La Campania al Vinitaly, i retroscena svelati da un produttore

14/4/2019 2.6 MILA

 

Gerardo Vernazzaro
Gerardo Vernazzaro

Buongiorno Luciano come ben sai non sono da diversi mesi su Facebook e in generale sui social, ma ogni tanto con piacere leggo il tuo blog , senza mai intervenire, spesso consigliato dalla mia saggia Emanuela, ma ora proprio non riesco a trattenermi della serie ” mi sto scrivendo sotto ”.
Il problema non è solo l’ esclusione di Mazzella o meglio la non partecipazione per motivi burocratici, che a mio avviso è solo la punta dell’ Iceberg di questa gestione “imbarazzante”.
Ecco la storia.
Alcuni mesi fa venimmo convocati in Camera di Commercio (se non erro in gennaio) quindi solo quattro mesi prima del Vinitaly, che non è tanto per una kermesse che si deve preparare almeno con un anno di anticipo, ma mi sembrava un passo avanti rispetto al passato, ci venne chiesto a noi produttori cosa secondo il nostro parere ed esperienza fosse necessario per il buono svolgimento della manifestazione.

Personalmente feci i complimenti a chi ci convocò , in quanto per la prima volta i produttori venivano intervistati per provare a migliorare quanto fatto in passato….

L’amaro finale

Morale della favola, caro Luciano, appena la settimana prima del Vinitaly veniamo convocati soltanto per essere informati che la situazione non era della migliori in quanto potevano esserci problemi inerenti all’allestimento e la settimana successiva lunedi 1 Aprile con una mail ricevuta lo stesso giorno veniamo informati che da li a poche ore si sarebbero tenuti i sorteggi per l’ assegnazione degli stand, quindi esattamente 5 giorni prima dell’ inizio di Vinitaly !!!! si sono superati!

Non siamo Antinori o Banfi, ma un minimo di dignità dovrebbe essere alla base di questa parteciapzione, per questo motivo non abbiamo avuto possibilità di registrarci al sistema di Verona Fiere per acquistare pass espositori (in quanto ne abbiamo solo 2 in dotazione), non abbiamo potuto comprare biglietti di ingresso a costo ridotto che avevamo promesso ai nostri migliori clienti e soprattutto ai nostri clienti ,estimatori ed importatori, fino ad una manciata di giorni prima non abbiamo potuto comunicare la nostra posizione!!!!
Limitandoci a dire siamo alla hall B in Campania , ci troverete !

Il futuro
Cosa accadrà il prossimo anno ? Il sorteggio lo faremo con la tombola direttamente nel padiglione? Vogliamo parlare dell’ allestimento, meglio non entrare nel merito, più giù di così non si poteva andare, più giù di cosi c’è solo da scavare ….. ( come la canzone di Daniele Silvestri SALIRO’ ).
Nella preadesione avevamo richiesto un doppio stand che permettesse di lavorare bene ,ma nemmeno a pensarci , e questo relativo alla provincia di Napoli. M a vogliamo parlare degli spazi dedicati alle degustazioni? Aperti in piena confusione e caos totale, per giunta con la Radio di fronte quale professionalità ! Quale serietà? Continuiamo ad essere il paese di Pulcinella !

E per restare in termini gastronomici ” a sport’ o tarallar ” , al primo giorno di fiera la stessa persona alla quale feci i complimenti per la convocazione anticipata in camera di commercio , di cui non ricordo il nome ( non ricordo mai il nome dei politici è un mio grande limite) mi chiese incautamente ”come andiamo?”
La mia risposta sincera e secca e’ stata SIAMO MOLTO DELUSI .

Detto ciò qualcuno potrebbe replicare che paghiamo poco per la partecipazione al Vinitaly grazie alla camera di commercio , e come si dice ” tant spienn ‘ tant vale ” (tanto spendi tanto vale), ma credo a fronte di una partecipazione attiva e di dignitosa dovessimo investire qualcosa in più le aziende non si tirerebbero in dietro, o meglio parlo per me, se mi fosse data la possibilità di partecipare con un doppio stand ovviamente al doppio del prezzo del singolo e dove il singolo stand costasse anche 500 euro in più rispetto ad oggi , io e la mia azienda saremmo ben lieti di aderire ,con la garanzia di un buon servizio, perché da 20 anni siamo in regione e con la provincia di NAPOLI e vorremo restarci e non ” emigrare “in altri padiglioni , come alcune aziende da anni hanno preferito fare, e come dagli torto ?

