irpinia Campi Taurasini, Irpinia Aglianico e Campania Aglianico Igt. I miei assaggi si sono concentrati sui Taurasi.
Eccone i risultati a bottiglie coperte:

Taurasi in degustazione foto monicapiscitelli

I primi due campioni sono da Assemblaggio, cioè ottenuti da uve raccolte in due o più delle macro-aree che seguono.
16 – Taurasi Radici Mastroberardino
Voto: 86
Rubino, luminoso e di bella trasparenza. Si mette in evidenza per la sua bella foggia. Il naso è dapprima delicato, sintonizzato su una nota fiorita, poi, agitato il bicchiere, vengono fuori , lievi, le spezie dolci, un profumo di rosa canina su uno sfondo minerale. Ha un timbro olfattivo elegante e sobrio. Al suo ingresso, il vino conquista la bocca mostrando buona morbidezza e pienezza. Si allarga e distende offrendo piacevoli note di frutta e minerali, queste protagoniste in tutta la fase centrale della sua lineare corsa in bocca . E’ saporito, equilibrato e lungo.
17 – Taurasi Mater Domini Rocca del Principe
Voto: 84
Rubino, leggermente più fitto il colore del precedente. Il naso è fine e austero, intrigante nella sua ritrosia. Poi disvela profumi di sottobosco e frutta a bacca rossa. L’ingresso è immediatamente seguito da un moderato attacco tannino. Ha una discreta capacità di espandersi in bocca, dove si caratterizza per un frutto croccante e qualche sentore di scorza di bergamotto . Sul finale si fa ancora sentire il tannino, comunque di ottima fattura. Finisce pulito e abbastanza lungo. Una bella prestazione nel complesso.


Quadrante Nord – Riva Sinistra del fiume Calore, con le vigne a Venticano, Pietradefusi e Torre Le Nocelle

18: Pietracupa
Voto: 81
Rubino, non di particolare luminosità ma di buona trasparenza. Naso marcatamente minerale, con in evidenza , un profumo di cenere, di sottobosco e di frutta un po’ troppo matura che disturba, questa, il nitore del profilo olfattivo rendendolo un po’ stanco. In bocca è più interessante, con un ingresso discreto e uno sviluppo sereno connotato da buona pienezza e tannino lievemente allappante che sul finale si fa un po’ sgranato. Abbastanza lungo.
19 – Donnachiara
Voto: 74
Rubino, con lieve riflesso violaceo. Ha una buona trasparenza e vivacità. Il naso mostra un profumo di frutta fresca, con alcuni sentori giovanili addirittura di mosto. La bocca non è di grande eleganza. Il tannino assedia la bocca. In tutto un vino estremamente giovane. Il finale è amaro.
20 – Andrea Colli di Lapio
Voto: 86
Non intenso al naso, ma tendenzialmente dolce: sentori di frutta matura a bacca nera e arancia rossa. All’olfatto, sulle prime, appare un po’ più banale degli altri. Poi si ricompone. In bocca mostra i suoi aspetti più positivi: è saporoso e pieno, di ottima stoffa. Ha carattere nella sua evoluzione in bocca e bella pulizia sul finale. I tannini sono di bella fattura, da levigare ancor con un buon affinamento.
21 – Terzo Tratto I Favati
Voto: 74
Rubino e vivace, il più denso alla vista. Da subito palesa sentori di tostatura smaccati, di vaniglia. Il legno è prepotente al naso e copre il resto. La bocca è assolutamente concorde con una materia che appare di qualità ma che si intravede appena. Un salto nel passato dopo i campioni precedenti.


Valle Centrale – Riva Destra del fiume Calore con le vigne ubicate nei comuni di Taurasi, Mirabella Eclano, Luogosano, Bonito, Sant’Angelo dell’Esca e Fontanarosa

