Falanghina 2019 regina dell’estate: bollicine o ferme, vendemmie tardive, rive droite e rive gauche, Campi Flegrei e Caserta ecco quelle da non perdere

19/7/2020 1.9 MILA
Villa Matilde Avallone - uva falanghina
Villa Matilde Avallone – uva falanghina

di Pasquale Carlo

Floreali, fruttati, freschi, sapidi. I vini ottenuti da uve falanghina compagni ideali di un’estate in cui il Bel Paese conta di ripartire a pieno ritmo dopo il blocco e le criticità legate al Covid-19. Che siano espressioni del Sannio, dei Campi Flegrei o del Massico, le zone del ‘Vigneto Campania’ predilette dal vitigno. Queste bottiglie accompagnano bene serate all’insegna dei piatti freschi, da consumare in giardino e sul terrazzo di casa o ai tavoli dei ristoranti che, a mancata invasione di turisti stranieri, si offrono con un’atmosfera più intima, quasi da sembrare dépendance delle abitazioni che ci hanno protetto in questi duri mesi.

BOLLICINE SANNITE
Sul versante delle bollicine si segnalano le maggiori novità dello scenario produttivo sannita, area dove si concentra oltre l’80% dell’intera produzione di uve falanghina. ‘Aicon’ è la nuova etichetta de La Guardiense: spumante Dop extra dry che va a inserirsi tra il metodo classico ‘Cinquantenario’ e il ‘Quid’, la bottiglia satinata che ha raggiunto quota 600.000.
Anche Vigne Sannite ha dato il via alla spumantizzazione in casa con una bollicina extra dry, ampliando così la platea di aziende che hanno deciso di puntare concretamente su questo percorso, come fa da anni Corte Normanna.  Note fruttate e floreali al naso e gusto morbido e avvolgente sono le caratteristiche di calici che si prestano bene per gli aperitivi. Chi pensa alle bollicine a tavola ecco le versioni brut prodotte dalla Cantina di Solopaca e da Vinicola del Titerno, che fanno compagnia alle bottiglie metodo classico della già citata La Guardiense e di Fontana Reale.

Passando alla versione ferma, molto piacevole scoprire su primi piatti dal sapore di orto le differenze che segnano i vini Falanghina del Taburno e del versante Telesino. Differenze di suolo, di clima. Ma anche piccole divagazioni in cantina.
RIVE DROITE
Più fresche e immediate le etichette della sponda destra del Calore: la base di Aia dei Colombi, Terre Stregate, ‘Alexia’ di Fattoria Ciabrelli, come ‘Secutor’ di Masseria Vigne Vecchie e ‘Fois’ di Cautiero, come la curiosa versione affinata in pozzo di Bicu de Fremundi. ‘

RIVE GAUCHE

Macere’ di Torre del Pagus fa da tratto di unione tra la valle e il Taburno, dove la vendemmia 2019 offre calici che in alcuni casi mantengono un leggero residuo zuccherino, segnale di una produzione chiamata ad affrontare anche i mercati esteri. L’elenco è lungo: Fattoria La Rivolta, La Fortezza, Cantine Iannella, Il Poggio, Cantine Iorio, Santiquaranta, Torre Varano, Elena Catalano, Vigna del Monaco’ di Ocone e ‘Siriana’ di Torre a Oriente. In passerella anche le versioni 2018 di Pietrefitte, Rossovermiglio, ‘Cese’ di Fosso degli Angeli e ‘Vigna Segreta’ di Mustilli.

VENDEMMIE TARDIVE

Per chi opta per primi piatti più saporiti, grigliate di carni bianche o formaggi di media stagionatura non mancano versioni più complesse, con le vendemmie tardive ‘Donna Laura’ di Masseria Frattasi, ‘Cesco dell’Eremo’ della Cantina del Taburno, ‘Alenta’ di Nifo-Sarrapochiello, ‘Narè’ di Falluto, ‘Kydonia’ di Castelle’. E per chi osa ancora di più ecco ‘Kissos’ di Cantine Tora e ‘Facetus’ e ‘Libero’ di Fontanavecchia.

 A CASERTA
Spostandoci dal Sannio, nella zona dello storico Falerno, ecco le etichette giuste per accompagnare una serata all’insegna della mozzarella di bufala: ‘Vigna Caracci’ di Villa Matilde, ‘Tacito’ di Nugnes, ‘16 marzo’ di Trabucco, la versione base di Alois e la vendemmia tardiva di Telaro.

CAMPI FLEGREI
Per chi ha voglia di mare ecco i Campi Flegrei, l’area dove il vitigno (biotipo diverso) affonda le radici nello zolfo che caratterizza questo suggestivo scenario che va dal cratere degli Astroni a Capo Miseno, dove i vini sprigionano volti di macchia mediterranea. Spaghetti a vongole o frittura per sorseggiare con le annate 2019 di ‘Colle Imperatrice’ di Cantine Astroni, ‘Sette Vulcani’ di Salvatore Martusciello e con le 2018 di Agnanum, Contrada Salandra e l’imperdibile ‘Cruna del Lago’ de La Sibilla.

Tanti volti di un vitigno per accompagnarci in questa calda ma insolita estate. Vini semplici ma mai banali. Verticali, freschi, che si presentano con le loro forti impronte territoriali. Schietti e per questo ideali da sorseggiare durante questi mesi estivi che seguono una primavera che ha messo chiaramente a nudo che quello che conta è soltanto la sincerità. Anche nei calici.

Un commento

    Francesco Mondelli

    Concordo.Grande annata per il bianco “popolare”campano.Si può cominciare a godere già dello sfuso a poco più di due euro per esempio de La Guardiense .Ad maiora e complimenti per la prontezza di “riflessi”FM

    19 luglio 2020 - 13:12Rispondi

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