Trent’anni per ‘A figlia d’’o marenaro: Assunta Pacifico festeggia con omaggi per i clienti e una mostra inedita


30 anni fa l'apertura a via Foria 'a figlia d''o marenaro

30 anni fa l’apertura a via Foria ‘a figlia d”o marenaro

 

Una serie di iniziative e omaggi per i clienti sono il regalo per i 30 anni di attività del ristorante di Assunta Pacifico, che già a 7 anni lavorava nella “puteca” di famiglia. Per l’occasione, è stato restaurato ed esposto all’interno della mostra fotografica “Sogni dorati… e fritti”, ideata per l’anniversario, anche lo storico carrettino de ‘o bror ‘e purp del padre che iniziò il mestiere nel 1943 in zona “‘o Rarone” a Porta Capuana.

Esistono storie di persone che si intrecciano inevitabilmente con la storia di una città. E della sua tradizione culinaria. Questo è il caso de ‘A figlia d’’o Marenaro: un “affare di famiglia” che inizia già nel 1943 quando Papuccio ‘o Marenaro si inventò ‘o mestiere andando in giro per ‘o Rarone e i quartieri di Napoli – la zona del centro storico del capoluogo campano – per vendere ‘o bror ‘e purp in un bicchiere. L’evoluzione, dal paniere in cui teneva il tutto, avvenne nel periodo della cosiddetta Guerra Fredda: ‘o Marenaro si comprò un carrettino, uno di quello che all’epoca si usava per le granite, e riuscì a far innamorare la gente di questa speciale bevanda, servita anche con qualche ranfa ‘e purp. Un vero toccasana per la salute, soprattutto d’inverno. Ebbe talmente successo che riuscì ad aprirsi uno “Chalet” – all’epoca si dice ‘a puteca – dove la figlia Assunta aiutava a pulire le cozze per quello che sarebbe poi diventato un piatto must, ‘a zuppa ‘e cozzeche. Aveva solo 7 anni e, salendo sopra una cassetta di birra Peroni, imparò i segreti del mestiere. Quelli che l’hanno portata oggi a diventare la “regina d’’a zuppa ‘e cozzeche”, e non solo.

Dopo 30 anni e tanti riconoscimenti, Assunta Pacifico è l’emblema della resilienza, del coraggio, della determinazione e dell’umiltà. Una donna generosa e forte che, nella sua vita, è andata sempre fiera di lavorare sodo ogni giorno. E anche di poter dar lavoro perché “ogni cosa è stata fatta con sacrificio e dedizione – racconta la Pacifico -, anche dovendo sacrificare il tempo da trascorrere con i propri figli, i loro compleanni. Il mio regalo per questi 30 anni? Essere aperti, avere tutta la mia famiglia accanto e poter festeggiare con tutti voi, con i miei clienti. Non c’è cosa che mi è mancata di più. D’altronde faccio questo mestiere da quando ero bambina, non riesco a immaginare diversamente la mia vita”.

Per questi 30 anni, l’imprenditrice partenopea ha pensato a una mostra fotografica che raccontasse non solo la sua storia ma quella del mestiere e della città di Napoli: fino a domenica 20 giugno, è possibile visitare gratuitamente l’esposizione “Sogni dorati… e fritti” – a cura di Davide Mattei, Antonio Esposito e, per le foto, Loop Studio -, ideata per raccontarvi i luoghi e i momenti più importanti a partire dal dopoguerra. All’interno della sala, sarà possibile ammirare il famoso carretto con cui il papà di Assunta andava in giro per i vicoli di Napoli per vendere la tradizione tazza con ‘o bror ‘e purp e una serie di fotogrammi intrisi di emozioni e avvenimenti importanti.

Fino a mercoledì 16 giugno, data della ricorrenza, a ogni persona che cenerà presso il ristorante di via Foria, sarà offerto un inedito dessert: una creazione progettata da Nicola Goglia, pastry chef e proprietario del brand “Emilio il Pasticciere“, e dedicata ad Assunta Pacifico. Il dolce è un croccante agli agrumi, cremoso allo yuzu, pan di spagna con bagna ai frutti tropicali, gelée al mandarino, crema al limoncello e ganache montata al limone. Un dessert pensato appositamente per rinfrescare il palato alla fine di un pasto a base di pesce.

Non manca l’iniziativa sui social: è stato lanciato il giveawayA cena con Assunta“, una sorta di “contest” con estrazione live insieme all’imprenditrice partenopea – seguitissima su tutti i canali social – di una cena per due in occasione proprio dell’anniversario.

Per tutta la settimana, inoltre, sarà possibile scegliere un menù a tema che vuole raccontare proprio la storia della cucina d”A figlia d”o Marenaro, ripercorrendo i piatti semplici e tipici della tradizione (Polpo al limone con tarallucci; La zuppa di cozze con olio o’ russ di produzione propria; Linguine “allo scoglio” al cartoccio; ‘O pignatiello; Dessert per ‘A figlia d”o Marenaro).