I 10 locali della gioia a Napoli, inibiti a musoni e gastrofighetti

25/11/2017 51.2 MILA
Napoli e il Vesuvio
Napoli e il Vesuvio

Ci sono i locali di cui si parla e dove va la gente, quelli di cui non si parla in cui va la gente. A noi piacciono i locali dove va la gente e cerchiamo di parlarne. A Napoli ci sono locali che stanno camminando bene e che danno piena soddisfazione. Alla fine la ricetta è sempre la stessa: semplicità di esecuzione e grande materia prima. Vediamo un po’ chi sta andando per la maggiore in questi ultimi anni a Napoli.

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10 Meatin’Cuoco e Carbone
Essenziale semplicità e buone materie prime

Meatin’
Meatin’

La carne non è mai stato un cibo particolarmente prelibato a Napoli. Questo locale al Vomero, avviato con la consulenza di Peppe Guida, ha piano piano ingarrato la formula con una cucina semplice e di servizio, buona carta di vini rossi e carne fornita da Mario Carrabs, mitico macellaio di Gesualdo, il primo a fare un discorso di alta qualità in Campania.
Un maggiore investimento sulla carta dei vini farebbe fare un ulteriore salto di qualità.

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9- Cicciotto a Marechiaro
Cucina basata soprattutto sui piatti marinari

Cicciotto, linguine e gamberi
Cicciotto, linguine e gamberi

Marechiaro è un posto magico. La buona e semplice cucina di questo luogo è una conferma assoluta che lo trasforma in una delle mete preferite dai napoletani.

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8- Veritas
La sera andavamo a corso Vittorio Emanuele

Veritas, Linguine con seppia, invidia belga, pomodoro del piennolo e pinoli
Veritas, Linguine con seppia, invidia belga, pomodoro del piennolo e pinoli


Dagli e ridagli, la grande passione di Stefano Giancotti ha fatto Bingo. La consacrazione con la stella Michelin appena ottenuta ma che conferma un crescente favore di pubblico che, purtroppo solo di sera, riempe il locale dove la cucina di Gianluca D’Agostino si presenta semplice e sincera mentre la carta dei vini è sempre più ampia e interessante.

 

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7- Crudo re
Mare e Champagne a Piazza Vittoria.

Crudo Re
Crudo Re

Dieci anni sempre sulla cresta dell’onda, con una scelta inimmaginabile di Champagne, grande passione del proprietario, Gianni Liotti. Ottimi crudi e buon cucinato. D’estate impossibile resistere.

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6 Da Mimì
Il cuore di Napoli in cucina.

Mimi' alla Ferrovia, lo spaghetto ai frutti di mare
Mimi’ alla Ferrovia, lo spaghetto ai frutti di mare

Eh si, hai voglia a dire e fare, ma da Mimì alla Ferrovia si fermano gli orologi. Sempre in pista i due mitici cugini Giugliano, repertorio classico inossidabile, servizio veloce e tanta bella Napoli ai tavoli. Imperdibile.

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5 Da Umberto
Testimonianza storica della gastronomia classica.

Umberto, Anelli di calamari ripieni di torzelle del Vesuvio
da Umberto, Anelli di calamari ripieni di torzelle del Vesuvio

Cento anni e non li dimostra grazie al rinnovamento dell’ultima generazione tra i tavoli. Attenzione ai prodotti, riferimento fisso e da tempi non sospetti per Slow Food e Ais ma senza tanta esibizione, storia e curiosità che si incrociano in continuazione.

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4 Palazzo Petrucci
La tradizione napoletana rivisitata con buona padronanza tecnica e spunti ironici e allegri.

Palazzo Petrucci, Lino Scarallo
Palazzo Petrucci, Lino Scarallo

Sembrava la fine, è stata la rinascita: parliamo del trasferimento a Palazzo Donn’Anna in riva al mare di Posillipo. Bella sala, grande carta dei vini, buona materia prima e giusta creatività che non diventa mai esibizione dello chef. Insomma, il giusto senza strafare. Primo stellato in città.

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3 Terrazza Calabritto
Alta qualità della materia prima.

Terrazza Calabritto, saute' di vongole
Terrazza Calabritto, saute’ di vongole

Aprire oltre trecento bottiglie solo di Dom Perignon ogni anno non è da tutti. Ma qui è come stappare una bottiglia d’acqua: crudo, piatti freschi e giovanili, altri collaudati come gli spaghetti con la granseola, tanta esperienza in sala e atmosfera easy e rilassata. Con vista su piazza Vittoria.