22 – La Molara Santa Vara
Voto: 70
Rubino, piuttosto trasparente con un centro più denso. Un sentore non gradevole, fungino, copre il resto. Addirittura sulle prime ostinatamente di glutammato. La bocca coerente con il naso, meno spiacevole del previsto. Ma infine il tannino raspa ed è sgranato. Lascia una scia amara in bocca in chiusura.
23 – Feudi di San Gregorio
Voto: 76
Rubino con qualche riflesso granato. Di buona trasparenza. Naso all’attacco fine, di frutta croccante. Poi sullo sfondo si affaccia un sentore di vaniglia ed erbaceo che disturba.
Nell’insieme un vino profondo. La bocca è gradevole ma nel complesso segnata dal legno, torna nel corso dell’assaggio, purtroppo, la nota vanigliata che copre la frutta. Il tannino è piuttosto sgarbato.
24 – Opera mia Tenuta del Cavalier Pepe
Voto: 88
Rubino , con una trama del colore compatta ma non impenetrabile alla vista. Naso sobrio che invita ad essere esplorato. Il profilo è gentile di frutta, anice stellato e fiori, sottobosco. Ben miscelati tra loro. L’ingresso in bocca è gentile e di grande freschezza. Nella pienezza di bocca regala tanto sapore di frutta matura. Il tannino di bella espressività ma da appianare col tempo. Un bel campione gradevole e di carattere. Bella lunghezza.
25 – Vigna Villae
Voto: 84
Rubino con qualche riflesso granato. Naso austero, qualche nota di legna bruciata in evidenza. Il timbro olfattivo è fatto di sentori scuri: cacao amaro e frutta a bacca nera. Non gridati. Sullo sfondo una gradevole speziatura dolce. In bocca, ha un ingresso fresco e buon corpo, ma ha una traiettoria piuttosto verticale con un’uscita inaspettatamente rapida. Il tannino è setoso. Un vino interessante, ben fatto che prometteva molto di più.
26 . Vigna Piano D’Angelo Sella delle Spine
Voto: 85
Naso interessante, con una buona frutta rossa in composta in evidenza. E’ espressivo ma non eccessivo. Emergono, poi, alcuni gradevoli sentori di arancia candita. In bocca, l’ingresso è morbido. Con un buono sviluppo orizzontale e una piacevole sensazione di pienezza. Tanta gradevole acidità protagonista della beva, anche sul finale, caratterizzato un “simpatico” ritorno di scorza d’arancia amara. Tannino elegante.
27 – Tenuta Ponte
Voto: 80
Rubino, di buona trasparenza. Naso gentile, con qualche sentore dolce e di incenso in evidenza su uno sfondo di frutta matura e polposa. La bocca è piena, ma non incisiva. Ha un ingresso un po’ ad effetti speciali, ma non guadagna veramente il centro bocca. Il tannino è piuttosto ruvido. Nel complesso un vino buono che non convince del tutto.
28 –Primum Guastaferro
Voto: 87
Rubino, dal colore compatto. Al naso qualche svolazzo alcolico. E’ espressivo e ricco nei sentori di frutta e spezie nere, foglie secche e sottobosco. In bocca ha un ingresso imponente, con un tannino maschio e di bella fattura. Molto lungo e di pienezza importante. Convince. Da bere solo.


Versante Ovest – Le Terre del Fiano con le vigne ubicate a Montemiletto, San Mango sul Calore, Montefalcione e Lapìo

29 -Antico Castello
Voto: 86
Alla vista rubino pieno. E’ fitto il colore. Naso espansivo, elegante e pulito, centrato su una bella frutta matura. In bocca è ricco e saporoso, sottolineato dalla giusta acidità e da una importante sapidità. Un vino gradevole con un tannino al punto giusto. Da bere.
30 – Vigna Quattro Confini Benito Ferrara

Voto: 84
Rubino con riflessi granato. Naso più intenso del precedente, di frutta matura e con qualche sentore di spezie dolci e tostatura. Queste un po’ coprenti. Al gusto caratterizzato da un ingresso dolce, da un tannino ben assestato e da una gradevole sapidità. L’equilibrio di bocca è molto buono. Chiusura un filo troppo dolce.


Versante Sud – Alta Valle con vigne ubicate nei comuni di Castelvetere sul Calore, Montemarano, Castelfranci e Paternopoli

