Dieci dolci d’autore da provare per Natale

19/12/2017 4.2 MILA

di Barbara Guerra 

L’inverno, il Natale, quale periodo più di questo ci porta al desiderio incontrollato di dolci? Aumentano le nostre necessità caloriche, le giornate corte ci fanno sentire addosso quella malinconica depressione che necessita di una rapida iniezione di zuccheri. Le temperature più rigide ci impongono di coprire il nostro corpo. Abbigliamento comodo e caldo che  ci consentirà di  nascondere le morbide rotondità di pancia e glutei. Insomma, addio senso di colpa e via libera a qualche piccola tentazione. Come per tutto quello che ingeriamo, però, cerchiamo di porre la giusta attenzione nella scelta di ciò che mangiamo, altrimenti poi glicemia e colesterolo li ritroveremo nei nostri incubi notturni. Allora facciamo che ne valga la pena e partiamo per un viaggio alla scoperta di alcuni tra i migliori dessert di alta ristorazione creati da chef Campani. Ne abbiamo scelti dieci come buon proposito, da provare in queste feste. Troverete grandi classici e dolci moderni, una selezione per accontentare tutti i palati e ancor di più per scoprire quanto variegato e ricco sia il mondo dei dessert, complessi o semplici, tradizionali o innovativi, purché buonissimi.

Samoa di Francesco Apreda – Imago (Roma). Napoletano con un trascorso in India, si vede in questo dolce che somiglia a una sfogliatella. Quando una nuova creazione riesce a essere ancora più buona rispetto al dolce da cui trae origine.

Finocchio e Anice di Paolo Barrale – Marennà (Sorbo Serpico). Tra i boschi dell’irpina la una cucina moderna e solida dove non manca divertimento e golosità. Tutti i dessert sono freschi e leggeri. Tutto segue una scala di intensità gustative intorno ad un singolo aroma.

Come uno Strudel di Angelo Carannante – Caracol (Bacoli). Un dessert alla mela annurca di ottima esecuzione tecnica con la sfoglia caramellata e croccante a ricordo della preparazione tirolese. Appagante e fresco al tempo stesso.

Sfera al cioccolato, mousse di banana e tamarindo di Salvatore Bianco – Il Comandante (Napoli). Sinceramente quando si tratta di dolci qui non si sbaglia mai. Dai classici alle rivisitazioni, scegliamo un dolce che ci catapulta con brio nello spirito natalizio.

Michelina Fischetti – Oasis Sapori Antichi (Vallesaccarda). Un ristorante in cui i piatti sono il ponte tra sostanza e eleganza. Qui si viene per godere dei piacere della tavola e si finisce con una millefoglie materna e avvolgente con le amarene sciroppate in casa e rinfrescare.

Il Babà di Agostino Iacobucci – I Portici (Bologna). Un grande classico eseguito in maniera esemplare con tre lievitazioni. Siamo in Emilia Romagna ma lo chef  sa bene quello che fa, le origini campane non mentono. La procedura di preparazione è lunga, per un dolce leggero, elastico e scioglievole. In una parola? Buonissimo.

Pera al vino di Maria Rina – Il Ghiottone (Santa Marina). Un dolce classico. In perfetto equilibrio se accompagnato da una pallina di gelato al latte di bufala. Chiude il menù a base di pesce che ha una bella leggerezza e concentrazione unica di sapori.

Millefoglie con crema chiboust e caramello di Francesco Sposito – Taverna Estia (Brusciano). Siamo in uno dei migliori ristoranti della Campania. Ai piedi del Vesuvio una cucina concreta con l’occhio alle sperimentazioni. Tanta tecnica classica in questo dolce internazionale che vale un viaggio di mille chilometri. In estate una versione più leggera con tanti lamponi freschi.

L’oro di Napoli di Ilario Vinciguerra – Ilario Vinciguerra Restaurant (Gallarate). Un dessert che ha dieci anni e che continua ad essere moderno. Omaggio alla città natale dello chef.  Nonostante qui i dolci siano sempre tutti al top, se si arriva a provare la cucina di Ilario questo boccone non può mancare. Il gusto della pastiera in un involucro dorato che esplode in bocca.

La zeppola di Fabio Pesticcio – Il Papavero (Eboli) Come chiudere al meglio il Natale? Il decimo consiglio guarda alla tradizione. Soffice e profumata. Ben lievitata e leggera. Un dolce che nasconde le nostre radici. Servita calda a fine pasto con un cucchiaio di marmellata di albicocche vi farà venire la voglia di non tornare più a casa.