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2 Il Comandante – Hotel Romeo
Tanto mare ma anche tanta terra con vista porto

Comandante Dell'Hotel Romeo, Porcino, Ciliegia e Lampascione su Provolone del Monaco
Comandante Dell’Hotel Romeo, Porcino, Ciliegia e Lampascione su Provolone del Monaco

Non è poi stato facile convincere i napoletani ad entrare in albergo per mangiare, ma alla fine è andata. Il nono piano dell’albergo hi-tech dell’avvocato Romeo è sempre pieno, il cuoco Salvatore Bianco è vero uomo azienda non esibizionista, la cucina vira verso la freschezza e la sapidità. Imperdibile ormai. Esempio purtroppo non imitato dagli altri alberghi della città con cucine che si limitano a nutrire.

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1 Coco Loco
Il profumo dei magici anni ’90.

La Genovese di Diego Nuzzo
La Genovese di Diego Nuzzo
Coco Loco, il crudo
Coco Loco, il crudo
Coco Loco, la Catalana
Coco Loco, la Catalana

 

La formula della felicità a Capella Vecchia, spalle piazza dei Martiri, dove il crudo non è preconfezionato, di altissimo livello, i piatti selezionati e sempre gli stessi e alla fine ci si diverte con classici come la genovese con lo strutto, la nostra preferita a Napoli. Cantina in crescita che gira, impossibile prenotare prima di una settimana, ma provateci. Diego Nuzzo, il patròn, sta per aprire un piccolo spazio di fronte dove si cucinerà solo su prenotazione.

 

4 commenti

    BlackAngus

    (9 marzo 2017 - 15:05)

    “Ecco dieci locali semplici, che fanno la spesa al mercato, che offrono grande materia prima, grane servizio e giusto prezzo. Alè”
    Salve Sig.Pignataro.
    Concordo sugli ottimi ristoranti che ha citato ( anche se tanto semplici non sono visto il prezzo anche giusto che si fanno pagare ) ma la informo che più della metà di certo sono clienti dei vari Selecta, Longino, JDC, Marr ecc.
    Ciò non toglie che come altri vadano anche a fare la spesa al mercato.
    Saluti.

      Luciano Pignataro

      (9 marzo 2017 - 16:33)

      Certo, ma su prodotti e materie prime che non si trovano da noi. E certo il loro menu non è caratterizzato da questi distributori.

    Mari

    (10 marzo 2017 - 00:19)

    Più di una volta mi sono chiesta della freschezza e provenienza del pesce dei ristoranti di Marechiaro tra cui cicciotto. Più di una volta da quelle parti ho visto scaricare casse di pesce di provenienza internazionale

    Alex

    (11 marzo 2017 - 22:05)

    Salve,
    Trovo che la recensione sia davvero ben curata nella descrizione non solo dei piatti “essenziali” del ristorante, ma anche nel darne un breve sunto caratterizzante, quasi fosse un Haiku.
    Tuttavia non trovo che le cucine selezionate possano definirsi le dieci migliori di Napoli.
    Sicuramente di tutto rispetto e grande qualità, ma fermarsi alla degustazione solo, limitandosi alla sola palatabilità non sarebbe giusto.
    La cucina è arte, e come un bel dipinto la resa finale non è solo data dall’immagine e da come essa appare ma anche da come resiste, ovvero la resa del colore.
    Traslato in termini “gourmet” la cucina deve esser buona non solo a livello “gustativo” ma anche per quel che lascia dopo nel suo transito.
    Prodotti di qualità se usati con “contaminazioni” a volte eccessive, seppur dal buon gusto, lasciano qualche perplessità gastrica.
    Nelle mie serate enogastronomiche qualche perplessità è capitata in taluni dei ristoranti recensiti, laddove in alcuni posti, magari all’apparenza “bettole” e non risto-bistrot radical chic borghesi, non è capitato.
    Scovare una buona cucina e come trovare un tartufo…ci vuole pazienza e bisogna scavare talvolta nel terreno umido e non sotto una bella insegna luminosa. Del resto Napoli così, tradizione semplice e serena all’ombra di palazzi e nel buio di un vicoletto.

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