31 – Di Prisco
Voto: 88
Questo campione cambia rotta rispetto ai precedenti. Trama fitta e colore rubino. Naso caratterizzato da un profumo di bergamotto, frutta rossa in composta e da qualche sentore di sottobosco. Dopo qualche minuto muta ed esce fuori una gradevole nota di succo di arancia rossa e di minerali neri. Bocca fresca e armoniosa. Grande equilibrio nel bilancio tra sapidità e succosità. Finale pulito e gradevole che invita alla beva.
32 – Principe Lagonessa Amarano
Voto: 82
Aspetto allineato al precedente ma appena meno vivace. Naso con un leggero sbuffo alcolico. In evidenza la frutta nera e rossa in confettura e alcune note di spezie dolci. Il naso meno originale di quelli dell’area in degustazione. Disturba ancora un po’ una nota vanigliata di troppo. Più convincente la bocca. Tanta la materia che si fa largo. Ingresso è possente. La frutta è polposa e buona la freschezza. Il tannino levigato.
33 Villa Raiano
Voto: 85
Rubino con riflessi granato. Molto inteso al naso, con una frutta polposa in evidenza su uno sfondo sottolineato da note dolci e di fiori secchi. Pur potente il naso è nel complesso elegante. La bocca non ha la stessa leggerezza, rimane, anche se saporosa, nel complesso, “tanta”; con un tannino raspa un po’ sul finale. Un vino che deve trovare un buon abbinamento per esprimere le luci che pure ha.
34 – Sanpaolo
Voto: 83
Aspetto non dissimile dal precedente. Naso intenso, di frutta matura, tabacco e frutta secca. In bocca molto meglio che al naso, non del tutto convincente per la presenza di una nota matura di troppo.
Al gusto, infatti, si mostra fresco e tannico in giusta misura e di buon equilibrio. Nel un vino complesso piacevole, di buona sapidità e lunghezza. Il tannino torna in evidenza sul finale.
35 – Poliphemo di Tecce
Voto: 87
Rubino con riflessi granato, vivacissimo. Al naso, un vino di carattere ma garbato. Fine, con un piacevole miscuglio delle note fruttate e speziate, sul quale si distacca un sentore molto particolare di foglia di fico che ricorda “una dolcezza non dolce” che è lo sfondo del profilo olfattivo di questo campione. La bocca convince con un perfetto equilibrio tra tutti gli aspetti. Buona frutta in evidenza e tannino setoso. Bella bevibilità.
36 – Alta valle Colli di Castelfranci
Voto: 89
Rubino con riflessi granato, molto luminoso. Vino austero che invita a essere esplorato. Da cercare i profumi di ciliegia matura e gelatina di lamponi su uno sfondo minerale. Ingresso imperioso, con uno sviluppo tutto succosità e freschezza. Un sorso che ha un ampio sviluppo in bocca e che tira fino alla fine. Questa è davvero lunga e piacevole. Un vino di carattere, ma elegante, con un tannino setoso. Tra i migliori degustati.
37 –Urciuolo
Voto: 84
Vista in linea con il precedente. Ma ha naso più inteso del precedente, con qualche sottolineatura lieve di legno e un marcata mineralità iodata che nell’insieme sgrana la pulizia olfattiva sulle prime. Poi si ricompone e dopo qualche minuto che è nel bicchiere emergono delle note speziate più gentili, tendenzialmente scure. Posa di caffè. Buona la coerenza naso/ bocca e la gradevolezza . Nell’insieme un Taurasi piacevole e tipico.
38 . Nero Né Il Cancelliere
Voto: 87
Un gran finale di batteria con questo e il successivo. Due vini al naso eleganti, che vagamente, sembrano somigliarsi. E’ molto abbottonato al naso, sobrio, questo, campione 38. Naso centrato su un nitido minerale, con una lieve patinatura dolce. Tanta buona frutta saporita e polposa. Al gusto pieno e saporoso. Tannino ben levigato ma presente, di ottima fattura. E’ lungo e fresco. Tra i più stuzzicanti finora, che promette una bella evoluzione.
39 – Hirpus Contrada Vini
Voto: 90
Questo campione mi fa finalmente venire in mente la campagna taurasina. In una serie di batterie di eccellente livello, questo mi ha dato una piccola emozione. Non è espansivo al naso, ma elegante e discreto nel suo proporsi nel bicchiere. Frutta rossa matura, arancia e spezie dolci in evidenza. Humus. In bocca “maschio”, nell’ingresso, mostra personalità e ammirevoli equilibrio e coerenza naso/bocca. Il tannino c’è ma di bella fattura. Un signor vino.


