Coda di Volpe Sannio Dop 2020 Fontanavecchia | Vino vincitore a Radici del Sud a giugno 2021

4/9/2021 958
Coda di Volpe Sannio Dop 2020 Fontanavecchia
Coda di Volpe Sannio Dop 2020 Fontanavecchia

di Enrico Malgi

La Coda di Volpe, o meglio il Coda di Volpe, è un vitigno campano a bacca bianca diffuso soprattutto in tre areali: Vesuvio, Irpinia e Sannio, che ultimamente sta brillando di luce propria, riscuotendo di fatto un grosso successo commerciale. In passato, infatti, questa varietà veniva impiegata soltanto come sostegno al Fiano e al Greco in Irpinia ed in parte alla Falanghina vesuviana per smorzarne l’elevata acidità, mentre adesso si è capito che anticipando la raccolta delle uve, compatibilmente con la loro piena maturazione ovviamente, acquisisce la giusta freschezza. Dotazione questa indispensabile per un bianco che deve fare salivare e pulire la bocca.

Controetichetta Coda di Volpe Sannio Dop 2020 Fontanavecchia
Controetichetta Coda di Volpe Sannio Dop 2020 Fontanavecchia

Adesso per fortuna sul mercato proliferano ottime bottiglie di Coda di Volpe, vendute poi ad un prezzo molto conveniente che raramente supera i 10,00 euro.

In questi giorni ho assaggiato la Coda di Volpe Sannio Dop 2020 di Fontanavecchia di Libero Rillo, che all’ultima edizione di Radici del Sud a giugno 2021 è risultata prima ex aequo nel Gruppo Misto Vini Bianchi Da Vitigni Autoctoni Meno Diffusi Del Sud Italia, cosi come proclamato dalla giuria dei Giornalisti Internazionali.

Viti allevate a trecentocinquanta metri di altezza. Vendemmia effettuata ad inizio di settembre. Maturazione in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale in enoteca di 9,50 euro. Bottiglie prodotte di questo millesimo numero 7.000.

Nel bicchiere risalta un bel colore giallo paglierino limpido, con lievi riflessi verdolini. Bouquet estremamente espressivo nelle sue variegate composizioni olfattive, laddove dispiega con sagacia i suoi eterogenei profumi a tutto tondo. In primis si percepiscono nitide fragranze fruttate di pera, mela cotogna, pesca bianca, albicocca, agrumi ed ananas. In seguito emergono anche credenziali di ginestra, camomilla ed erbe aromatiche. In bocca fa il suo ingresso un sorso secco, pulito, fresco, sapido, accomodante, essenziale, intrigante, elegante, gentile, armonico e fruttato. Tensione palatale equilibrata, scattante, dinamica e dotata di un ottimo corpo. Allungo finale leggermente amaro ma gradevole, tanto da indurre a reiterare la beva. Discreta la serbevolezza. Ottima esecuzione senz’altro di un bianco tipicamente campano che possiede una sua precisa personalità e che pian piano si sta ritagliando il suo giusto spazio vitale. Da preferire su un risotto ai funghi porcini e latticini freschi.

Sede a Torrecuso (Bn) – Contrada Fontanavecchia

Tel e Fax 0824 876275

[email protected]www.fontanavecchia.info

Enologo: Emiliano Falsini

Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 180.000

Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Fiano, Greco e Coda di Volpe.

2 commenti

    FRANCESCO MONDELLI

    @sta brillando di luce propia. Vero ed il vitigno merita ma diamo a Cesare quello che è di Cesare.Come mi ha confidato propio uno dei migliori produttori di questo vino vitigno è sopratutto grazie a LUCIANO PIGNATARO che ci ha creduto e ne ha parlato se oggi c’è una specie di corsa ad accaparrarsi le poche bottiglie attualmente prodotte.FM

    4 Settembre 2021 - 21:54

    Enrico Malgi

    Esattto.

    5 Settembre 2021 - 18:20

I commenti sono chiusi.