Appunti Vinitaly 2016: dieci assaggi da ricordare

Letture: 443
Mirabella ros
Mirabella rosé
Mirabella ros
Mirabella rosé

di Fabio Panci

Siamo arrivati anche quest’anno al termine del Vinitaly, come sempre oggetto di numerose critiche sul lato servizi offerti ad operatori/visitatori (mi piacerebbe dedicare a questo tema un apposito articolo), e allo stesso tempo foriero di belle degustazioni e piacevoli incontri con produttori, addetti ai lavori o “semplici” wine-lovers.

Rileggendo le note della mia moleskine, ricontrollando le foto del mio smartphone, tutto mi è parso molto chiaro: mai come quest’anno sono andato a privilegiare il tema della “bevibilità”. Vini nettamente spostati su caratteristiche gustative improntate all’immediatezza e piacevolezza sin dal primo calice. Bottiglie facilmente ritrovabili sopra al bancone di un wine-bar durante l’aperitivo, al centro della tavola in un pranzo di famiglia oppure una cena tra amici. Come di consuetudine seguiranno non tanto note di degustazione, ma vere e proprie impressioni, ricordi lasciati da ogni singolo vino.

 

CDC BIANCO E CDC ROSATO 2015 – BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO DI LICATA

Mi piacere definirli “vini barometro”, in quanto è proprio assaggiandoli all’inizio del percorso gustativo targato Baglio del Cristo di Campobello che si capisce quanto la suddetta azienda abbia alzato l’asticella della qualità media delle loro bottiglie. Vini di grande compiutezza, piacevoli, schietti, trasversali quanto ad abbinamenti gastronomici. Piccola nota a margine per il Rosato, che da “semplice esperimento” nel suo secondo anno di vita è già una certezza con ulteriori margini di crescita forse inaspettati almeno inizialmente.

 

CDC Rosato 2015 Baglio del Cristo di Campobello di Licata
CDC Rosato 2015 Baglio del Cristo di Campobello di Licata

FRANCIACORTA SATEN – AZIENDA CORTE FUSIA

Confesso di non apprezzare la tipologia Saten, a partire dal termine stesso. Quelle caratteristiche di delicatezza, bolla fine, corpo esile, rotondità di beva non si confanno ai miei gusti. Ergo vi chiederete come mai ho inserito proprio questa bottiglia, e non le altre tutte molto interessanti prodotte dalla giovane azienda sita sul Monte Orfano. Risposta semplice trattasi di un “saten non saten”, spigoloso, verticale, grintoso, con beva ragionata e non piaciona.

Saten Corte Fusia
Saten Corte Fusia

MILLESETTECENTOTRE 2013 – AZIENDA TOGNI REBAIOLI

Perfettamente aderente al concetto di bevibilità. Un nebbiolo di montagna, senza fronzoli e con molta sostanza. Sfrontato, mai banale, straordinario ed al contempo normalissimo (come direbbe il buon Venditti), da stappare ad ogni occasione e rigorosamente in buona compagnia.

 

1703 2013 Togni Rebaioli
1703 2013 Togni Rebaioli

FRANCIACORTA ROSE’ – AZIENDA MIRABELLA

Mi era stato segnalato da alcuni amici come uno dei rosè più buoni da dover obbligatoriamente assaggiare al mio arrivo a Verona. Sono stato di parola in quanto dopo meno di mezzora, dal mio ingresso, avevo già nel calice il prelibato nettare. Fresco, immediato, non ruffiano, persistente e prolungato il suo ricordo gustativo. In una sola parola, anzi due: da acquistare.

 

MILLESULMARE 2015 – AZIENDA SANTA MARIA LA NAVE

Dopo aver apprezzato la grande complessità e struttura dell’annata 2013, aver amato i profumi inebrianti della “2014”, la curiosità era capire cosa poteva riservare la “2015”. Sorpresa delle sorprese è stato scovare un vero e proprio mix delle due annate precedenti. Un vino naturalmente ancora in evoluzione (visto il pochissimo tempo passato dall’imbottigliamento) ma già garbato ed autoritario, viscerale ed evocativo, terra e cielo in un sol bicchiere.