TAURASI 2007

I campioni di questa annata hanno tutti un bel colore rubino, con lievi accenni granato e colore dalla trama compatta ma penetrabile dalla luce. Hanno tutti grande vivacità. Il campione 45, appena un meno degli altri.
Assemblaggio da due o più macro – aree e Quadrante Nord – Riva Sinistra
40 – Villa Matilde
Voto: 80
Buona intensità olfattiva. All’olfatto è segnato da un sentore di funghi freschi e sottobosco che toglie eleganza interferendo con l’espressione del frutto. Non molto emerge, dopo un po’, dal bicchiere al naso che tutto sommato recupera compostezza con una rinfrescante nota di arancia amara. In bocca mostra un buon equilibrio . Un vino onesto, senza particolari luci.
41 – Montesole
Voto: 86
Naso sottile ed elegante. In evidenza una buona frutta in confettura, in particolare marasca, su uno sfondo di fiori rossi. E’ invitante al naso. In bocca si presenta come un vino diretto e di bella bevibilità. E’ infatti equilibrato, fresco e dal tannino setoso. Ha un buono sviluppo di bocca, con ritorni di frutta fresca e delle belle sottolineature sapide. Finale pulito.
42 – Terzo Tratto I Favati
Voto: 78
Intenso al naso. Sulle prime mostra un bel frutto polposo su uno sfondo minerale e di sottobosco. Stuzzica l’interesse con quelle, poi emergono delle note smaccatamente attribuibili all’uso non contenuto del legno. Il frutto è oppresso da note banali di vaniglia e spezie. La bocca è concorde con questo profilo olfattivo. In più, al gustO, è sgarbato, con un finale amaricante, come erbaceo.
43 – Donnachiara Riserva 2007
Voto: 78
Naso intenso di frutta matura su uno sfondo di spezie dolci. Un accenno di foglia di ribes. Nel complesso è un naso dolce ma gradevole, sebbene non di particolare personalità. Ossigenandosi ancora, i sentori dolci si fanno invadenti. Emerge una nota di burro di cacao e caffè. La frutta resta sostanzialmente sullo sfondo, stanca. Al gusto è meglio che al naso. L’equilibrio non manca ma non ha forza. Nell’insieme risulta ancora una volta troppo “dolce” e greve.


Valle Centrale – Riva Destra e Versante Ovest – Le Terre del Fiano

44 – Piano di Montevergine Riserva Feudi di san Gregorio
Voto: 75
All’olfatto subito palesa una frutta croccante coperta da un tappeto di note vanigliate, eccessive. I profumi attribuibili all’uso dei legni penalizzano l’espressione di un frutto che tuttavia appare di qualità. Dopo qualche minuto, il profilo olfattivo migliora un po’, ma in bocca tornano chiaramente i sentori percepiti al naso al principio. In bocca, la frutta c’è, sotto, ma Il tannino è sgarbato e i ritorni tostati e vanigliati rendono la beva inutilmente impegnativa senza offrire niente in cambio.


45 – Contrade di Taurasi Vigne D’Alto
Voto: 77
Naso piuttosto intenso, non gradevolissimo nel complesso per delle note evolute che appaiono eccessive, Sulla frutta, svettano sentori fungini e poi, leggermente attenuta tosi, questi, iodati. Al naso e in bocca è un vino greve e difficile. In bocca è scomposto: molto acido senza sufficiente materia a supporto. Non è godibile ma mi fa pensare a un vecchio Taurasi.
46 – Contrade di Taurasi Coste
Voto: 78
Anche qui come il precedente, all’olfatto, il campione si propone in maniera sgraziata, con una nota di sottobosco, greve che copre il frutto. Eppure, a dispetto di un naso “avanti”, il colore è vivace e ha anche dei riflessi viola intenso. In bocca in compenso è meno ostico, anzi piuttosto dolce, troppo. La frutta matura si affaccia, almeno, mentre dolce e acido si rincorrono senza trovare un incontro. Il tannino sul finale allappa. Con il precedente, che accende una luce e ne spegne molte. Da riprovare con il tempo.
47 – Vigna Vinieri Montesole
Voto: 81
Al naso piuttosto ritroso al principio. Su uno sfondo delicatamente minerale, profumi di frutta rossa e nera croccante. In particolare marasca. Nello scaldarsi rivela però anche delle note vanigliate che si percepiscono anche al gusto. La frutta tuttavia è polposa e il vino ha tutto sommato buon equilibrio e corpo. Finisce abbastanza pulito e lungo. Un vino senza eccessive pretese.


Versante Sud – Alta Valle

48 – Principe Lagonessa Amarano
Voto: 84
Rubino con qualche riflesso granato. Naso sottile, pulito incentrato sulla frutta. Tra i più interessanti in una batteria senza molte luci. Ingresso di carattere ma al contempo gentile. Campione di bella bevibilità e dinamica. Ricco nei ritorni di frutta secca e sottobosco. E’ lungo e pieno.