Enologo Gerardo Vernazzaro Cantine Astroni Campi Flegrei Napoli

Questo post nasce da un intervento di Gerardo Vernazzaro nel post in cui parlavo della esclusione di Mazzella, che ha vinto il premio cantina dell’anno, dal padiglione Campania del Vinitaly. Lo rilancio perché contiene elementi che non conoscevo e che rischiano di perdersi in un semplice intervento di commento.
La sostanza è questa: solo cinque giorni prima le aziende hanno saputo la loro posizione nel Padiglione. Pazzesco, cinque.

Ora già so che questo nuovo intervento e la decisione di rilanciarlo saranno visti come un attacco politico. E’ la prima risposta che viene data quando si denunciano cose che non vanno. Personalmente sono totalmente estraneo ad ogni logica politica dal 1994 e, per dirla tutta, valuto molto positivamente ciò che De Luca ha fatto per Salerno diventando di gran lunga il miglior sindaco di sempre. Ma al nodo burocratico regionale neanche la spada di Alessandro Magno basterebbe. Il punto è che è uno potrebbe anche accettare  il governo della burocrazia, ma in cambio di risultati. Che qui evidentemente non ci sono.
Da sempre, e Gerardo Vernazzaro coglie questo aspetto, lo spazio campano è stato pensato come rappresentazione, grande scena, in ossequio ad una mentalità che è sensibile all’apparire e totalmente insensibile alle esigenze commerciali di chi lavora nel vino. Chi non ricorda il padiglione di Gae Aulenti bellissimo e inutilizzabile?
Per me i guai sono cominciati con la decisione dell’ex assessore Cozzolino di sciogliere l’Ersac, l’ente di promozione regionale che aveva alte professionalità e vertici straordinari (Vaccaro, Beato, Limone). Decine di funzionari furono buttati dentro gli uffici perché bisogna dare un segnale di scioglimento di enti inutili. Al tempo stesso la struttura dell’assessorato, da sempre imepgnata in un grande e ottimo lavoro di ricerca e organizzazione delle doc, si è trovata di fronte ad un compito nuovo senza un allargamento degli organici.
In tutti questo non si è mai riusciti a trovare il giusto equilibrio con le Camere di Commercio.
Risultato, nonostanze gli sforzi dei singoli, il risultato è quello descritto. Tutto questo in una regione che consuma ancora il doppio di quello che produce e che dunque di per se richiederebbe grandi impegni di alfabetizzazione del consumo regionale su cui c’è ancora da lavorare.
Le degustazioni si fanno da sempre in un casino pazzesco, in vent’anni non si è mai riusciti ad organizzare qualcosa nelle sale dell’Ente Fiera e le migliori aziende sono fuori dal Padiglione Campania preferendo pagare di più ma avere la certezza degli spazi, a cominciare, giusto per fare un nome dal presidente del Consorzio Sannio che è il più grande in Campania.

L’osservazione finale, dal sapore grillino lo ammetto, è che questa burocrazia è efficace solo nel prendere i soldi dalle nostre tasche, estorcere oltre il dovuto con autovelox e ausiliari del traffico confondendo il popolo degli automobilisti che si spostano per lavoro delle mandrie da divorare. occhio a non fare la fine dei compagni di Ulisse che morirono tutti dopo aver mangiato le vacche care al dio Sole.
Ah, non temete, le carte saranno sempre a posto, perché questa è la specializzazione della nostra burocrazia.

Luciano Pignataro

Un commento

    bruno soviero

    (17 aprile 2019 - 15:45)

    Bravo Pignataro! Dobbiamo tutti insieme,produttori,consumatori,addetti alla comunicazione,fare gruppo e “pressione”per ottenere decisi e severi interventi, da parte delle Istituzioni, Regione e Camere di commercio, per garantire un efficace supporto allo straordinario lavoro di tanti coraggiosi imprenditori del settore.

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