E’ morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food


Riccardo D'ambra con Carlo Petrini

Riccardo D’ambra con Carlo Petrini

E’ morto a 76 anni Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e di Terra Madre, creatore dell’Università di Pollenzo. Il suo ruolo è stato molto importante nel ribaltamento del pensiero sul rapporto fra città e campagna, industria e artigianato, riallacciandosi di fatto al pensiero pasoliniano che ha individuato nella trasformazione della società di massa italiana il più grande processo di sradicamento culturale del nostro paese avvenuto fra gli anni ’60 e ’90. Petrini ribalta lo schema ribadisce la centralità dell’agricoltura e del lavoro die contadini attraverso un percorso che parte dal momento ludico  del mangiare e spostando progressivamente il discorso sulla produzione e infine sul grande tema della difesa dell’ambiente.
L’invenzione di Slow Food ha radicalmente invertito la percezione in Italia sul concetto stesso di qualità del cibo passando rapidamente dal dominio assoluto della narrazione della grande industria alimentare come sinonimo di progresso, sicurezza e progresso ad una analisi più profonda dell’importanza della tutela delle pratiche non industriali nella produzione del cibo.

 

La biografia di Carlin Petrini redatta da Slow Food

Nato nel 1949 nella città di Bra, in Piemonte, Carlo (Carlin per tutti) Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.

Petrini ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale. Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico.
Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica — e non solo — della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali.
Terra Madre è  il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso.

Ida Budetta e Mario Corrado con Carlo Petrini nel 2015 in Cilento a Punta Tresino

Le opere di Carlo Petrini

Le sue esperienze e riflessioni hanno trovato uno sviluppo organico nella forma del saggio. Nel 2001 Petrini ha pubblicato per Laterza
Le ragioni del gusto. Con il giornalista Gigi Padovani ha firmato nel 2005 il libro (tradotto anche in inglese)
Slow Food Revolution, edito da Rizzoli. Esce per Einaudi nel 2005
Buono, pulito e giusto. Principi di nuova gastronomia, dove si tracciano le linee di sviluppo teorico del concetto di «eco-gastronomia». Il libro è stato tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, portoghese, giapponese e coreano. Nel 2009,
Terra Madre.
Come non farci mangiare dal cibo, viene pubblicato da Giunti – Slow Food Editore. Nel suo libro Cibo e libertà. Slow Food: storie di gastronomia per la liberazione (2013), Petrini ha raccontato come il cibo può diventare strumento di liberazione da fame, malnutrizione e omologazione del pensiero, attraverso le storie che lo hanno accompagnato negli anni nel mondo della gastronomia. Nel 2014 ha pubblicato Voler bene alla terra. Dialoghi sul futuro del pianeta, che raccoglie molte conversazioni con scienziati, scrittori, economisti e chef sulla sostenibilità. Nel giugno 2015 ha curato la guida alla lettura dell’Enciclica di Papa Francesco Laudato Si’ per le Edizioni San Paolo.
Nel 2020 esce Terrafutura – Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale, un progetto editoriale di grande spessore dove Petrini ha affrontato alcuni degli aspetti più problematici dell’attualità nella forma di dialogo con il Santo Padre, con il quale lo legava un rapporto di amicizia e profonda stima. Nel 2023 viene pubblicato il libro Il gusto di cambiare – La transizione ecologica come via per la felicità, dove, attraverso il dialogo con l’economista e gesuita Gaël Giraud, è entrato nel merito dei cambi necessari alla nostra società per dare vita a una nuova era storica, definita per l’appunto transizione ecologica. Nel 2025 ha pubblicato, insieme all’attore Paolo Tibaldi, Vite di Langa e Roero, un volume volto a sensibilizzare le giovani generazioni, che vivono in questo areale del Basso Piemonte, sulla storia e sulle trasformazioni socio-economiche che hanno permesso alle Langhe di passare da la malora fenogliana a un territorio celebre nel mondo per la sua enogastronomia.

Foto ricordo: Giusi Laurino, Nino Pascale, Vito TRotta, Massimo Di Porzio, Carlo Petrini, Luciano Pignataro e Pino Mandarano nel 2012 da Umberto a Napoli

Il contributo di Petrini al dibattito sulla sostenibilità del cibo e dell’agricoltura in relazione alla gastronomia è stato riconosciuto dal mondo accademico. Nel 2003 l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli gli ha conferito una laurea honoris causa in Conservazione dei Beni Culturali e nel maggio 2006 ha ricevuto una laurea honoris causa in Humane Letters dalla University of New Hampshire (USA) per i suoi risultati come “precursore rivoluzionario [e] fondatore dell’Università di Scienze Gastronomiche”. Il suo lavoro è stato ulteriormente riconosciuto dall’Università di Palermo nel 2008, quando gli è stata conferita una laurea honoris causa in Scienze e Tecnologie Agrarie. Nel 2014 riceve la laurea honoris causa in Legge comparata, economia e Finanza dell’International University College di Torino. Nel maggio 2023, l’Università Americana di Roma (AUR) ha conferito a Carlo Petrini un dottorato honoris causa, in considerazione del suo impatto sulla vita e sulla cultura italiana. Mentre, nel 2025, all’Università di Messina ha ricevuto il dottorato di ricerca honoris causa in Scienze Umanistiche.

Rita con Carlo Petrini

Rita Abbagnale e Giuseppe Di Maritno nel 2017 con Carlo Petrini

Carlo Petrini ha viaggiato in tutto il mondo partecipando a conferenze, incontrando le comunità della rete Terra Madre, tenendo lezioni in prestigiose università, ed è stato invitato a intervenire a dibattiti sulla sostenibilità alimentare e l’agricoltura presso le istituzioni dell’UE e la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura). Il contributo straordinario di Carlo Petrini nel campo dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile è stato riconosciuto anche dalle Nazioni Unite. Nel 2012, in qualità di Presidente di Slow Food, è intervenuto al Forum Permanente delle Nazioni Unite sui Popoli Indigeni a New York. Alla Conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile Rio+20 in Brasile, ha partecipato al dialogo globale su sicurezza alimentare e nutrizione. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo ha nominato co-vincitore del premio
Champion of the Earth 2013 per la categoria “Ispirazione e Azione”. Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa. Ha preso parte, nel 2019, al Sinodo “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale” in Vaticano invitato da Papa Francesco.

 

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