49 . Perillo
Voto: 79
Rubino, con qualche riflesso granato. Intenso di frutta matura in confettura e spezie scure su uno sfondo minerale. Si propone come un vino impegnativo e materico che rimane al palo nello sviluppo in bocca. Ingresso piuttosto morbido. L’acidità, che a consuntivo lo rende nel complesso troppo duro e lo sbilancia eccessivamente, si accompagna a una buona la sapidità ma non sostiene la beva. E’ giovane, ma per ora non c’è proprio.
50 – Boccella Riserva
Voto: 77
Naso di frutta fresca, con qualche sentore addirittura vinoso che spiazza. Non c’è eleganza, ma buona succosità di frutto e bevibilità. Non ha nulla che tecnicamente non vada ma non pare neanche un Taurasi. In questa esplosione giovanile non c’è tannino in evidenza e anche la tipicità è in affanno.
51 – Molettieri Cinque Querce
Voto: 83
Naso decisamente inteso , di frutta matura e spezie nere. Emerge qualche nota di fava di cacao e di sottobosco. Un naso “piacione” ma non banale. La bocca è più interessante nella sua pienezza e succosità. Molto acido e tannico è lontano dall’equilibrio. Occorre aspettare, forse,

TAURASI 2006
52 – La loggia del cavaliere Riserva Tenuta del Cavalier Pepe
Voto: 81
Rubino, con qualche riflesso perfino violaceo. La trama del colore è compatta e non si lascia attraversare dalla luce. Piace l’espressione varietale. Note di frutta, prugna matura e visciola, pepe, oltre che di polvere di caffè. Fa capolino qualche accenno balsamico che per dire il vero si affaccia in degustazione per la prima volta. In bocca è notevolmente acido, ma con la frutta a supporto è succoso. Il tannino è ancora ruvido. Piacevole il retrogusto chinato.
53 . Fatica Contadina Terredora
Voto: 80
Granato con un’unghia che vira appena verso l’arancio. Più trasparente del precedente. Il naso è marcato da un lieve sbuffo alcolico e da un sentore un po’ stanco. La frutta sullo sfondo con un accenno di scorza d’arancia candita. In bocca piuttosto duro ma con un suo carattere chiaro. Un vino semplice, da abbinare.
54 Di Meo Riserva
Voto: 84
Rubino con qualche riflesso granato. Naso austero, con una bella frutta rossa fresca che duetta con le note di grafite e pepe. Muta molto nel bicchiere, cosa che lo rende intrigante: si apre e chiude.Al gusto è succoso e pieno. Molto godibile nella freschezza della frutta rossa in gelatina e nel tannino vellutato. Buona pienezza e persistenza.
55 – Bosco Faiano I Capitani
Voto: 81
Granato,piuttosto trasparente alla vista. Al naso evidenzia profumi di spezie scure e piccoli frutti neri maturi. Ma anche una nota mentolata. Dopo qualche minuto si sintonizza su profumi cosmetici, fiori gialli e spezie dolci che tolgono carattere al profilo olfattivo. In bocca è meglio che la naso: buono l’equilibrio durezze morbidezze.. E’ saporito e gradevole, si fa bere ma nel complesso non ha particolare personalità.
56 – Nero Ne’Riserva Il Cancelliere
Voto: 80
Granato. Naso intenso ma centrato su un profumo di frutta surmatura. Sullo sfondo un interessante sentore di grafite. In bocca ha un ingresso potente, con tanta materia a cercare la sua via di espressione. Il tannino si fa a un certo punto pressante:sferra un attacco a metà dello sviluppo del vino in bocca che imprigiona il frutto fino alla fine. Per ora non godibile come forse potrebbe essere.
57 – Vigna Cinque Querce Riserva Molettieri
Voto: 86
Rubino che vira verso il granato e compatto, il colore. Non si fa attraversare dalla luce il campione. Naso sontuoso, di frutta, fiori rossi appassiti e foglia di tabacco. E’ il più elegante della batteria. In evidenza, dopo qualche minuto, una ciliegia sotto spirito e alcune note speziate. All’ingresso in bocca attacca con una imponente acidità, poi la frutta, sulla quale si innesta la frutta polposa. Ottimo equilibrio e pienezza. Tannino setoso. Un vino importante che ha carattere, ma che non stanca.
58-Campore Terredora
Voto: 81
La massa del colore è tra il rubino e il granato, di discreta trasparenza. Il naso è molto inteso, di frutta decisamente matura, quasi sfatta. La bocca è decisamente meglio. In bocca la frutta è saporita e accompagna la beva. Il vino sfoggia un bel equilibrio ed è abbastanza lungo, con un ritorno di arancia amara. Finale pulito
59 –Nativ
Voto: 80
Al colore: rubino, con centro molto denso. Si propone con eleganza con il suo profilo di piccoli frutti neri freschi e di fiori secchi. Un lieve sbuffo mentolato di troppo si fa avanti una volta agitato. Ma il naso resta interessante. La bocca non gli lascia molto da dire: una nota vanigliata opprime la frutta. Non brilla nel complesso per tipicità.


