Fiano di Avellino Docg 2015 Colli di Lapio Romano Clelia

27/12/2020 926
Fiano di Avellino Docg 2015 Colli di Lapio Romano Clelia
Fiano di Avellino Docg 2015 Colli di Lapio Romano Clelia

di Enrico Malgi

Per le feste di Natale ho pensato di stappare un’eccellente bottiglia di Fiano per accompagnare i classici piatti a base di pesce: Fiano di Avellino Docg 2015 Colli di Lapio Romano Clelia. Un millesimo che avevo assaggiato già tre anni fa e poi ancora due anni orsono. In questo modo ho potuto sperimentare la tenuta di questo vino e seguire la sua evoluzione temporale.

Controetichetta Fiano di Avellino Docg Colli di Lapio Romano Clelia 2015
Controetichetta Fiano di Avellino Docg Colli di Lapio Romano Clelia 2015

Maturazione in acciaio e poi affinamento in vetro per sei mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale orientativo intorno ai 20,00 euro. Un vero regalo.

A distanza di più di cinque anni dalla vendemmia il colore si è assestato su una tonalità di giallo dorato e splendente. Espressivo e bene articolato il ventaglio olfattivo, che regala al naso ricamati e leggiadri profumi fruttati e floreali di gioventù. In bocca arriva un sorso fresco, profondo, elegante, fibroso, vibrante, balsamico, sapido, speziato, equilibrato, strutturato, grasso ed ancora in piena fase di spinta. Questo vuol dire che il vino può resistere ancora per molti anni. Un bianco favoloso e pieno di energia, che può competere ad armi pari con i migliori bianchi del mondo. Da abbinare a piatti di mare, ma senza disdegnare anche qualche pietanza di terra senza pomodoro.

 

Report del 26 dicembre 2018

Colore giallo paglierino splendente. Sentore di nocciola in primis e poi essenze di albicocca, di pesca, di mela golden, di agrumi, di tiglio, di citronella e di eucalipto. Rimandi fumé ed idrocarburi, pur senza l’apporto del legno. Attacco in bocca pieno, soave, elegante, raffinato, calibrato e fresco, ma il disegno palatale è anche grintoso, strutturato, vibrante, materico e di ottimo corpo. Finale appagante e persistente. Ottima esecuzione di un vino territoriale da abbinare a piatti di mare ed in parte anche a quelli di terra. Ancora lunga vita davanti a sé.

 

Report del 21 agosto 2017

Il colore giallo paglierino vira già verso un cromatismo più carico. L’impatto olfattivo è segnato da un bouquet elegante e persistente. Pregevoli le suadenze fruttate di pesca bianca e di cedro, che si alleano a deliziosi sussurri di biancospino ed a refoli di timo. Bocca ampia ed accogliente, per un sorso freschissimo e dissetante. Sapido, polposo, tensitivo, preciso e centrato il palato. Finale avvolgente e persistente. Darà il meglio di sé tra qualche anno ancora.

 

Sede a Lapio (Av) – Contrada Arianiello, 47
Tel e Fax 0825 982184 – Cell. 348 7626010
Enologo: Angelo Pizzi
Ettari vitati di proprietà: 5 – Bottiglie prodotte: 65.000
Vitigni: Aglianico, Fiano e Greco

4 commenti

    Marco Galetti

    Se per le festività natalizie non mi avessi lasciato solo, perduto e sconsolato in un mare di nebbia e polenta, avrei cucinato volentieri per questo risotto a far da spalla, adeguata, a cotanto vino, ma non ci senti, cara la mia volpe del Gelbison dal braccino corto: Carnaroli semilavorato di Nori con zucca e scampi, me ne farò una ragione, ho altri amici…

    27 dicembre 2020 - 10:01

    Enrico Malgi

    Caro Marco c’è stato un evidente disguido. Io aspettavo che venissi tu da me e tu invece il contrario. Come sai poi, a parte il covid, in questo periodo non posso allontanarmi da casa. Ma verranno sicuramente giorni migliori ed allora sarà un enorme piacere incontrarci di nuovo. Tu mi preparerai un favoloso risotto e mi farai assaggiare i grandi formaggi lombardi ed io porterò bottiglie di vino della Campania e di tutta l’Italia meridionale. Va bene?

    27 dicembre 2020 - 10:57

    Francesco Mondelli

    Lei ama vincere facile:annata azienda vitigno e sopratutto Arianiello ovvero il territorio top in Lapio per il Fiano.Ora,visto che quando il gioco si fa duro mi piace scendere in campo ben attrezzato, alla vigilia di Natale un Clelia in anteprima assoluta ho stappato ovvero il loro primo cru ottenuto da uve raccolte in autunno inoltrato di due anni fa che mi ha letteralmente spiazzato e ,siccome il primo assaggio non è bastato, mi sono ripromesso di riprovarci non appena trovo qualche chef di buona volontà che presti la sua opera per la causa comune con un risotto a regola d’arte che nei confronti di questo ennesimo grande vino di Colli di Lapio faccia bene la sua parte FM

    27 dicembre 2020 - 14:24

    Enrico Malgi

    Bravo Francesco. Con i vini di Clelia andiamo sul sicuro. Speriamo di incontrarci presto con i due Marco e magari anche con Luciano.

    28 dicembre 2020 - 09:55

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