 

Millesulmare 2015 Santa Maria La Nave
Millesulmare 2015 Santa Maria La Nave

 

LANGHE NASCETTA – CONNA 2015 – AZIENDA MARCO CAPRA

Dopo aver scoperto, colpevolmente in ritardo lo ammetto, questo straordinario vitigno solo un paio di anni fa sono voluto tornare da chi mi ha introdotto (anzi il verbo corretto è catapultato) nel “mondo Nascetta”. Il “piccolo riesling piemontese”, come mi piace chiamarlo, non delude mai. Pietra e idrocarburo, snellezza e profondità. Da aspettare, senza fretta, nei suoi tempi medio-lunghi di espressione a livello gustativo.

 

Nascetta 2015 Marco Capra
Nascetta 2015 Marco Capra

INZOLIA DIETRO LE CASE 2015 – AMMANO 2015 – AZIENDA MARILENA BARBERA

Profumi, odori, sensazioni, stati d’animo e memorie dei miei soggiorni siciliani. In sintesi tutto quello che ho trovato in questi due vini, che definisco “terapeutici”. Portatori sani di buon umore, catalizzatori di convivialità ed al tempo stesso perfetti da bere in solitudine. Inzolia (Dietro Le Case) e Zibibbo (Ammàno) dovrebbero essere assunti obbligatoriamente almeno una volta al giorno, monitorando a distanza di tempo i sicuri benefici per il vostro stato psico-fisico.

 

Inzolia Dietro Le Case Cantine Barbera
Inzolia Dietro Le Case Cantine Barbera

 

Ammàno Cantine Barbera
Ammàno Cantine Barbera

FREISA LANGHE 2012 – DOLCETTO D’ALBA COSTE E FOSSATI 2014 – BARBERA D’ALBA SUPERIORE 2013 AZIENDA VAJRA

Lasciando per un attimo da parte sua maestà il Barolo e i suoi pregiatissimi cru (Bricco delle Viole in ogni caso superlativo), mi sono voluto concentrare sui “vini quotidiani” di questa fantastica azienda langarola. Vitigni unici, storici, tradizionali ma modernissimi nelle loro caratteristiche di beva. Sembrano tre “professori di lettere e filosofia”, dotati della grande virtù di saper comunicare, facendoti apprezzare la “materia vino” attraverso un linguaggio semplice e diretto.

Freisa 2012 G.D. Vajra
Freisa 2012 G.D. Vajra

 

Dolcetto D'Alba 2014 Coste e Fossati
Dolcetto D’Alba 2014 Coste e Fossati
Barbera d'Alba Superiore 2013 G.D. Vajra
Barbera d’Alba Superiore 2013 G.D. Vajra

 

Fabio Panci

Giornalista-Pubblicista

Sommelier Ais

2 commenti

  • Francesco Mondelli

    (24 aprile 2016 - 10:09)

    Cerchi meglio nel suo taccuino:non credo sia possibile ,nell’attraversare l’Italia enoica,saltare dalla Lombardia e Piemonte direttame in Sicilia.Nella vastissima gamma di vitigni presenti al vinitaly sicuramente si sarà imbattuto in qualche Friulano Lambrusco.Cannonau Trebbiano Grechetto Fiano Cirò degni di essere ricordati.Personalmente ho una sola angoscia e cioè quella di non riuscire ad assaggiare ,nella mia vita,tutti i grandi vini che la nostra amata terra ci regala.PS.Conosco Vaira ed i suoi vini ,ma non smetterò mai di ringraziarlo abbastanza per il grande lavoro che sta facendo con il moscato da sempre svilito a mero prodotto del peggior consumismo.Con simpatia Francesco Mondelli.

  • Fabio Panci

    (27 aprile 2016 - 10:08)

    Buongiorno Francesco, concordo con lei sull’angoscia (se la vogliamo chiamare così) di non riuscire a degustare nell’intero arco di una vita i numerosi gioielli vitivinicoli presenti in tutte le zone d’Italia, nessuna esclusa. Nella mia, ahimè, unica giornata di Vinitaly per questa edizione 2016 sono andato privilegiare i vini che bevo con maggior frequenza. Questo non vuole dire, che non apprezzi Lambrusco, Friulano, Trebbiano, Grechetto, Fiano, Cannonau, Cirò (ergo Gaglioppo) e da buon toscano ci aggiungerei anche il nostro alfiere Sangiovese. E’ stata solamente una scelta dettata da gusti personali, dunque come tali opinabilissimi e ci mancherebbe. Mi unisco infine alla sua “battaglia di rivalorizzazione” del moscato, prodotto eccellente e da far invidia al mondo intero, ed ai ringraziamenti a tutti i piccoli produttori custodi di questo patrimonio enoico.
    Un caro saluto

I commenti sono chiusi.