TAURASI 2005

60 – Hirpus Contrada Michele
Voto: 86
Son felice di finire con questo campione, tra i più interessanti di questi ultimi. Il vino è color granato, luminoso e trasparente. Naso piuttosto ritroso, di frutta matura, spezie scure e fico secco. Ha davvero una notevole bevibilità ed è teso fino alla fine questo 2005. Gradevoli i ritorni di foglie secche. Tannino rotondo. Molto più espressivo e vivace dei 2006 proposti.

8 commenti

  • Fioretti susanna

    (23 gennaio 2012 - 08:40)

    cara Monica concordo conte nel dire che l’annata 2008 si è aperta con tutti Taurasi di media alta qualità ,per quanto mi riguarda Taurasi poliphemo di Luigi Tecce è quello che mi ha entusiasmato di più anche perchè dimostra che per fare un buon vino non serve sempre avere alle spalle un’azienda solida e confermata nel mondo o fare alchimie di laboratorio ma semplicemente credere e metterci passione in ció che si crede .Al secondo posto Taurasi Radici di Mastroberardino che non mi è affatto sembrato scontato ma che invece mi ha sorpreso piacevolmente.Consentimi un saluto ai miei colleghi sommelier che in questi giorni abbiamo veramente lavorato con impegno e dedizione ciao Monica alla prossima

  • Mimmo Gagliardi

    (23 gennaio 2012 - 08:47)

    Grazie Monica,
    Un raffreddore mi ha tenuto lontano da montemiletto (olfatto azzerato e gusto alterato), ma grazie a te un’idea me la son fatta e pian piano saggero’ i vini in proprio.
    Speriamo bene per tutti i produttori, cui comunque va il plauso per il loro impegno e gli investimenti fatti, e arrivederci all’anno prossimo.
    Un abbraccio
    Mimmo

  • Monica Piscitelli

    (23 gennaio 2012 - 11:45)

    @Susanna: efficentissima squadra in servizio. @Mimmo: è sempre bello il tuo approccio positivo. Grazie a entrambi.

  • Paolo Mazzola

    (23 gennaio 2012 - 13:34)

    Ciao Monica, anch’io ho avuto una impressione positiva per la rassegna.
    Estremamente colpito dall’opuscolo distribuito, che penso sia il lavoro di Paolo De Cristoforo, molto tecnico e pieno di significato
    Molto positivo aver lavorato senza istituzioni, anche se questo non è vero in assoluto, il pubblico però non deve essere condizionante, ma solo essere di supporto ad iniziative intelligenti, se così non è meglio farne a meno. Bravi Diana e Massimo e i produttori che fanno territorio e capicono l’importanza della rassegna.
    Ho preferito alla cieca il Perillo 2007 , strutturato, complesso, acido e tannico il giusto e con grande potenziale evolutivo, subito dopo Urciuolo 2008, più austero, ma complesso, fresco e ricco di personalità e dopo il Radici 2008 di Mastroberardino , più pronto degli altri 2 , ma con infinite sfumature che reagalano complessità. Leggera preferenza per l’areale Castelfranci, Paternopoli e Montemarano, e alcune valutazioni avolte più generose delle tue .
    Ciao .

    • luciano pignataro

      (23 gennaio 2012 - 15:20)

      Concordo, Paolo ha fatto davvero un ottimo lavoro.
      E con lui i ragazzi che hanno organizzato la manifestazione.

  • Franco Notarianni

    (23 gennaio 2012 - 13:42)

    grazie Monica per la foto sul Tuo splendido servizio…. e per i complimenti…

  • Monica Piscitelli

    (24 gennaio 2012 - 16:36)

    Bene, sono contenta. tengo a dire che un 88 -89 è un voto molto alto per me, e non solo. I miei sono voti tipici da guida, da 90 – 92 verso l’alto è la sfera eccellenza, non esistendo il 100, ovviamente. Eccellenza non c’era ancora, a mio avviso, per quella ci vuole il gran colpo di reni. Ma essendo aglianici giovani è giusto cosi’. Grazie a tutti. m.p.

  • […] saperne di più, se vi va, trovate altri riscontri qui sul sito di Luciano Pignataro e valide impressioni qui su Winesurf di Carlo Macchi. Così […]

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