Girofle Negroamaro Rosé Salento Igp 2020 – Garofano

6/6/2021 330
Girofle Negroamaro Rosé Salento Igp 2020 Garofano
Girofle Negroamaro Rosé Salento Igp 2020 Garofano

di Enrico Malgi

I fratelli Stefano e Renata Garofano, degni eredi del loro compianto papà Severino, hanno inventato un giochino divertente per il lancio del millesimo 2020 del loro rosato Girofle chiamato GiroGirofle. Ecco qui un passaggio riportato sull’illustrata brochure“…Un vino che sorprende sempre, che nasce col sorriso e che ha voglia di viaggiare per portare il buonumore là dove arriva: nel bel mezzo della jungla misteriosa, in una caotica metropoli, nelle profondità del mare o sulla luna…”. Al di là di questo, resta il fatto che questo pluripremiato rosato salentino è dal 2005 (anno della prima uscita) che è  sulla cresta dell’onda, mietendo copiosi successi in tutto il mondo. E’ risultato anche vincitore a Radici del Sud 2017 col millesimo 2016 come migliore rosato del Sud Italia. Nella recente 50 Top Rosé dei migliori rosati italiani si è piazzato al quarantaseiesimo posto.

Controetichetta Girofle Negroamaro Rosé Salento Igp 2020 Garofano
Controetichetta Girofle Negroamaro Rosé Salento Igp 2020 Garofano

Vediamo allora cosa ci dice quest’ultima annata, la cui etichetta recita così: Girofle Negroamaro Rosé Salento Igp 2020. Negroamaro in purezza, le cui uve sono state raccolte entro la metà di settembre. Affinamento in acciaio per quattro mesi e poi due mesi di elevazione in vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro, una cosa sbalorditiva.

Colore rosato corallino. Dall’ampio bouquet pregevoli, variegati e ricamati profumi. Credenziali fruttate e floreali, sentori di lamponi, fragole, ciliegia ferrovia, melagrana, chinotto, pompelmo e rosa canina. Cadenzate e seppur minimali poi le sospirose essenze speziate. Rimandi salmastri. Per la letizia di tutto il cavo orale, in bocca penetra un sorso abilitato a portare felicità e godimento attraverso il suo sensitivo approccio palatale, che manifesta scorrevolezza, freschezza, morbidezza, sapidità, finezza, eleganza, armonia e seduzione. L’ottima beva viene alimentata poi da un corpo  consistente, da una rara profondità gustativa e da una densità quasi materica, trattandosi di un rosato. Durerà integro ancora per alcuni anni. Allungo finale decisamente persistente, avvolgente, salato ed edonistico. Vino versatile da abbinare ad un risotto ai funghi porcini, pesce in guazzetto e tagliere di salumi.

 

Sede a Copertino (Le) – Località Tenuta Monaci
Tel. 0832 947512 – Fax 0832 1830364 – Cell. 333 4584028
[email protected]www.vinigarofano.it
Enologo: Stefano Garofano
Ettari vitati di proprietà: 16, più 20 in affitto
Bottiglie prodotte: 220.000
Vitigni: Negroamaro, Malvasia Nera e Bianca, Montepulciano e Chardonnay.

 

2 commenti

    Mondelli Francesco

    Personalmente non tirerei la corda della longevità più di tanto che mi pare già al limite della “rottura”.Come insegnano i grandi vini(uno dei migliori rosati se non il migliore) questi devono essere buoni subito anche se poi devono mantenersi integri negli anni per cui perché aspettare quando possiamo goderceli senza la preoccupazione di arrivare a cent’anni per poterli testare?FM

    7 giugno 2021 - 08:23Rispondi

    Enrico Malgi

    Certo caro Francesco in genere il rosato va bevuto giovane per apprezzarlo di più. Ma ci sono alcune bottiglie, come questa, che possiedono una solida base strutturale per cui qualche anno di riposo non fa male.

    7 giugno 2021 - 09:35Rispondi

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