Le Pergole Torte 1999 di Montevertine in magnum. Forse è vero che il tempo è un’illusione


La Magnum di Pergole Torte 1999

 

di Brigida Mannara

Ci sono bottiglie che si scelgono per curiosità, altre che si scelgono per dimostrare qualcosa, altre per rievocare un ricordo.

Ci sono bottiglie che fanno sfrenare, altre che fanno divertire, altre che fanno riflettere.

Le Pergole Torte 1999 è una di quelle che ti costringe a fare silenzio.

Quando al tavolo si è concretizzata l’idea che la scelta sarebbe stata lei per accompagnare il nostro pranzo all’Oasis di Vslelsaccarda, l’emozione si è fatta sentire. Aprire una bottiglia che racconta una parte della storia del vino in Italia fa un certo effetto. Parliamo dell’etichetta iconica di Montevertine in Radda in Chianti, una delle aziende vinicole più rispettate, amate e iconiche della Toscana. Una delle poche rimasta sempre fedele a se stessa.

 

Il Sangiovese di Giulio Gambelli

Siamo di fronte ad una leggenda del vino iniziata nel 1967 quando Sergio Manetti, proprietario di un’industria per elettrodomestici, decise di cambiare comprare l’asta la proprietà di Montevertine. Il primo vino esce nel 1971 con la decisione di uscire dal disciplinare del Chianti che allora prevedeva anche uve a bacca bianca e di restare fermi sul Sangiovese
Sembra preistoria. Una linea rigorosa confermata anche nel 1977 quando esce la prima etichetta di Le Pergole Torte e con l’arrivo del grande Giulio Gambelli che accompagnerà questo vino nell’immaginario di tutto il mondo.

Si tratta di un Sangiovese in purezza che fermenta in vasche di cemento e matura per un anno in barriques Allier e un anno in botti di rovere di Slavonia. Un vino di rigore che accompagnerà Sergio Manetti e Giulio Gambelli per tutta la vita, anche quando in Toscana arrivano i vitigni internazionali. Sempre fedeli al Sangiovese e agli altri vitigni autoctoni.

Al momento dell’apertura di questa nostra 1999 in Magnum si ha necessità di qualche minuto di attesa: sono pur sempre passati 27 anni. Il calice è giusto. Il momento anche.

Un colore sicuramente figlio del tempo, leggermente meno carico rispetto ad un giovane sangiovese, ma ce lo si aspetta.

Giulio Bicchierino Gambelli – foto di Andrea Gabbrielli

I profumi sono delicati, subito si percepiscono gli odori autunnali di bosco: foglie secche, corteccia, felci, terra leggermente bagnata; per poi arricchirsi di altrettanti delicati sentori di frutta rossa: ciliegia, mora, lampone; e ancora petali di rosa essiccati.

La cosa che sorprende in maniera eclatante è senza alcun dubbio il sorso: una freschezza unica, meravigliosa. In bocca si fa spazio in modo gentile, e con educazione ci rimane, in un’armonica condivisione tra gusto e aroma.

Le Pergole Torte 1999 ha una grazia incredibile, non impressiona per potenza ma per armonia.

Berlo è stata un’esperienza piena, che non urla all’energia vorticosa di un uragano, ma ti parla sottovoce e ti resta dentro. È coerente. Si esprime come sa di essere, e sa di ciò che esprime. L’emozione di bere un vino seguito da Giulio Gambelli, scomparso nel 2012,  cresce pensando anche che il 1999, grande annata, è stata l’ultima vendemmia gestita da Sergio, scomparso nel 2020.

Una leggenda che continua con il figlio Martino, rigoroso erede della filosofia di produzione che ha regalato e regala emozioni in tutto il mondo.

La scheda del 9 aprile 2017

Le pergole Torte 1999

Le Pergole Torte 1999

 

di Albert Sapere 

Il tempo è uno stato mentale, non solo per gli uomini a quanto pare, o come diceva Albert Eistein: “Il tempo e’ un’illusione”. Oppure semplicemente nessuno ha detto a questo Pergole Torte del 1999 che sono passate quasi 18 vendemmie.

Sorprendente, ancora fresco, con una spalla acida sostenuta da una frutta sotto spirito e non materica. La prima sensazione al naso e’ quella di sottobosco, poi arriva la frutta rossa, ciliegia, lampone e amarena, nuance nette ed eleganti.

Una nota balsamica, presente e mai invasiva viene fuori a sbuffi, seguita dalla cannella e dalla noce moscata. Dopo qualche minuto di ossigenazione, ha il sentore pungente del cuoio e quello morbido del caramello. Il finale è quasi “mordibile” passando dal caffè al cacao amaro fino alla liquirizia, tutto aggraziato ed estremamente raffinato.

Un finale lungo ma non lunghissimo al palato, di un’eleganza strepitosa, cesella e ripropone tutte le sensazioni avvertite al naso, la seta è il paragone più calzante. Un vino che emoziona, dopo 18 anni probabilmente raggiunge il suo azimut, in abito da sera come piace a me.

Da bere ascoltando Fly Me To The Moon cantata da “The Voice” Frank Sinatra.

 

Le Pergole Torte – Montevertine:

Regione: Toscana;

Uvaggio: 100% Sangiovese;

Resa vino/ha: hl 40;

Fermentazione alcoolica: in vasche di cemento per circa 25 giorni;

Fermentazione malolattica: in vasche di cemento;

Invecchiamento: 12 mesi in botti di rovere di Slavonia, 12 mesi in barriques e circa 6 mesi in bottiglia;

Temperatura di servizio: 17-18°;

 

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