La Marinara di Michele al Trianon apre la rassegna Vedi Napoli e poi Mangia firmata da Marino Niola


Vedi Napoli e poi Mangia – La marinara

di Emanuela Sorrentino

La pizza marinara dalla sua origine all’evoluzione, così come si evolve – senza perdere l’identità – lo storico marchio “L’Antica Pizzeria da Michele”.

Un prodotto antico la pizza, che risale a fine Settecento. Tra storia e leggende l’appuntamento della rassegna Vedi Napoli e poi Mangia promosso e finanziato dall’assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli con l’assessore Teresa Armato ha visto protagonista la pizza “Marinara con le alici. La pizza venuta dal mare”.

Vedi Napoli e poi Mangia

Al teatro Trianon Viviani con l’organizzazione dall’Associazione Santa Chiara Orchestra così come tutti gli appuntamenti, la direzione artistica e curatela scientifica dell’antropologo Marino Niola il momento di talk con il giornalista Luciano Pignataro e con Sergio e Alessandro Condurrorispettivamente amministratore delegato de l’Antica Pizzeria da Michele e amministratore delegato l’Antica Pizzeria da Michele in the World prima dello spettacolo con Lalla Esposito e Massimo Masiello in “Nu poco ’e basilico, nu sguard’ annammurato”. Sergio Condurro ricorda suo nonno Michele che dopo le pizze fritte preparate dalle donne di casa con l’impasto fatto la sera prima nel basso dove ora c’è il pronto soccorso dell’Ospedale Ascalesi decise di imparare il mestiere a Torre Annunziata per poi trasferirsi a via Sersale a Napoli, dove ora c’è la sede storica. “Perché si dice a ruota di carro? Perché la farina era trasportata su carri dalle ruote grandi, le pizze poi venivano mangiate dai soldati per rifocillarsi o tagliate a fette e vendute per strada.

Vedi Napoli e poi Mangia

Chi non aveva denaro aspettava si facesse fredda così il prezzo scendeva”. Questo uno dei racconti di Sergio Condurro. “La pizza marinara è antichissima, risale già a pizzaioli che la facevano a fine Settecento. In altri luoghi d’Italia quella con su le alici è la Napoletana. C’era l’usanza in passato di mettere pesci sulla pizza. E poi c’è come in ogni cosa l’evoluzione: il cornicione è diventato alveolato, le pizze sui social hanno avuto
seguito ma ora è tornata la ruota di carro, perché fa scena. I ragazzi che non avevano mai visto la ruota di carro la vedono come novità, come pizza in un momento di condivisione”, precisa Luciano Pignataro.

Vedi Napoli e poi Mangia

La quinta generazione della pizzeria da Michele è rappresentata da Alessandro Condurro, protagonista dell’evoluzione “moderna” della pizzeria, della diffusione non solo commerciale ma anche culturale del marchio. “Abbiamo dato – e parlo a nome anche dei miei cugini – un’impronta manageriale, siamo impegnati in aperture nel mondo, ora copriamo tutti i continenti ma la nostra anima resta qui a Forcella. Abbiamo avviato progetti sociali come quelli di supporto alle associazioni del territorio. La pizza per i disfagici con l’Associazione Nigrelli ne è un esempio”. A margine dell’appuntamento, prima della degustazione, l’annuncio di Sergio Condurro: venerdì si presenta il museo della pizza con la raccolta di materiali di famiglia dagli anni ‘50. “Avremo sale tematiche, la storia della pizza, della famiglia, evoluzione del pizzaiolo, vecchie pubblicità di birra Peroni, Coca coca, macchine e nell’ultima sala si potrà vivere la Michele Experience: si cuoce e si impara a fare la pizza”, conclude Condurro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.